Dal 1986, anno della fondazione, Slow Food promuove il diritto al piacere e a un cibo buono e per tutti, con la convinzione che da questo partano le basi per la ricerca della prosperità dell’umanità attuale e futura. Si tratta di un movimento culturale, arrivato a essere di portata internazionale, che si è fatto strada grazie alla tenacia di un’associazione senza scopo di lucro nata in provincia di Cuneo, con il nome di Arci Gola. Fin dalla stesura del Manifesto dello Slow Food del 1987, ha avuto come obiettivo principale quello di dare il giusto valore al cibo, diffondendo il rispetto verso chi lo produce in armonia con ambiente e ecosistemi. Fondata da Carlo Petrini, l’associazione è affidata al coordinamento di un consiglio internazionale e alla guida di un comitato esecutivo: entrambi coordinano iniziative e campagne che coinvolgono milioni di persone in oltre 160 Paesi. Slow Food opera anche nell’ambito dell’editoria: la casa editrice Slow Food Editore è sua diretta emanazione, così come il Master incultura del cibo e turismo sostenibile, il corso tenuto all’Università delle scienze gastronomiche di Pollenzo.

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Personaggi ed interpreti

Carlo Petrini è giornalista e fondatore di Slow Food, unico italiano inserito dal quotidiano inglese The Guardian tra le 50 persone “che potrebbero salvare il pianeta”. In prima linea nella battaglia contro gli organismi geneticamente modificati, è un convinto sostenitore di un’agricoltura compatibile e si batte contro il potere della grande industria alimentare. Sociologo e scrittore, è ideatore di manifestazioni di richiamo come Cheese, il Salone del Gusto di Torino, e la manifestazione biennale Terra Madre.

Il punto forte

La zootecnica ha sbilanciato in modo deciso il rapporto tra allevatori e animali e ha modificato la nostra relazione con gli esseri viventi. Oltretutto il settore zootecnico produce (dati Fao) il 14,5% delle emissioni totali di gas serra, per questo motivo i sistemi di allevamento intensivi vanno ripensati. Slow Food da anni collabora direttamente coi produttori ridurre l’impatto delle produzioni sull’ambiente. Un’analisi di Indaco2 ha valutato la sostenibilità ambientale di alcune aziende della rete di Slow Food, ottenendo dati che dimostrano che le emissioni generate da allevamenti estensivi e di piccola scala sono in generale molto più basse: le produzioni protagoniste dei progetti di Slow Food sono green.

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