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Come Andrea Bocelli esporta solidarietà nel mondo

Andrea Bocelli durante il Celebrity Fight del settembre del 2017. (Jonathan Leibson/Getty Images for Celebrity Fight Night)

Articolo tratto dal numero di gennaio 2019 di Forbes Italia.
Di Gianluca Tenti

Costituita nel 2011 e con sede a Lajatico, nel Pisano, la Andrea Bocelli Foundation (Abf) esporta solidarietà, senza dimenticare l’Italia. Tutto ruota attorno alla figura del tenore: il mondo lo celebra come erede naturale di ‘Big’ Luciano Pavarotti, i puristi della lirica lo considerano un tenore-pop. Di sicuro è tra i cantanti italiani più famosi a livello internazionale. E un dato è indubbio: la fama che precede Bocelli è figlia della straordinaria capacità di un grande uomo.

Ascoltando il suo nuovo album, , che sta conquistando la vetta delle classifiche mondiali, non passano in secondo piano due partecipazioni: quella del figlio Matteo e quella di Voices of Haiti, un coro composto da 60 voci talentuose, che richiama una delle attività principali della Fondazione presieduta da Stefano Aversa. Perché ad Haiti sono legati molti dei progetti benefici sostenuti da Andrea, insieme alla moglie Veronica Berti, vicepresidente, la cui energia contagiosa è un ingrediente essenziale di molte iniziative.
Numeri: nel 2017 grazie all’attività svolta a livello internazionale, la Abf ha raccolto oltre 6 milioni di euro. Dal 2011 sono stati 19,8 quelli messi a disposizione di chi ha più bisogno. Lo scorso anno è stata garantita l’istruzione a 2.730 bambini, sono state inaugurate tre nuove strutture educative, 650mila persone complessivamente hanno beneficiato di 21mila galloni d’acqua potabile, quasi 80mila litri, che quotidianamente vengono distribuiti grazie al supporto della fondazione.

“Fin dal principio di questa esperienza abbiamo scelto di essere un laboratorio vivo, due parole semplici e bellissime, congiunte nell’idea precisa di realizzare una fondazione coraggiosa, innovativa, che seppure intitolata al nome di mio marito, idealmente avrebbe dovuto portare il nome di ciascuno dei suoi sostenitori”, dichiara la moglie a Forbes. “Oggi, dopo sette anni, grazie a un lavoro costante e caparbio, proprio come sa essere Andrea, Abf è una struttura solida e in crescita, con numeri importanti all’attivo, una credibilità guadagnata sul campo, un ufficio operativo dinamico, un quartier generale in costante attività, grazie a sei operatori presenti e altrettanti consulenti, più dodici volontari in loco, ogni settimana, e una quarantina presenti in occasione degli eventi, per un totale di circa settanta persone impegnate su ciascun progetto”.

Andrea Bocelli insieme alla moglie Veronica Berti ad Haiti

Sfogliando il bilancio della fondazione, si scopre che lo scorso anno è stata inaugurata la quarta ‘perla’ di Haiti a Devarenne Grand Riviere: la scuola St. Raphael, dopo le tre che l’hanno preceduta nell’ultimo quadriennio. Un’altra scuola, Dame Marie, è stata completata nel primo trimestre dell’anno. E sono numerosi anche i progetti che riguardano l’Italia.

“Al centro ci sono le persone e le comunità. Per questo, quando scegliamo di operare in un luogo, per noi è importante il dialogo, per comprendere bisogni, necessità, aspirazioni… Ad Haiti così come in Italia nelle Marche, dove lo scorso anno abbiamo ricostruito una scuola distrutta dal terremoto presso Sarnano, ne stiamo costruendo un’altra a Muccia, entrambe località gravemente danneggiate dal terremoto del 2016, abbiamo scelto di intervenire in comunità dove il senso di appartenenza, di solidarietà, di cooperazione costituisse una solida base, in grado di essere valorizzata attraverso i nostri progetti, mirati a opportunità di crescita e di sviluppo”, conclude Veronica. “Siamo particolarmente fieri, all’interno dei progetti educativi portati avanti ad Haiti in collaborazione con il nostro partner locale, Fondation St. Luc, del coro Voices of Haiti, una realtà musicale composta da sessanta meravigliosi bimbi di età compresa tra i 9 ed i 15 anni che provengono dalle aree più vulnerabili di Port-au-Prince. Tra loro, molti vivono in Cité Soleil, la baraccopoli più grande della capitale. Grazie alla musica hanno la possibilità di uscire dalla violenza e dalla povertà, lavorando sul loro potenziale. Hanno infatti affrontato un percorso di studi strutturato, con tenacia e disciplina. Il coro è filiazione di un progetto di educazione musicale che ha coinvolto dodicimila bambini haitiani. La mission della fondazione trova spazio anche nel nuovo disco di Andrea, Sì, dove le voci dei nostri piccoli, grandi cantori risuonano in due brani”.

Il merito di questi risultati va esteso a tutti i collaboratori, ai sostenitori privati che rispondono sì alle proposte di Veronica e Andrea, fino a chi digita semplicemente il numero di un sms benefico o prende parte alle Celebrity Fight Night, importate dagli Stati Uniti su richiesta di Mohamed Alì, e oggi diventate appuntamento fisso all’inizio di settembre nelle città d’arte d’Italia. In questo caso Abf è beneficiario, fanno notare dalla fondazione. Ma se tutto funziona alla regola il merito è di Veronica che mentre parla già elabora una nuova idea. Qual è il futuro della fondazione? “Desideriamo proseguire così, continuare a crescere e a migliorare, con il medesimo entusiasmo, riuscendo, secondo le nostre possibilità, a fare la differenza nella vita del prossimo, puntando alla modellizzazione ed alla replicabilità dei progetti che abbiamo già concepito, sviluppato e rodato, anche in altri contesti”.

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