Patrick John Collison Stripe
Innovation

Stripe, la società di pagamenti da 20 miliardi di dollari, sbarca in Italia

I fratelli Collison hanno fondato Stripe nel 2010. (Courtesy Stripe)

Da oggi Stripe parla anche italiano. La piattaforma per i pagamenti online basata a San Francisco, fondata dai fratelli Patrick e John Collison – tra i più giovani miliardari del mondo – e che vale intorno ai 20 miliardi di dollari, ha lanciato per le imprese italiane una versione e un’interfaccia tutta in italiano. Si tratta di un’infrastruttura fondamentale per chi vende online, perché è in grado di fornire a grandi aziende, PMI e startup, attraverso poche righe di codice da inserire nel proprio sito, tutte le tipologie di pagamento utilizzabili in oltre 135 Paesi del mondo per sviluppare la propria attività di e-commerce.

“Ora le aziende italiane possono integrare molto più facilmente un’infrastruttura che risolve con grande semplicità tutte le maggiori problematiche in tema di pagamenti e tesoreria, come accettazione, ottimizzazione della conversione, riconciliazione o conformità PCI”, commenta Alessandro Astone, country manager italiano di Stripe. “Abbiamo un team dedicato, che sarà in grado di supportare al meglio la creatività del Made in Italy per crescere in nuovi mercati e a venire in contatto con nuovi clienti da ogni angolo del globo sia che si tratti di un sito di e-commerce, di un marketplace o di un’azienda che offre servizi in abbonamento.”

Alessandro Astone, country manager italiano di Stripe. (Courtesy Stripe)

Nel nostro Paese arriva quindi la gamma completa di strumenti software per il mercato italiano: Connect, Checkout, Billing e Radar per consentire a imprenditori e sviluppatori di accettare pagamenti in modo rapido e sicuro ed espandersi a livello globale. Questi strumenti potranno aiutare le aziende a gestire aree quali fatturazione, contabilità, pagamenti tramite carta o mezzi alternativi (come Apple Pay, Google Pay, bonifici SEPA), prevenzione delle frodi, ottimizzazione per mobile e molto altro, contribuendo all’espansione dell’eCommerce e dei nuovi modelli di business.

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Inoltre, centinaia di servizi di terze parti sono integrati con Stripe, dai servizi di mail marketing a quelli di CRM/ERP. Dal punto di vista dell’utente finale, l’esperienza di pagamento diventa semplice, integrata e senza reindirizzamento a ulteriori pagine di operatori terzi. Negli anni, Stripe è diventata la scelta di grandi aziende “tech” tutto il mondo, da Kickstarter a Facebook, da Booking ad Uber, e anche in Italia è già stata scelta in versione “beta” negli scorsi mesi da Leroy Merlin, Musement, Arduino e tanti altri.

Già a settembre del 2018 – in seguito al round di finanziamento da 245 milioni di dollari – la società di mobile payment al primo posto nella classifica Forbes The Cloud 100 aveva indicato alcune aree chiave per la crescita delle proprie attività, tra cui, appunto, l’apertura di nuove attività online in tutto il mondo.

“Crediamo nel progresso”, aveva dichiarato il ceo e co-fondatore di Stripe, Patrick Collison. “Una migliore infrastruttura per i pagamenti globali aumenterà la produzione economica, incoraggerà l’imprenditorialità e aiuterà le startup a competere con gli operatori storici. Portando Stripe in più mercati e sviluppando i nostri servizi per le aziende di tutte le dimensioni, speriamo di accelerare l’innovazione in tutto il mondo”.

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