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Cultura 8 luglio, 2019 @ 11:23

Da Parigi a Tokyo, dieci mostre di arte contemporanea in giro per il mondo

di Marco Rubino

La mia grande passione è la street art.Leggi di più dell'autore
Partner di Community - Strategic Communication Adviser. Dal 2003 gestisce la comunicazione di alcune delle più importanti società italiane e internazionali. Le sue passioni: il mare, la vela, i viaggi, l’arte contemporanea – in particolare la street art – e la cucina. chiudi
Installation view, Virgil Abloh: “Figures of Speech”

Per chi anche durante le ferie estive non vuole rinunciare alla passione per l’arte contemporanea Forbes.it ha selezionato 10 mostre nelle principali capitali internazionali.

Venezia. Iniziamo dalla Biennale di Venezia che sarà visitabile fino 24 novembre 2019. La 58esima Esposizione Internazionale d’Arte, dal titolo May You Live In Interesting Times, è divisa in due presentazioni distinte, la Proposta all’Arsenale è quella al Padiglione Centrale ai Giardini, includendo complessivamente 79 artisti provenienti da tutto il mondo. “Molte delle opere esposte affrontano le tematiche contemporanee più
preoccupanti – spiega il curatore Ralph Rugoff – dall’accelerazione dei cambiamenti climatici alla rinascita dei programmi nazionalisti in tutto il mondo, dall’impatto pervasivo dei social media alla crescente disuguaglianza economica”. Le opere esposte nelle due sedi, mostrano aspetti diversi della pratica di ciascun artista. La due proposte artistiche sono affiancate da 90 Partecipazioni Nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini,
all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Tra tutti segnaliamo il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, e quello della Lituania, Paese vincitrice del Leone d’oro, che porta in scena la performance Sun & Sea, una spiaggia vivente firmata dal terzetto di artiste Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite.

Seoul. Il Seoul Museum of Art (SeMA), in collaborazione con la Tate, ospita fino al 4 agosto la mostra David Hockney, uno degli artisti più influenti del mondo e considerato il maestro dell’arte contemporanea. Questa è la prima mostra su larga scala di Hockney in Asia. La mostra porta in scena 133 opere dell’artista principalmente composte da dipinti, disegni e stampe creati dai primi anni fino al 2017. La visione di tutte queste opere illumina le caratteristiche distintive che contraddistinguono i diversi periodi della sua carriera artistica. Attraversando il confine tra il figurativo e l’astratto, Hockney sperimenta costantemente con una varietà di forme e contenuti, intraprendendo cosi un suo unico viaggio estetico per esplorare ed esprimere l’essenza dell’immagine.

Tokyo. A Tokyo, fino al 31 agosto è visitabile al Museo Yayoi Kusama, fondato dalla stessa artista d’avanguardia Yayoi Kusama, uno dei due appuntamenti annuali. Inaugurato nel 2017 con lo scopo di diffondere e promuovere l’arte di Kusama, il museo espone Infinity Nets che raccoglie una serie di dipinti composta dai primi pezzi della serie Infinity Nets, nonché fotografie e documenti relativi alla produzione della stessa serie.
Visualizzandolo insieme alla sue ultime realizzazioni pittoriche, My Eternal Soul, la mostra rivela la traiettoria artistica ad ampio raggio di Kusama. Tra le creazioni visibili menzione particolare per la scultura dell’iconica zucca che ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere Kusama l’artista donna più celebre al mondo. Quella in mostra è una scultura in acciaio inossidabile con pois multicolore che evoca un universo infinito e sconosciuto.

Sidney. Alla Art Gallery NSW di Sidney fino all’11 agosto è in scena la più approfondita mostra sulla vita di Marcel Duchamp che include circa 125 opere provenienti dalla collezione e dagli archivi Duchamp del Philadelphia Museum of Art. La mostra ospita importanti opere giovanili che non sono mai state visibili nella regione Asia-Pacifico, inclusi i dipinti degli anni formativi della pratica di Duchamp. Accanto a queste, le opere iconiche come Nude descending a staircase, che scandalizzò il pubblico americano quando fu esposto all’Armory Show di New York nel 1913 e il famigerato Fountain, l0orinatoio del 1950 (una replica dell’originale del 1917 andata perduta o persa).

Chicago. Il Museo di Arte Contemporanea di Chicago presenta fino al 22 settembre Virgil Abloh in Figures of Speech, la prima mostra museale dedicata al lavoro dell’artista, creativo, DJ e fondatore di uno dei più apprezzati brand di moda, Off-White ™. Abloh è pioniere di una pratica che attraversa i diversi media e connette artisti visivi, musicisti, grafici, stilisti e architetti. Abloh coltivò un interesse per il design e la musica in tenera età, trovando ispirazione nella cultura urbana di Chicago. Mentre seguiva un master in architettura presso l’Illinois Institute of Technology, si unì a Kanye West per lavorare su copertine di album, progetti di concerti e merchandising. Nel 2013, Abloh ha fondato il suo marchio di moda indipendente Off-White che ha sede a Milano e nel 2018 ha assunto la posizione di direttore artistico maschile di Louis Vuitton. Ambientato in uno spazio immersivo progettato da Samir Bantal la mostra offre uno sguardo approfondito sulla definizione dei punti salienti della carriera di Abloh. La mostra ospita, inoltre, un pop-up store, denominato Church & State, all’interno del quale è possibile acquistare il edizioni limitate di creazioni di Virgil Abloh alcune delle quali realizzate con artisti e designer tra cui Tomo Sachs, Futura e Simon Brown. New York. La prima mostra curata da artisti allestita al Guggenheim celebra, fino a gennaio 2020, l’ampia collezione di arte moderna e contemporanea del museo. A cura di Cai Guo-Qiang, Paul Chan, Jenny Holzer, Julie Mehretu, Richard Prince e Carrie Mae Weems l’exhibition riunisce opere famose e raramente viste create dall’inizio del secolo fino al 1980. Ogni artista è stato invitato a fare una selezione di opere che sono esposte in ciascuno dei sei livelli della celebre rotonda che contraddistingue l’architettura della sede del museo. La proposta raccoglie circa 300 dipinti, sculture, opere su carta e installazioni, alcune mai mostrate in precedenza, che si impegnano con i discorsi culturali del loro tempo, dalle aspirazioni utopistiche del primo modernismo alle esplorazioni formali dell’astrazione di metà secolo e dibattiti sociopolitici degli anni ’60 e ’70. In mostra durante il 60esimo anniversario dell’iconico edificio del Guggenheim progettato da Frank Lloyd Wright, Artistic License onora l’ethos incentrato sull’artista del museo e l’impegno per l’arte come forza per soddisfare le aspettative e ampliare le prospettive.

New York. L a prima mostra curata da artisti allestita al Guggenheim celebra, fino a gennaio 2020, l’ampia collezione di arte moderna e contemporanea del museo. A cura di Cai Guo-Qiang, Paul Chan, Jenny Holzer, Julie Mehretu, Richard Prince e Carrie Mae Weems l’exhibition riunisce opere famose e raramente viste create dall’inizio del secolo fino al 1980. Ogni artista è stato invitato a fare una selezione di opere che sono esposte in ciascuno dei sei livelli della celebre rotonda che contraddistingue l’architettura della sede del museo. La proposta raccoglie circa 300 dipinti, sculture, opere su carta e installazioni, alcune mai mostrate in precedenza, che si impegnano con i discorsi culturali del loro tempo, dalle aspirazioni utopistiche del primo modernismo alle esplorazioni formali dell’astrazione di metà secolo e dibattiti sociopolitici degli anni ’60 e ’70. In mostra durante il 60esimo anniversario dell’iconico edificio del Guggenheim progettato da Frank Lloyd Wright, Artistic License onora l’ethos incentrato sull’artista del museo e l’impegno per l’arte come forza per soddisfare le aspettative e ampliare le prospettive.

Liverpool. La Tate di Liverpool ospita fino al 10 novembre l’arte di Keith Haring, artista che mescola graffiti, pop art e la cultura underground dei club dando vita ad opere apprezzate da collezionisti e dal pubblico indistinto. Haring ha lavorato con artisti come Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, Ha progettato copertine di dischi per RUN DMC e David Bowie, ha diretto un video musicale per Grace Jones e ha sviluppato una linea di moda con Malcolm McLaren e Vivienne Westwood. In tal modo, ha presentato la sua arte e le sue idee al maggior numero possibile di persone. Un pioniere. L’artista ha avuto anche un ruolo chiave nell’attivismo sociale affrontando nelle sue opere i temi della dittatura politica, razzismo, omofobia, tossicodipendenza, consapevolezza dell’AIDS, capitalismo e ambiente. In mostra si trovano oltre 85 opere tra cui dipinti e disegni, poster, fotografie e video che catturano la vivacità della cultura di strada di New York degli anni ’80.

Londra. Olafur Eliasson torna alla Tate Modern di Londra dal 11 luglio al 5 gennaio 2020 con una imperdibile esibizione. Alcune opere d’arte da lui realizzate introducono fenomeni naturali come arcobaleni nello spazio della galleria. Altri usano riflessi e ombre per giocare con il modo in cui percepiamo e interagiamo con il mondo. Molte opere derivano dalla ricerca dell’artista sulla geometria complessa, i modelli di movimento e il suo interesse per la teoria dei colori. Tutte le opere in mostra, tranne una, sono visibili per la prima volta nel Regno Unito. Durante il percorso
espositivo l’artista offre ai visitatori la propria opinione su temi del cambiamento climatico, dell’energia, della migrazione e dell’architettura. Il team dello Studio Olafur Eliasson creerà anche un menu speciale e un programma di eventi correlati per il Terrace Bar della Tate Modern, basato su cibo biologico, vegetariano e di provenienza locale.

Parigi. Fino al 26 agosto 2019, la Fondation Louis Vuitton presenta una versione completa della rara serie di Gilbert & George, There were two young men (aprile 1971), una scultura Charcoal on Paper in sei parti appartenenti alla collezione della Fondation. Questo lavoro, presentato per la prima volta nel 1971 alla Galleria Sperone di Torino, fa parte di una serie di 13 sculture, create tra il 1970 e il 1974, e ora disperse in tutto il mondo. Gilbert & George, nati rispettivamente nel 1943 e nel 1942, nelle Dolomiti italiane e nel Devon (Inghilterra), vivono e lavorano a Londra (Regno Unito). Poco dopo aver lasciato la Saint Martin’s School of Art, dove si sono incontrati nel 1967, Gilbert & George hanno ottenuto il riconoscimento diventando Living Sculpture e sono oggi tra i principali e i più quotati artisti contemporanei.  Grazie alle sue proporzioni monumentali, There Were Two Young Men suggerisce una relazione coinvolgente con lo spettatore. Questa scultura raffigura due protagonisti – gli artisti – in un ambiente bucolico il cui l’edonismo si tinge di malinconia. Sembrano conversare tranquillamente, appoggiandosi ad un albero, nello spirito della pittura paesaggistica britannica neo-romantica. Le intrusioni grafiche, in ogni parte della scultura, dal titolo in maiuscolo che incastona l’immagine, a un testo poetico scritto a mano in lettere maiuscole e minuscole, aggiunge un ulteriore complessità, alludendo all’universo della poesia popolare e delle filastrocche.

Amsterdam. La mostra Van Gogh & the Sunflower, aperta fino all’1 settembre, permette di scoprire quanto fosse importante il girasole per Van Gogh e invita a riflettere su come possiamo preservare al meglio questo dipinto in modo che possa essere visibile dalle generazioni future. Dipinto nel 1889, Girasoli è una delle opere più famose di Van Gogh. L’artista ha dipinto cinque versioni di questo grande mazzo di girasoli in un vaso.

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