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Business 3 Gennaio, 2020 @ 9:24

I prossimi trend del mercato immobiliare visti da Mario Abbadessa

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Coordinatore di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
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Hines, il futuro del mercato immobiliare secondo Mario Abbadessa
Mario Abbadessa

articolo tratto dal numero di dicembre 2019 di Forbes Italia. Abbonati

Il futuro per l’immobiliare, settore tanto caro agli italiani, non sarà più nella casa di proprietà, ma nell’affitto intergenerazionale e a prezzi accessibili, oltre che nelle ristrutturazioni degli edifici storici. C’è da crederci se a dirlo è Hines, uno dei più grandi gruppi indipendenti del mondo a operare nel real estate, che gestisce a livello globale più di 120 miliardi di dollari. A guidare il business nel nostro paese è Mario Abbadessa, 35 anni, che di recente è stato anche nominato senior managing director dal board di Hines Global, risultando di fatto il più giovane manager di Hines a raggiungere questo traguardo a livello internazionale. “Un riconoscimento di stima e apprezzamento del lavoro svolto finora dal team Hines Italy”, dice Abbadessa, “nonché di fiducia per gli ambiziosi progetti che vedranno la luce nei prossimi anni sul territorio italiano”. Hines ha infatti investito oltre 2 miliardi di euro in Italia, in particolare a Milano e “abbiamo l’obiettivo di raggiungere i 5 miliardi di investimenti nel prossimo triennio”. Progetti definiti, dunque, con un approccio internazionale e con quella filosofia che ha sempre distinto Hines. “Non investiamo per rivendere, ma in un’ottica di lungo termine. Il nostro obiettivo è intervenire in una posizione per 30 anni per avere ritorni costanti in modo da poter remunerare i nostri investitori, che sono fondi pensione tedeschi, americani e giapponesi”. In passato sono stati effettuati interventi importanti come Porta Nuova, che sono serviti a ricucire alcune zone della città, “ma crediamo che il futuro non sia più quello”, continua Abbadessa. “Il futuro che noi vediamo in tutte le varie capitali mondiali è quello della riqualificazione dei centri storici, che sono il vero vantaggio dell’Italia e l’elemento distintivo rispetto ad altre realtà nel mondo, anche se sono stati un po’ abbandonati dai developer immobiliari perché hanno volumi complessi, richiedono particolari investimenti”.

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Proprio per questo Hines continua a puntare con determinazione al capoluogo meneghino, “una città che va oltre il sistema paese, una eccellenza anche in Europa”. Al momento il gruppo sta lavorando ai progetti MilanoSesto, ex Trotto a San Siro e zona Bocconi. Ai primi due progetti saranno destinati il 60-70% degli 1,5 miliardi di nuova liquidità stanziati. Nell’area ex Trotto, Hines prevede circa 800 appartamenti da dare in affitto ad anziani e famiglie, comprensivi di due baby sitter ogni 30 appartamenti. MilanoSesto, il progetto di riqualificazione dell’ex area Falck di Sesto San Giovanni, vede una sinergia tra Hines e Prelios. Inoltre, recentemente Hines si è aggiudicata la Torre Velasca, un simbolo di Milano e passata di mano per circa 160 milioni, a cui la società aggiungerà altri 60-70 milioni per i lavori di ristrutturazione, compresa la riqualificazione della piazza circostante. A vendere è stata Unipol, affiancata da JLL, che era divenuta proprietaria della torre dopo l’incorporazione della FondiariaSai della famiglia Ligresti. Ma opportunità nel settore, sia in ottica retail che per investitori istituzionali, ce ne sono anche altrove. “Restando in Italia, sicuramente Firenze rimane un ottimo mercato se consideriamo tutta l’area dello student housing, ma anche dei negozi e degli uffici. Per il 2020 abbiamo inoltre l’obiettivo di entrare a Roma. La capitale è un potenziale mercato perché i valori sono bassi e ancora non è stata esplorata”. Fuori dai confini nazionali le zone definite “calde” per il settore immobiliare sono paesi come Irlanda, Portogallo, Grecia, Germania, Francia e Spagna. “Anche Londra è interessante in contesto come quello della Brexit. Ma è bene sottolineare che, continua Abbadessa, “all’estero ci sono alcuni trend che in Italia si sono appena palesati. E mi riferisco alle varie strutture di student housing o di co-working. Tutti fenomeni che si devono ancora consolidare nel nostro paese”. Ma che, assicura Hines, ben presto vedremo anche dalle nostre parti.

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