Questo trentenne italiano fa da ponte tra gli investitori e le aziende

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Articolo tratto dal numero di febbraio 2020 di Forbes. Abbonati

“È sbagliando che ci rendiamo conto di essere umani”: è questo l’aforisma preferito da Paolo Salza. Una citazione che ripete spesso a sé stesso e che fotografa appieno il suo carattere forte e la sua voglia di mettersi continuamente in gioco, affrontando senza paura tutte quelle sfide che chi lavora nel mondo dell’innovazione si trova a fronteggiare.

Nato a Torino, ha vissuto per un lungo periodo all’estero tra Londra e gli Stati Uniti, dove ha avuto l’occasione di imparare da persone di grande valore facendo varie e brevi esperienze ad Harvard, Goldman Sachs e Annapurna Ventures. Ha anche partecipato alla stesura del libro 10 anni 1.000 progetti dell’imprenditore Stefano Cecchi. A livello lavorativo si è formato per quattro anni nel mondo della consulenza, una grande scuola di metodo che gli ha permesso di tuffarsi con più sicurezza nel mondo che ama: quello dell’innovazione. Dal 2018 infatti è entrato a far parte in qualità di project manager dal team di Cariplo Factory growITup, realtà guidata da grandi professionisti, lanciata da Microsoft e Fondazione Cariplo per cambiare l’ecosistema dell’innovazione italiano attraverso investimenti, sinergie e grandi progetti. Il suo carattere è stato forgiato in maniera importante dallo sport: è stato vicecampione italiano di canottaggio durante il liceo. Un periodo del quali ricorda gli allenamenti sul fiume alle 6 del mattino prima di andare a scuola.

Quando chiedi a Paolo Salza di cosa si occupa tutti i giorni, l’entusiasmo prevale su tutto: “Aiuto le startup, i giovani e le nuove idee a prendere vita e arrivare al successo attraverso la creazione di ponti con investitori e grandi aziende”, racconta. “Quello che amo è vedere fino a dove le persone possono arrivare, tenendo duro e mettendo insieme competenze diverse. L’arte principale che manca in Italia è quella di accettare l’errore e andare avanti”. Tra i progetti più rilevanti a cui ha lavorato negli ultimi mesi c’è la realizzazione, in collaborazione con un’azienda operativa nel campo delle risorse umane, di un nuovo veicolo, che ha portato in digitale metodologie di lavoro che per decine di anni era stato svolto offline. “In pochi mesi e con vari strumenti creativi, come il design thinking, abbiamo creato e prototipato una soluzione che verrà lanciata su scala globale con impatto e numeri davvero impressionanti. È stata davvero una soddisfazione”, dice.

Mentre il contesto del venture capital italiano continua a cambiare rapidamente, Salza conosce benissimo la ricetta da mettere in pratica per fare in modo che il nostro paese possa essere davvero competitivo. In sostanza, occorre sensibilizzare gli stakeholder e generare consapevolezza. “In Italia il tema è culturale e politico: la vecchia generazione deve rendersi conto che puntare sull’innovazione è fondamentale per creare un futuro”, spiega. Ai giovani imprenditori in cerca di capitali lancia un messaggio forte e nitido: “Bisogna avere una visione chiara e credere fortemente nei propri sogni. Qualsiasi storia ha dei momenti di fatica, di difficoltà, nei quali serve una dose ulteriore di entusiasmo per continuare a combattere: una bella squadra e la capacità di guardare lontano sono fondamentali per tenere la barra dritta in queste occasioni. Gli investitori sono abilissimi nel riconoscere queste qualità”.

Continuare a rafforzare la crescita dell’ecosistema italiano dell’innovazione lavorando con corporate, startup e player istituzionali è il suo obiettivo principale per i prossimi anni: “Voglio aiutare le persone a realizzare le proprie ambizioni: abbiamo grandi opportunità ed è il momento di concretizzarle”, conclude. “Anche io, nel mio percorso, ho avuto la fortuna di incontrare alcuni advisor che mi hanno permesso in momenti bui di capire dove fosse il mio talento e come farlo fiorire: vorrei che un giorno qualcuno potesse dire lo stesso di me”.