L’Italia fa i conti con il virus: quanto può costare all’economia

(Imagoeconomica)
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Milano: coronavirus in Italia
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di Andrea Giuricin

L’Italia rischia di entrare in recessione tecnica dopo la caduta del Pil dell’ultimo trimestre 2019. È chiaro che l’impatto economico del coronavirus dipenderà dalla grandezza del blocco economico, sia in termini di spazio che di tempo, ma è altresì evidente che sarà molto difficile evitare la caduta del prodotto interno lordo anche nel primo trimestre del 2020.

Non si parla solo di un impatto di 0,2 punti percentuali (che comunque sono 3 miliardi di euro), dato che gli effetti potrebbero essere nell’ordine dei punti percentuali, se la situazione dovesse peggiorare. E la situazione non sta certo migliorando, dato che diversi Paesi hanno iniziato a bloccare molti voli dall’Italia.

Per tale motivo è giusto parlare di un impatto da coronavirus di molti miliardi di euro e la recessione purtroppo sembra inevitabile.

È bene tuttavia andare con ordine circa l’impatto per i diversi settori:

In primo luogo il settore dei trasporti sarà duramente colpito e potremo vedere diverse aziende aeree, e non solo, in difficoltà. Ad esempio, Alitalia potrebbe finire in pochi mesi i soldi dell’ultimo prestito ponte di 400 milioni di euro, per il quale la Commissione Europea ha aperto l’ennesima indagine di aiuto di Stato illegale. Non a caso la cassa integrazione speciale di 4000 dipendenti evidenzia una situazione di crisi gravissima.

Tuttavia tutte le compagnie aeree rischiano di andare in forte difficoltà a causa della caduta della domanda che è già nell’ordine del 70 per cento.

Per tale ragione sarebbe corretto valutare l’eliminazione delle “tasse comunali” che sono pari a 6,5 euro a passeggero al fine di spingere la domanda in questo momento così critico.

Anche il settore del trasporto ferroviario sconta un impatto economico importante con una forte riduzione di traffico e con perdite che rischiano di essere molto dure. Per tale ragione anche in questo settore è estremamente importante prendere misure urgenti.

Il settore automotive (se il Coronavirus avrà un impatto duro come in Cina) andrà in forte difficoltà. In Cina si è registrata una caduta delle vendite di auto fino al 92% nei primi 20 giorni di febbraio, con mancante vendite per 46 miliardi di dollari al mese.

In Italia, l’impatto potrebbe essere nell’ordine di centinaia di milioni di euro e con rischi per molte concessionarie che potrebbero sperimentare un problema di cassa se le vendite dovessero continuare a rimanere bloccate.

In generale la catena logistica globale, dopo essere andata in crisi con il blocco cinese, rischia di andare in forte sofferenza con il blocco della parte produttiva dell’Italia (e avere conseguenze non indifferenti per la Germania). Anche in questo caso si parla di centinaia di milioni di euro d’impatto.

Un altro settore in immediata difficoltà è il turismo e non a caso alcune compagnie stanno chiudendo i voli per l’Italia. Solo i turisti stranieri spendono almeno 40 miliardi di euro in Italia all’anno.
Nel primo trimestre tra italiani all’estero e stranieri in Italia parliamo di almeno 13 miliardi di euro di spesa.

Un blocco fino a fine marzo potrebbe costare solo per turismo straniero in Italia e italiani all’estero 5 miliardi di euro di mancati introiti per gli operatori, senza considerare il turismo nazionale. Gli eventi e le fiere registreranno un blocco completo con un impatto per centinaia di milioni di euro.

Infine il settore industriale rischia di andare in sofferenza se la situazione dovesse peggiorare nel medio periodo con un impatto anche in questo caso per miliardi di euro.

L’impatto economico del coronavirus rischia di essere una vera e propria tragedia economica per l’Italia, ma la situazione rischia di peggiorare e di moltiplicarsi nel momento in cui la crisi dovesse espandersi agli altri paesi europei.