Il futuro degli affitti brevi dopo Covid-19, visto da BnB Academy

(Shutterstock)
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Articolo tratto dal numero di Forbes di aprile

Ha lanciato la sua prima startup, PowerMe, all’età di 18 anni raccogliendo in poco più di un mese 45mila dollari attraverso un crowdfunding internazionale, che ha ottenuto ordini da più di 90 paesi nel mondo. Che Ludovico Cianchetta Vazquez avesse un’indole per il mondo dell’imprenditoria, quindi, è stato fin subito chiaro.

Ludovico Cianchetta Vazquez founder di BnB Academy
Ludovico Cianchetta Vazquez

Dopo la laurea, la routine di una posizione lavorativa full-time ha cominciato però a non funzionare: “Ho cambiato diverse posizioni lavorative perché non mi sentivo mai pienamente soddisfatto. Mi impegnavo sempre al 100%, centravo tutti gli obbiettivi aziendali, ma poi il focus era più sui 10 minuti di ritardo il lunedì mattina che il valore aggiunto portato alla compagnia. Mi sentivo come un leone in gabbia”, spiega il manager. Per questo motivo, Cianchetta decide di reinventarsi nel settore degli affitti brevi creando nel 2019 BnB Academy, un corso di formazione online il cui obiettivo è quello formare gli host di domani, permettendo anche a chi non possiede un immobile di entrare nel mondo degli short rents.

Quello che offre BnB Academy, oggi più di 400 studenti dall’Italia e alcuni paesi d’Europa, è un corso, proposto in tre pacchetti, che spazia dalle consulenze private all’accesso a una serie di professionisti come fotografi, traduttori e home stagers. “Abbiamo un’esclusiva community dove ogni giorno gli studenti si aiutano tra loro migliorando le competenze in tema di acquisizione di immobili, gestione dei clienti e incremento dei profitti”, prosegue l’imprenditore.

All’interno del corso nulla è lasciato al caso, ci sono più di 25 ore di lezioni che spiegano come fare una ricerca di mercato, quali sono gli appartamenti migliori da acquisire, come trattare coi proprietari, come automatizzare il processo e molto altro. Ma come reagirà il settore dopo il COVID-19 secondo Cianchetta? “Le persona avranno ancora chiaramente voglia di viaggiare e visitare nuovi luoghi, la prova evidente è che nonostante le sanzioni e i divieti decine di migliaia di persone hanno sfidato i decreti pur di potersi rilassare in una località turistica. Viene da sè capire che non appena finirà il lockdown ci sarà un trend positivo per il turismo, e chiaramente il miglior luogo per trascorrere le proprie vacanze sarà un Airbnb, in quanto si avrà la sicurezza dell’avere una casa tutta per sè, evitando così gli assembramenti tipici degli spazi comuni di un hotel, garantendo anche risparmi a livello di lavanderia e pasti avendo sempre a propria disposizione negli Airbnb una cucina e una lavatrice” conclude Cianchetta

Ma qual è la marcia in più di questo metodo? “Comunemente questo è un business percorribile solo da persone che hanno uno o più immobili, magari lasciati in eredità, da mettere a reddito. Il problema è che con gli affitti classici il rischio di morosità è altissimo. Col nostro modus operandi chiunque può prendere un immobile in subaffitto e generare una rendita mensile”, sottolinea il founder. Un accordo win-win per il proprietario e il cliente. Per gli host più lungimiranti vi è poi il property management ovvero la gestione dell’immobile – con un investimento economico pari a zero da parte degli studenti – in cambio di una percentuale. Anche qui il rischio di morosità è pari a zero, e il proprietario può arrivare a guadagnare anche il doppio del canone classico. “Seguiamo i nostri studenti dalla ricerca dell’immobile alla pubblicazione dell’annuncio fino al check-out dell’ospite, così da garantire qualità e profitti”, conclude Cianchetta.

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