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Business 9 Luglio, 2020 @ 12:34

Per la prima volta da 8 anni la locomotiva della ricchezza non è più l’Asia

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Nel 2019 la popolazione di High Net Worth Individual  (HNWI) e la relativa ricchezza sono aumentati di quasi il 9% a livello globale, nonostante il rallentamento dell’economia mondiale, la guerra dei dazi e le tensioni geopolitiche. Tale incremento è dovuto a un aumento della ricchezza in Nord America e in Europa rispettivamente dell’11% e del 9% (in Italia l’incremento è stato dell’8%), percentuali che – per la prima volta dal 2012 – hanno superato quelle dell’area Asia-Pacifico (8%). Tuttavia il boom dell’anno precedente è stato offuscato da uno scenario incerto, visto che le attese del Fondo Monetario Internazionale sull’economia globale stimano un calo del 4,9% nel 2020.

Sono alcuni dei principali risultati del World Wealth Report 2020 pubblicato oggi da Capgemini. Il report riguarda 71 paesi, che rappresentano oltre il 98% del reddito nazionale lordo globale e il 99% della capitalizzazione dei mercati azionari mondiali. Al sondaggio Global HNW Insights Survey del 2020 hanno partecipato oltre 2.500 High in 21 importanti mercati wealth in Nord America, America Latina, Europa e nell’area Asia-Pacifico. L’indagine è stata condotta a gennaio e febbraio 2020 e, in quanto tale, i risultati dell’indagine non tengono conto dell’impatto della crisi di COVID-19.

Gli effetti del COVID-19

Secondo i report del World Federation of Exchanges, la pandemia di COVID-19 ha eliminato più di 18.000 miliardi di dollari  dai mercati globali tra febbraio e marzo 2020, prima della leggera ripresa registrata ad aprile. L’analisi di Capgemini prevede un calo della ricchezza globale tra il 6% e l’8% alla fine di aprile 2020 (rispetto a dicembre 2019).

Gli investimenti sostenibili e i servizi a valore aggiunto stanno guadagnando terreno

  • Anche le priorità di investimento sono mutate: dopo la pandemia, gli investimenti sostenibili (IS) stanno assumendo un ruolo di primo piano.
  • Nel segmento degli ultra-HNWI gli investimenti sostenibili stanno vivendo un’eccezionale momentum. Il 27% degli HNWI ha espresso interesse per i prodotti IS, mentre il 40% degli ultra-HNWI si è detto disposto a investire in sostenibilità.
  • Gli HNWI prevedono di destinare il 41% del loro portafoglio ai prodotti IS entro la fine del 2020 e il 46% entro la fine del 2021. Le società di wealth management hanno preso atto di questa tendenza e sono pronte a soddisfare tale domanda, tanto che attualmente l’80% delle società del comparto offre già opzioni per gli investimenti sostenibili.
  • Le ragioni principali che spingono l’interesse degli HNWI verso gli investimenti sostenibili sono i rendimenti più elevati e i rischi più bassi – il 39% si aspetta di ottenere rendimenti più elevati dai prodotti IS, mentre il 33% considera gli IS una tipologia di investimenti solidi e, al contempo, meno speculativi. È interessante notare che già il 26% degli HNWI afferma di voler offrire il proprio contributo positivo alla società.

L’iper-personalizzazione è necessaria per soddisfare le aspettative in continua evoluzione

  • Le azioni sono diventate l’asset class più significativa all’inizio del 2020 e hanno rappresentato il 30% dei portafogli finanziari degli HNWI a livello mondiale, soprattutto grazie alla solidità dei mercati azionari e agli stimoli finanziari che sono riusciti a ristabilire la fiducia.
  • Gli HNWI stanno diventando sempre più critici anche per quanto riguarda le commissioni dei gestori patrimoniali, con il 33% che afferma di non essere contento dei tassi del 2019, percentuale che dovrebbe aumentare a causa della volatilità dei mercati.
  • Secondo il report, più di un HNWI su cinque potrebbe cambiare il proprio wealth manager di riferimento l’anno prossimo, citando le commissioni elevate come principale causa nel 42% dei casi.
  • Gli HNWI hanno anche evidenziato una preferenza per le commissioni basate sulla performance e sui servizi rispetto a quelle basate sugli asset, fattore che si traduce in una maggiore aspettativa sul valore offerto per via delle fee applicate.
  • Prima dello sviluppo della pandemia di COVID-19 (gennaio-febbraio 2020), gli investitori hanno dichiarato di essere meno soddisfatti dei touchpoint del client journey relativi a servizi e informazioni personalizzate della loro azienda, e più del 60% degli HNWI ha affermato di aver riportato esperienze insoddisfacenti.

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