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Business 27 Luglio, 2020 @ 11:43

Il numero uno di Oracle per l’Italia ci ha raccontato il lavoro di squadra al tempo del cloud

di Matteo Rigamonti

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Articolo apparso sul numero di Forbes di luglio 2020. Abbonati

Generare affiatamento sul lavoro richiede “una comunicazione frequente, chiara e trasparente, senza ambiguità”, ma anche “strumenti di smart communication e collaboration sono fondamentali”, a maggior ragione “in questo particolare periodo, dove il contatto personale de visu è stato, per forza di cose, ridotto al minimo”. È il pensiero di Fabio Spoletini, country manager di Oracle Italia e regional senior vice president per il Sud Europa e i Paesi Cis. Una società, Oracle, che dalla Silicon Valley al Vecchio Continente “privilegia un approccio digitale, perché, essendo un’azienda presente in tutto il mondo, con strutture organizzative distribuite che assicurano copertura commerciale completa e supporto ai nostri clienti, ha molti team composti da dipendenti che operano su aree territoriali molto estese”.

Da sempre abituati a “fare lavoro di squadra nonostante latitudini e fusi orari diversi”, i dipendenti di Oracle hanno avuto la possibilità di lavorare da casa durante l’emergenza sanitaria Covid-19. Mesi durante i quali la società è stata “diversamente presente”, fino alla parziale riapertura di questi giorni, grazie anche alla “tecnologia, la stessa che Oracle propone ai propri clienti, il proprio punto di forza interno”, e senza la quale sarebbe impossibile promuovere un modello di “impresa globale”, come lo definisce Spoletini.

Tra le soluzioni adottate da Oracle in Italia, per cui lavorano 1.100 persone su cinque sedi diverse (Milano, Roma, Torino, Bologna e Padova), oltre alle mail, c’è il social media per il business Slack. “È cloud, è mobile, ed è sempre a disposizione”, spiega Spoletini. “Usiamo tantissimo anche il sistema di videoconferecing Zoom, un altro strumento facile ed efficace, che ha visto un boom di utilizzo negli ultimi tempi, e che si avvale della tecnologia cloud di seconda generazione di Oracle”. Poi ci sono le “soluzioni Oracle Cloud Hcm per dare feedback sia formali che informali a colleghi e collaboratori, mettendone in evidenza il contributo, per gestire iniziative formative di gruppo e gaming, per fare operazioni di volontariato (My Voluntereering) e di crowdfunding per cause che ci stanno a cuore (My Giving), ma ovviamente anche per tenere allineati i sistemi di gestione del nostro business, in stretta connessione con l’Erp e il Finance: anche questi strumenti sono tutti basati su cloud, mobile, e quindi sempre a disposizione”.

Quel formidabile abilitatore che è la tecnologia, però, da sola non basta. Giocare di squadra non sarebbe stato possibile se gli attori di questa imprevedibile sfida non si fossero sentiti maggiormente responsabilizzati nel rispettare scadenze e consegne. “È una questione che va in due direzioni”, puntualizza l’uomo al comando di Oracle in Italia, “sia del manager verso l’employee (perché non c’è più il rapporto visivo) sia in direzione opposta, perché la fiducia bisogna conquistarla e va mantenuta. Se non fosse così, sarebbe difficilissimo essere agili e reagire con tempestiività alle esigenze di business di oggi, che variano continuamente come abbiamo visto anche in questo periodo”.

A rendere particolarmente fiero Spoletini durante l’operatività quotidiana nei mesi passati in lockdown è stato il fatto di non aver subito impatti rilevanti: “Forse all’inizio è stato un po’ complicato avere una comunicazione efficace con alcuni clienti che non si erano mai cimentati in modalità di lavoro da remoto, ma dopo un paio di settimane di assestamento siamo riusciti a operare in maniera ottimale”. Un “buon risultato, sia in termini di vicinanza ai clienti sia in termini di vicinanza tra noi, ossia di lavoro di squadra”, confermato peraltro dalla “ottima chiusura dell’anno fiscale”.

Il lavoro di squadra in Oracle si costruisce anche grazie alla sostenibilità. “Esistono diverse iniziative, raggruppate sotto il nome di Oracle Green Cloud, che invitano i dipendenti a mettersi in gioco”, racconta Spoletini, “indipendentemente dal loro ruolo, e lavorando insieme ad altri colleghi con i quali magari non hanno contatti frequenti sulla base di interessi comuni” come, tra gli altri, la salvaguardia dell’ambiente, il volontariato presso enti esterni oppure l’alternanza scuola-lavoro “che facciamo da cinque anni come ‘volontariato di competenze’ verso circa 100 ragazzi (e i loro insegnanti), per innalzare il loro livello di digitalizzazione a farli appassionare alle discipline Stem”. Progetti nati con un processo “bottom up”, tiene a sottolineare Spoletini, come nel caso di alcune cause di charity, proposte dai dipendenti, e che grazie alla piattaforma My Giving hanno visto “raddoppiare con fondi corporate le donazioni fatte”. Da ultimo le donazioni di ambulanze e dispositivi di protezione individuale alla Croce Rossa Italiana e il sostegno alla onlus L’Albero della Vita.

Ulteriore progetto sotto l’ombrello di Oracle Green Cloud è la partnership con Trek per promuovere mobilità sostenibile e benessere dei dipendenti. “I colleghi di Milano e Roma avranno la possibilità di usufruire di otto bike offerteci da Trek in comodato d’uso”, precisa. “Stiamo lavorando allo sviluppo di una app che ci permetterà di gestire le prenotazioni del bike sharing e monitorare gli spostamenti. Grazie a questi dati potremo stabilire il risparmio in termini di inquinamento che i nostri ciclisti avranno contribuito a realizzare e dimostrare ancora una volta la nostra capacità di fare innovazione”.

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