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Investimenti 30 Luglio, 2020 @ 10:18

Il team working secondo il gigante mondiale delle obbligazioni

di Matteo Chiamenti

Giornalista sì, finanziario nì.Leggi di più dell'autore
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Articolo apparso sul numero di luglio 2020 di Forbes. Abbonati

Utilizzando ciò che ci insegna il buon senso, viene naturale pensare che la capacità di generare uno spirito di gruppo sia un’impresa la cui difficoltà risulti direttamente proporzionale alla grandezza del gruppo stesso. Come in un’orchestra, maggiore è il numero degli elementi che partecipano all’esecuzione di una sinfonia, maggiore è il lavoro necessario all’ottenimento di concerto armonioso. Pimco è una delle principali realtà internazionali del risparmio gestito ed è ormai un consolidato ensemble di professionisti uniti da un impegno comune e da valori condivisi. Alessandro Gandolfi, country head della società per l’Italia, ci ha raccontato come si riesce a costruire la giusta esecuzione, nota dopo nota, di un gruppo che conta sedi in tutto il mondo; in una prova corale che si è resa ancora più importante anche attraverso il confronto con l’impatto e le dinamiche dell’emergenza sanitaria.

Siete un player mondiale degli investimenti. Come dialogano e come sono integrate le diverse sedi locali con il vostro headquarter statunitense?

Pimco opera come un’azienda globale che ha uffici in tutto il mondo e offre servizi a clienti provenienti da oltre 50 Paesi. In quasi tutti gli aspetti del business, i team lavorano a livello globale per condividere idee e conoscenze e sfruttare strumenti e risorse. Il rapporto che i diversi team hanno, sia con la sede centrale a Newport Beach che con gli uffici regionali, è fondamentale per gestire efficacemente il patrimonio dei clienti ed è particolarmente importante per aiutare gli investitori a orientarsi nei mercati incredibilmente sfidanti che vediamo oggi. Per facilitare la continua interazione tra i team a livello internazionale e per consentire la prosecuzione delle attività da remoto, abbiamo ulteriormente ampliato l’infrastruttura globale per garantire che i dipendenti di tutti gli uffici avessero a disposizione i sistemi, i processi e la tecnologia necessari. Avendo lavorato in smart working durante la pandemia, il team in Italia ha fatto un uso ancora maggiore degli strumenti di comunicazione e interazione digitale. Questo ha consentito ai dipendenti di rimanere sempre aggiornati e connessi tra loro, con i colleghi di altre sedi europee e con quella di Newport Beach.

 

Come si declina questa attitudine all’interno di un’attività complessa come quella della gestione degli investimenti?

Il lavoro di squadra è fondamentale per il successo della nostra filosofia e del nostro processo di gestione attiva degli investimenti. I nostri chief investment officer (cio) guidano i team di gestione dei portafogli, mentre il comitato composto da professionisti senior del settore degli investimenti supervisiona quotidianamente i processi decisionali. In Pimco le decisioni sugli investimenti sono frutto di un lavoro di squadra che si basa sulle competenze e sulle intuizioni dei nostri gestori di portafoglio e degli analisti di tutto il mondo. Una collaborazione efficace tra i membri del team è quindi fondamentale e i nostri forum trimestrali sono un esempio di quanto il lavoro di squadra sia importante nei processi di investimento. Ogni anno si tengono tre forum ciclici in cui i team di investimento lavorano insieme per anticipare le tendenze del mercato e dell’economia nei prossimi 6-12 mesi. Queste prospettive vengono combinate con le previsioni degli specialisti e con l’analisi quantitativa dei singoli titoli e della costruzione del portafoglio. Inoltre, il nostro team globale di professionisti dell’investimento si riunisce ogni anno per il Secular Forum con l’obiettivo di collaborare e condividere idee, invitando relatori internazionali, l’advisory board e i consulenti di Pimco a identificare i principali elementi che potrebbero impattare in modo significativo sull’economia globale, sui mercati finanziari e sui portafogli degli investitori nei prossimi tre o cinque anni. Quest’anno questi importanti incontri si sono svolti in modalità virtuale.

 

Come interpretate il concetto di leadership e la capacità di team working in Pimco e quanto possono essere importanti per chi lavora nel mondo del risparmio gestito, a seconda dei ruoli, a vostro avviso?

La leadership di Pimco si dimostra con l’impegno della società nel mettere sempre al primo posto i clienti e nel mantenere gli standard più elevati in termini di persone e competenze. I nostri leader provengono da ogni settore e hanno un’ampia gamma di competenze e background perché siamo convinti che prospettive differenti creino un’organizzazione più forte. Il team di gestione degli investimenti è guidato dai cio, ma il processo decisionale sui portafogli si basa sull’esperienza e le conoscenze di tutto lo staff. Il processo di investimento è progettato per promuovere idee nuove e punti di vista diversi provenienti da tutta l’azienda a livello globale. Questa filosofia di lavoro di squadra si estende a tutti i settori del business.

 

Quali sono le iniziative, se ci sono, che avete messo in atto per sviluppare queste attitudini?

Abbiamo implementato una serie di infrastrutture, risorse e attività di formazione per promuovere una cultura di leadership forte e lo spirito di squadra. Queste iniziative sono volte a incoraggiare la comunicazione e la collaborazione tra team interfunzionali e regionali e si rivelano fondamentali in un contesto come quello attuale. In questa situazione instabile, forniamo infatti frequenti e chiare informazioni ai dipendenti sugli ultimi eventi, sulle politiche societarie e sulle procedure da adottare e ai manager indicazioni utili per i loro ruoli nella gestione dei team.

 

Durante l’emergenza di Covid-19, che ha giocoforza limitato i contatti per lavoro, come siete riusciti a tenere alto il senso di appartenenza a un team tra i vostri dipendenti?

Abbiamo adottato lo smart working e quindi intrapreso una serie di iniziative volte a promuovere la connessione tra i dipendenti e i diversi team e a sostenere il loro benessere in fase di adattamento al nuovo ambiente di lavoro, che sia in ufficio o da remoto. Durante la pandemia da coronavirus, abbiamo lanciato il nostro hub Pimco Connected a sostegno dei dipendenti e per supportare la nostra comunità e la nostra filosofia in tutto il mondo. L’hub include strumenti, risorse, canali Slack, comunicazioni dalla direzione e opportunità di volontariato virtuale e si compone di tre aree principali: Get adjusted, Be supported e Stay connected. L’obiettivo della nostra società, anche attraverso una serie di attività online, è quello di mantenere i dipendenti coinvolti e motivati, alimentando costantemente il senso di appartenenza alla società.

Business 27 Luglio, 2020 @ 11:43

Il numero uno di Oracle per l’Italia ci ha raccontato il lavoro di squadra al tempo del cloud

di Matteo Rigamonti

Staff

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Articolo apparso sul numero di Forbes di luglio 2020. Abbonati

Generare affiatamento sul lavoro richiede “una comunicazione frequente, chiara e trasparente, senza ambiguità”, ma anche “strumenti di smart communication e collaboration sono fondamentali”, a maggior ragione “in questo particolare periodo, dove il contatto personale de visu è stato, per forza di cose, ridotto al minimo”. È il pensiero di Fabio Spoletini, country manager di Oracle Italia e regional senior vice president per il Sud Europa e i Paesi Cis. Una società, Oracle, che dalla Silicon Valley al Vecchio Continente “privilegia un approccio digitale, perché, essendo un’azienda presente in tutto il mondo, con strutture organizzative distribuite che assicurano copertura commerciale completa e supporto ai nostri clienti, ha molti team composti da dipendenti che operano su aree territoriali molto estese”.

Da sempre abituati a “fare lavoro di squadra nonostante latitudini e fusi orari diversi”, i dipendenti di Oracle hanno avuto la possibilità di lavorare da casa durante l’emergenza sanitaria Covid-19. Mesi durante i quali la società è stata “diversamente presente”, fino alla parziale riapertura di questi giorni, grazie anche alla “tecnologia, la stessa che Oracle propone ai propri clienti, il proprio punto di forza interno”, e senza la quale sarebbe impossibile promuovere un modello di “impresa globale”, come lo definisce Spoletini.

Tra le soluzioni adottate da Oracle in Italia, per cui lavorano 1.100 persone su cinque sedi diverse (Milano, Roma, Torino, Bologna e Padova), oltre alle mail, c’è il social media per il business Slack. “È cloud, è mobile, ed è sempre a disposizione”, spiega Spoletini. “Usiamo tantissimo anche il sistema di videoconferecing Zoom, un altro strumento facile ed efficace, che ha visto un boom di utilizzo negli ultimi tempi, e che si avvale della tecnologia cloud di seconda generazione di Oracle”. Poi ci sono le “soluzioni Oracle Cloud Hcm per dare feedback sia formali che informali a colleghi e collaboratori, mettendone in evidenza il contributo, per gestire iniziative formative di gruppo e gaming, per fare operazioni di volontariato (My Voluntereering) e di crowdfunding per cause che ci stanno a cuore (My Giving), ma ovviamente anche per tenere allineati i sistemi di gestione del nostro business, in stretta connessione con l’Erp e il Finance: anche questi strumenti sono tutti basati su cloud, mobile, e quindi sempre a disposizione”.

Quel formidabile abilitatore che è la tecnologia, però, da sola non basta. Giocare di squadra non sarebbe stato possibile se gli attori di questa imprevedibile sfida non si fossero sentiti maggiormente responsabilizzati nel rispettare scadenze e consegne. “È una questione che va in due direzioni”, puntualizza l’uomo al comando di Oracle in Italia, “sia del manager verso l’employee (perché non c’è più il rapporto visivo) sia in direzione opposta, perché la fiducia bisogna conquistarla e va mantenuta. Se non fosse così, sarebbe difficilissimo essere agili e reagire con tempestiività alle esigenze di business di oggi, che variano continuamente come abbiamo visto anche in questo periodo”.

A rendere particolarmente fiero Spoletini durante l’operatività quotidiana nei mesi passati in lockdown è stato il fatto di non aver subito impatti rilevanti: “Forse all’inizio è stato un po’ complicato avere una comunicazione efficace con alcuni clienti che non si erano mai cimentati in modalità di lavoro da remoto, ma dopo un paio di settimane di assestamento siamo riusciti a operare in maniera ottimale”. Un “buon risultato, sia in termini di vicinanza ai clienti sia in termini di vicinanza tra noi, ossia di lavoro di squadra”, confermato peraltro dalla “ottima chiusura dell’anno fiscale”.

Il lavoro di squadra in Oracle si costruisce anche grazie alla sostenibilità. “Esistono diverse iniziative, raggruppate sotto il nome di Oracle Green Cloud, che invitano i dipendenti a mettersi in gioco”, racconta Spoletini, “indipendentemente dal loro ruolo, e lavorando insieme ad altri colleghi con i quali magari non hanno contatti frequenti sulla base di interessi comuni” come, tra gli altri, la salvaguardia dell’ambiente, il volontariato presso enti esterni oppure l’alternanza scuola-lavoro “che facciamo da cinque anni come ‘volontariato di competenze’ verso circa 100 ragazzi (e i loro insegnanti), per innalzare il loro livello di digitalizzazione a farli appassionare alle discipline Stem”. Progetti nati con un processo “bottom up”, tiene a sottolineare Spoletini, come nel caso di alcune cause di charity, proposte dai dipendenti, e che grazie alla piattaforma My Giving hanno visto “raddoppiare con fondi corporate le donazioni fatte”. Da ultimo le donazioni di ambulanze e dispositivi di protezione individuale alla Croce Rossa Italiana e il sostegno alla onlus L’Albero della Vita.

Ulteriore progetto sotto l’ombrello di Oracle Green Cloud è la partnership con Trek per promuovere mobilità sostenibile e benessere dei dipendenti. “I colleghi di Milano e Roma avranno la possibilità di usufruire di otto bike offerteci da Trek in comodato d’uso”, precisa. “Stiamo lavorando allo sviluppo di una app che ci permetterà di gestire le prenotazioni del bike sharing e monitorare gli spostamenti. Grazie a questi dati potremo stabilire il risparmio in termini di inquinamento che i nostri ciclisti avranno contribuito a realizzare e dimostrare ancora una volta la nostra capacità di fare innovazione”.