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Leader 2 Ottobre, 2020 @ 6:02

La nuova rotta di Ferretti Group spiegata dall’a.d. Alberto Galassi

di Marco Barlassina

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Alberto Galassi a.d. di Ferretti Group sul suo Custom Line Navetta 37 2020-07-16 © Massimo Sestini

Soluzioni tecnologiche all’avanguardia, prestazioni d’eccellenza e design esclusivo sono marchi di fabbrica che rendono unico il Made in Italy nel mondo. Spesso queste tre condizioni riescono a prendere vita contemporaneamente. E’ quanto avviene ad esempio nell’industria della nautica, dove questo mix di elementi restituisce ai fortunati possessori di un’imbarcazione creata in Italia un appeal senza tempo.

Tra i leader mondiali di questo settore, il gruppo Ferretti progetta, costruisce e vende yacht a motore e da diporto di lusso, con un portafoglio di otto marchi prestigiosi come Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, Mochi Craft, CRN, Custom Line e Wally, tutti prodotti in sei cantieri navali dislocati in Italia.

Abbiamo incontrato l’amministratore delegato Alberto Galassi, che guida il gruppo insieme al presidente Tan Xuguang, per comprendere lo stato di salute e le prospettive di un settore che considerando anche l’indotto in tanti settori dell’artigianalità italiana, occupa decine di migliaia di lavoratori.

Il 2020 non è ancora finito, ma qualche bilancio si può già fare. Come ha affrontato Ferretti Group un anno così complesso?

Ci siamo mossi in fretta, mantenendo sempre la calma e fissando delle priorità, in primis ovviamente la salute delle persone che lavorano in Ferretti Group.

La pandemia ha messo a dura prova il Paese e l’intero tessuto produttivo ma, in queste condizioni di difficoltà, crediamo che a spiccare possano essere le aziende in grado di prendere decisioni importanti, in maniera tempestiva e con un focus rivolto alla sostenibilità sociale.

Proprio lungo queste due direttrici – sostenibilità sociale e investimenti a lungo termine – si è articolata la nostra risposta alla pandemia: grazie ad un importante lavoro svolto con le organizzazioni sindacali, in data 16 aprile siamo stati in grado di annunciare, tra i primi in Italia, la firma di un protocollo per il contrasto alla diffusione del Coronavirus COVID-19 nei luoghi di lavoro, che ci ha permesso di mantenere, in stretta osservanza delle disposizioni di legge per il contenimento della diffusione del virus, di mantenere aperti e operativi tutti i nostri cantieri: Sarnico, La Spezia, Cattolica, Forlì, Mondolfo e Ancona.

Inoltre, non appena disponibili, abbiamo deciso di predisporre privatamente – oltre a una polizza sanitaria in caso di ricovero e degenza – un test sierologico per ogni lavoratore, al fine di garantire la salute non solo dei nostri dipendenti, ma anche delle loro famiglie e dei loro cari.

La tutela dei nostri dipendenti – e dei nostri armatori e clienti nella fase di consegna e test – è per noi una priorità assoluta: siamo infatti la prima azienda nel settore della nautica da diporto ad aver ottenuto la Biosafety Trust Certification, il primo schema di certificazione dei sistemi di gestione per prevenire e controllare la diffusione di infezioni, a tutela della salute delle persone, sviluppato da RINA.

L’impegno e la tempestività nell’ottenimento di questa certificazione, utile a ridurre al minimo i rischi per dipendenti e clienti, simboleggia la nostra forte attenzione sul tema e la nostra dedizione nel mettere la salute delle persone di Ferretti Group sempre al primo posto.

 

E a livello industriale? Quali doti servono per navigare in acque agitate come quelle del 2020?

La sostenibilità sociale deve necessariamente andare di pari passo con la sostenibilità aziendale ed è nostra convinzione che il miglior modo di garantire sostenibilità sul lungo termine sia un piano di investimenti importante e di lunga prospettiva. Da quando sono a capo del gruppo (2014), il livello dei nostri investimenti è sempre aumentato, arrivando a toccare € 70 milioni lo scorso anno. (2015: € 21 mln; 2016: € 33 mln; 2017: € 49 mln; 2018: € 61 mln; 2019: € 70 mln, per complessivi € 234 milioni nel quinquennio 2015 – 2019).

 

In cosa avete investito maggiormente?

Sia nello sviluppo e miglioramento del nostro portafoglio prodotti (oggi il 90% dei ricavi è costituito dalla vendita di modelli lanciati negli ultimi quattro anni), che nell’ampliamento dei nostri stabilimenti produttivi: solo per il totale rinnovamento del cantiere “Super Yacht Yard” di Ancona, il gruppo ha destinato oltre 32 milioni di euro. Un importante investimento rivolto all’ammodernamento degli impianti esistenti, alla creazione di nuove infrastrutture a terra e a mare destinate alla costruzione di nuovi modelli e allo sviluppo dell’attività di business dedicata al refit.

Negli ultimi due anni, inoltre, il gruppo ha destinato ulteriori investimenti (circa 5 milioni di euro) anche al cantiere di La Spezia, avviando un’importante procedura di ristrutturazione dello stabilimento, predisponendo un ampliamento delle condizioni di sicurezza, una prima fase di aggiornamento del layout di fabbrica e, soprattutto, allestendo la costruzione di un nuovo impianto di verniciatura di oltre 37 metri di lunghezza. Nel cantiere di La Spezia, a oggi, la produzione (in proiezione sull’intero 2020) conta ben 23 unità, in ulteriore aumento rispetto alle 18 prodotte nel 2019.

A certificazione del nostro commitment, quest’anno abbiamo annunciato anche l’investimento di 15 milioni di euro per un cantiere di servizi a Fort Lauderdale, in Florida. La struttura si estende su un’area di circa 4.000 metri quadrati e comprende cinque banchine e una combinazione di spazi interni e all’aperto dove, grazie all’annesso porto turistico, vengono effettuati servizi, refit e consegne per i clienti statunitensi, che considerano Ft. Lauderdale il principale hub dello yachting americano. Per questo motivo abbiamo predisposto la presenza di un magazzino finalizzato allo stoccaggio di materiali e pezzi di ricambio per gli yacht dei clienti americani. Grazie a un valore di stock complessivo di oltre 1,2 milioni di dollari, siamo ora in grado di diminuire sensibilmente i tempi di assistenza e consegna dei pezzi di ricambio in arrivo dagli stabilimenti italiani.

 

Quali mercati a livello geografico e quali tipologie di imbarcazioni hanno retto meglio la sfida del 2020? La clientela come sta rispondendo (magari anche distinguendo tra HNWI e ultra HNWI)? Com’è la situazione del libro ordini per i prossimi mesi?

Siamo molto contenti dell’andamento del 2020: la raccolta ordini del resto non ha subito alcun ridimensionamento.

Faccio qualche esempio. Custom Line nel mese di luglio  ha annunciato la vendita di 15 yachts nel solo 2020, Riva ha varato il 25 maggio a La Spezia il nuovo Riva Folgore 88’, Pershing ha consegnato, il 28 agosto, la seconda unità del magnifico Pershing 140 e una terza unità è già in costruzione nel nostro SSY di Ancona, pronta a solcare i mari il prossimo anno. Tutti i nostri brand godono di ottima salute e progetti a medio e lungo termine.

A livello geografico, l’Europa e il Medio Oriente rimangono le regioni più forti del gruppo. La regione EMEA nel 2019 ha rappresentato il 56% dei Ricavi, la regione AMAS il 35% e la regione APAC il 9%. Specificatamente, per quanto riguarda l’Asia Pacific, il 2020 si è aperto nel migliore dei modi: cifre alla mano, nonostante l’emergenza COVID-19, il gruppo ha registrato il maggior numero di ordini dal suo debutto sul fronte Asia Pacific nel 2012, consolidando la propria posizione al vertice del mercato nautico della regione. Un traguardo che, con dodici yacht (289 metri) già venduti, vale 70 milioni di euro.

 

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