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Blockchain & Co 19 Novembre, 2020 @ 2:50

Il prezzo del Bitcoin torna vicino ai massimi storici. E Ray Dalio sembra meno scettico

di Forbes.it

Staff

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Cosa pensa Ray Dalio dei bitcoin
(Photo by Eoin Noonan /Web Summit via Getty Images)

Articolo di Jonathan Ponciano apparso su Forbes.com

In mezzo a una pandemia che ha visto scendere il valore del dollaro americano, il prezzo del bitcoin, quest’anno, è esploso di quasi il 150% e del 15% solo nell’ultima settimana, scatenando un’ondata di rinnovata attenzione a Wall Street, mentre la pionieristica criptovaluta si avvicina al suo massimo storico dalla fine del 2017 (prima che il mercato delle criptovalute crollasse).

Aspetti principali

  • Mercoledì, in una conferenza del New York Times, il miliardario Jamie Dimon, presidente e ceo miliardario di JPMorgan Chase – che nel 2017 aveva definito il bitcoin una frode – ha affermato di “credere” nella tecnologia blockchain (JPMorgan ora ha il suo token) e ha sostenuto l’utilizzo di una “criptovaluta” regolamentata
  • Martedì il prezzo in ripresa del bitcoin ha spinto il miliardario Ray Dalio, gestore di hedge fund, a mettere in dubbio il proprio scetticismo: “Potrebbe sfuggirmi qualcosa sui bitcoin, quindi mi piacerebbe essere corretto”, ha twittato Dalio prima di lanciarsi in una sfilza di previsioni di crolli, facendo eco al sentimento ribassista a Wall Street.
  • Come mezzo di scambio, il bitcoin non è ancora ampiamente accettato dai commercianti, che per Ray Dalio è una causa concatenata alla sua volatilità, aspetto che lo rende anche un asset “non adatto come riserva di ricchezza”, ha aggiunto.
  • La scorsa settimana, in occasione del Wealth Management Summit di Forbes, Jeffrey Gundlach, ceo di DoubleLine Capital, ha detto che il bitcoin lo ha “reso un uomo onesto nel 2020”, ribadendo la sua previsione di gennaio, secondo la quale, quest’anno, la criptovaluta supererà il prezzo di 15mila dollari. Ad ottobre aveva invece dichiarato che il bitcoin era “una bugia “.
  • Inoltre ha detto che il bitcoin è salito in tandem con l’oro, un segno che gli investitori stanno virando sulla criptovaluta come copertura contro l’inflazione.
  • Nigel Green, amministratore delegato di DeVere, gruppo da 12 miliardi di dollari, ha affermato in una nota che i timori di inflazione, stimolati dalla massiccia spesa pubblica durante la pandemia, fanno sì che gli investitori “accumulino beni rifugio, in particolare quelli non legati Paese specifico, come bitcoin e oro, come scudo contro le turbolenze “.

Citazione cruciale

Molti investitori stanno ora prendendo bitcoin come una “copertura legittima contro i timori di inflazione a lungo termine, che sono venuti alla ribalta grazie ai pacchetti di stimolo”, ha ulteriormente osservato Green. “Queste misure di emergenza, come la continua stampa di denaro, la riduzione del valore delle valute tradizionali come il dollaro e le caratteristiche intrinseche delle criptovalute, stanno suscitando interesse nei bitcoin”, ha aggiunto. E ciò è indicato da numerose tendenze, come l’aumento del commercio globale, la digitalizzazione e l’adozione delle criptovalute tra i consumatori più giovani. Aspetti di buon auspicio per il bitcoin.

Aspetto sorprendente

Il gruppo DeVere ha dichiarato mercoledì che il 73% degli oltre 700 dei suoi clienti milionari che hanno risposto al sondaggio annuale sulle criptovalute ha affermato di aver già investito o che investirà in criptovalute entro il 2023, rispetto al 68% dello scorso anno. E lo faranno con lo scopo di ribilanciare i loro portafogli verso le criptovalute, ha detto Green.

Background

“A differenza dell’oro, che è la terza più alta riserva di attività posseduta dalle banche centrali, non riesco a immaginare banche centrali, grandi investitori istituzionali, aziende o multinazionali che utilizzino bitcoin”, ha twittato Ray Dalio martedì, ma la volatilità del passato e la mancanza di trasferibilità quotidiana non ha impedito, quest’anno, a un gruppo di investitori istituzionali e società di avvicinarsi almeno al bitcoin. Durante la prima metà del 2020, più di 20 istituzioni finanziarie, con un patrimonio compreso tra i 10 milioni e gli oltre 5 miliardi di dollari, hanno rivelato di possedere bitcoin tramite il Grayscale Bitcoin Trust, un veicolo di investimento quotato in borsa che possiede bitcoin e ne tiene traccia del prezzo. A ottobre, la società di pagamenti Square ha investito 50 milioni di dollari in bitcoin al fine di diversificare il suo bilancio in gran parte composto da dollari, diventando di fatto l’ultima grande istituzione che investe grandi somme nella prima criptovaluta al mondo.

Il contesto da osservare

Regolamento. “La mia esperienza con il governo è che possono regolare ciò che vogliono, quando ne hanno voglia… e se bitcoin diventa sempre più grande, sarà regolamentato”, ha detto Jamie Dimon mercoledì. “In tutto il mondo, sta già iniziando ad accadere”, ha aggiunto, probabilmente facendo riferimento alla regolamentazione sempre più stringente effettuata in paesi come Corea del Sud, India e Cina, che impedisce alle istituzioni finanziarie di facilitare le transazioni di criptovaluta. La Sec, nel frattempo, ha ampiamente inasprito i controlli sulla raccolta fondi di criptovaluta attraverso “offerte iniziali di monete”, ma è stata riluttante a fornire indicazioni sull’industria nel suo complesso, anche se ciò potrebbe presto cambiare. “C’è sempre più interesse da parte di un ampio gruppo di persone, sia all’interno dello spazio crittografico che all’interno delle istituzioni finanziarie tradizionali che ci chiedono una guida”, ha detto il mese scorso a CoinDesk un Commissario della SEC. “Penso che saremo costretti ad affrontare questo tema sempre più spesso nei prossimi anni”.

In cifre

19.783 dollari. Questo è il prezzo che il bitcoin ha raggiunto alla fine del 2017, dopo essere salito di 15 volte quell’anno durante un’ondata di maggiore attenzione e crescente adozione mainstream, poiché il commercio al dettaglio è diventato più semplice attraverso piattaforme  pionieristiche come Coinbase. Ma quella bolla si è rivelata insostenibile e il prezzo del bitcoin è crollato dell’80% entro la fine del 2018. L’aumento di bitcoin quest’anno ha portato i prezzi a circa il 90% dei livelli massimi.

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