In cosa sta investendo ora Jerry Yang, il miliardario che ha creato (e poi lasciato) Yahoo!

Jerry Yang, co-fondatore ed ex ceo di Yahoo! (Photo by Drew Angerer/Getty Images)
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Jerry Yang, co-fondatore ed ex ceo di Yahoo! (Photo by Drew Angerer/Getty Images)

Jerry Yang è una di quelle persone che guardano sempre avanti, piuttosto che soffermarsi sul momento o rimuginare sul passato. È ciò che è accaduto in entrambe le sue due avventure imprenditoriali, sempre in settori che lasciavano intravedere potenzialità, ma che forse non erano stati ancora esplorati del tutto. Jerry Yang – patrimonio stimato da Forbes in circa 2,3 miliardi di dollari – è infatti l’uomo dalla cui mente è nato, alla metà degli anni ’90, il portale Yahoo!. Oggi è un investitore in startup e realtà innovative che, tra tanti, ha scelto di sostenere il progetto di un altro figlio dell’Asia diventato grande in America: Eric Yuan, ormai noto con la sua Zoom. Meglio però fare un passo alla volta e provare a ricostruire la storia di Jerry.

Yang nasce a Taiwan nel 1968. Quando ha solo due anni, suo padre muore per una malattia polmonare e lascia sua madre, professoressa di inglese e teatro, a crescere da sola Jerry e il fratello. La donna decide che il futuro della famiglia deve essere lontano da Taiwan. Con i due figli e la nonna si sposta a San José, in California, dove, grazie all’aiuto dell’anziana, riesce a prendersi cura dei due ragazzi mentre lavora come insegnante di inglese per altri immigrati come loro.

Time racconta invece il percorso scolastico di Jerry, che al suo arrivo negli Stati Uniti pare sapesse dire in inglese solo “scarpa” e poco altro. Primo diplomato nella sua classe di liceo, trova anche il tempo per giocare a tennis e servire come presidente del corpo studentesco. Seguono la laurea e il master in ingegneria elettrica a Stanford in quattro anni, durante i quali Yang lavora anche part-time per guadagnare soldi.

La nascita di Yahoo!

La testa non manca a Jerry, che già al liceo si costruisce da solo un computer. Tanto che lo sbocco naturale post-laurea per lui sembra essere un dottorato – sempre a Stanford – in ingegneria elettrica. A metà degli anni ’90, però, Internet sta iniziando ad assumere la forma che oggi tutti danno per scontata. Anche Yang e il compagno di studi David Filo cominciano a esplorare quel mondo che sembra non avere limiti e confini. Tanto che ognuno dei due ha le proprie pagine preferite: quelle che nel 1994 diventano “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web”, una directory di link inizialmente grezza, ribattezzata Yahoo! solo diversi mesi dopo. L’idea di provare a portare avanti il progetto, però, piace ai due studenti più di quella di proseguire all’università. Jerry abbandona così il dottorato per dedicarsi completamente a Yahoo!.

La spinta giusta al progetto arriva in maniera quasi casuale. Nel 1995 Yang e Filo incontrano un miliardario giapponese in viaggio nella Silicon Valley, alla ricerca di progetti e idee giovani su cui investire. Masayoshi Son, impegnato nel settore delle telecomunicazioni, dopo alcuni incontri con Jerry e David si convince a credere in loro: con la sua azienda SoftBank, investe prima 2 milioni di dollari per una partecipazione del 5% in Yahoo!, poi altri 105 nel 1996 e ancora 250 nel 1998, per arrivare al 37% di partecipazione. Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 l’ascesa di Yahoo! sembra inarrestabile. Jerry, nel frattempo, ha fatto conoscenza e stretto amicizia anche con l’allora sconosciuto Jack Ma. Negli anni successivi, arriverà a investire circa un miliardo di dollari in Alibaba.

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Ame Cloud Ventures

Lo spostamento verso Google degli interessi mondiali degli utenti del web determina il declino progressivo di Yahoo!, finché Jerry, nel 2012, lascia la sua creatura. Oggi Yahoo! appartiene a Verizon, che l’ha acquistata nel 2016 per circa 5 miliardi di dollari.

Jerry Yang non ha mai perso, però, la voglia di fare e magari aiutare chi, giovane e con buone idee come era stato lui un tempo, ha solo bisogno di una spinta economica per veder decollare il proprio progetto. Fonda così, sempre nel 2012, Ame Cloud Ventures, un fondo di venture capital che investe soprattutto in startup collegate all’uso dei dati. Tra le varie aziende su cui Jerry e il suo team hanno investito nel corso degli anni ci sono anche nomi diventati grandi come Wish, popolare sito di e-commerce, e Zoom, esplosa come app per le riunioni video a distanza in tempi di lockdown. Con Zoom, Ame Cloud Ventures è riuscita addirittura a realizzare una exit – obiettivo di ogni investimento di questo genere -, grazie all’Ipo miliardaria di Eric Yuan, avvenuta nell’aprile del 2019. Jerry, insomma, non sembra voler smettere di guardare a quel che sarà e potrebbe essere.