La guida autonoma spinge le valutazioni a 30 miliardi: il caso Cruise-Microsoft

Accordo Cruise (GM)-Microsoft, auto a guida autonoma
Share

Accordo Cruise (GM)-Microsoft, auto a guida autonoma

Trenta miliardi sembrano diventati il nuovo valore di mercato delle startup o delle aziende impegnate nel settore della guida autonoma, che coinvolge i grandi brand di auto e che nel corso del 2021 affronta il suo test finale, vale a dire guida autonoma nel traffico reale in quei Paesi che autorizzano questa modalità.

Trenta miliardi di dollari è la nuova valutazione raggiunta da Cruise, la società di San Francisco specializzata in guida autonoma controllata dal gruppo GM, che ha appena stretto una partnership a lungo termine con Microsoft per accelerare ed ottimizzare lo sviluppo di sistemi legati alla realizzazione, e futura commercializzazione, di auto dotate di guida autonoma di livello 4 e 5. L’accordo firmato nei corner office della Bay Area si presenta win win.

Il nuovo investimento spinge Cruise in prima linea tra le aziende che sviluppano veicoli e tecnologie a guida autonoma. Come ad esempio Waymo, la società di Alphabet, ha un valore poco superiore a 30 miliardi di dollari, secondo il sito specializzato PitchBook. Da non sottovalutare Argo AI, un’altra promettente startup a guida autonoma con sede a Pittsburgh sostenuta da due giganti come Ford Motor e Volkswagen, che ha raggiunto un valore di 7,25 miliardi di dollari. Un ruolo importante nel mercato della guida autonoma appartiene anche al gruppo californiano Intel che ha comprato Mobileye per 15 miliardi di dollari una delle piattaforme di mobilità meglio realizzate che nasce in Israele da Amnon Shashua e sostenuta anche da Bmw. Il mercato dei robotaxi è stimato in 160 miliardi di dollari entro il 2030.

Cosa faranno Cruise e Microsoft?

Tornando alla notizia del momento dalle due aziende fanno sapere che Cruise-Microsoft “riuniranno tutto il loro know-how accumulato finora nel mercato della guida autonoma, sia per quanto riguarda la parte software sia per quella hardware, nonché quanto maturato in ambito cloud computing ed il know-how legato alla produzione dei dispositivi finali, con scopo ultimo di creare una piattaforma di guida autonoma sicura e di facile fruizione” previsto anche un nuovo investimento azionario di oltre 2 miliardi di dollari in Cruise, puntualizza l’accordo appena siglato.

“Microsoft sarà un moltiplicatore di forza per la nostra azienda impegnata a commercializzare la nostra flotta di veicoli a guida autonoma, completamente elettrici e gestibili con un’app” ha dichiarato Dan Ammann, ceo di Cruise.Microsoft è un grande aiuto al nostro team mentre procediamo verso un futuro a zero incidenti, zero emissioni e zero congestione. Microsoft aiuterà GM a ottenere i migliori vantaggi dal cloud computing, mentre lanceremo 30 nuovi veicoli elettrici a livello globale entro il 2025 ” dice Mary Barra, presidente e ceo di GM. Tra i sistemi oggetto della partnership ci sarà Azure, la collaudata piattaforma di cloud computing di Microsoft. GM inoltre accoglie Microsoft come proprio fornitore con il quale portare avanti varie iniziative interne di digitalizzazione, tra cui sistemi di collaborazione, archiviazione, intelligenza artificiale e capacità di apprendimento automatico.

La Cina non sta a guardare

Uber ha provato a installarsi nel mercato cinese potenzialmente ricco di domanda ma ha trovato sulla strada Didi Chuxing, una delle startup con la maggiore valorizzazione a livello mondiale nel settore della mobilità. Didi nasce come una società di ride hailing, un servizio di taxi con macchine private e prevede di toccare nei prossimi anni 1 milione di taxi gestiti dalla sua piattaforma.

“Entro dieci anni toccheremo questo traguardo” ha detto Meng Xing, ad del gruppo in una recente conferenza. Didi ha appena ricevuto un nuovo round di finanziamento di 500 milioni di dollari per continuare le proprie ricerche da parte di un gruppo di investitori guidato dal Vision Fund 2 di SoftBank. E pandemia permettendo, dopo Pechino, Shanghai e Shenzhen punta ad espandere i suoi servizi di mobilità oltre la Grande Muraglia nel sud est asiatico e poi sul mercato internazionale.

Per chiudere, l’esempio di Grab: una sorta di Uber asiatico nata a Singapore su un’idea di Anthony Tan come un servizio di scooter per consegne e trasporto di persone, su cui tra l’altro ha messo gli occhi anche Jack Ma che ha offerto 3 miliardi di dollari per una quota inferiore al 30%. Oltre al business della mobilità il miliardario cinese vede nei server di Grab una cassaforte piena di profili di utenti da usare per fare marketing e allargare le vendite.