Mark Zuckerberg contro Apple: “La nuova politica sulla privacy danneggia Facebook. Ora siamo concorrenti”

Mark Zuckerberg Facebook
(foto Drew Angerer/Getty Images)
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Mark Zuckerberg Facebook
(foto Drew Angerer/Getty Images)

Il miliardario in t-shirt e frangetta da eterno studente, che pesa le parole e non alza mai la voce, stavolta si è trasformato in un Gugliemo Tell e ha scagliato una raffica di frecce sulla mela – intesa come Apple -. Davanti a centinaia di analisti collegati in videoconferenza, il fondatore di Facebook, Mark Zuckerbergha accusato infatti l’azienda di Cupertino di “favorire i suoi interessi e non quelli degli utenti”.

Per “utenti” Zuckerberg intende gli oltre due miliardi di fedelissimi di Facebook, che gli hanno permesso uno scintillante quarto trimestre. Il social media ha guadagnato 11,22 miliardi di dollari, 3,88 per azione, nel periodo ottobre-dicembre: ben al di sopra dei 3,19 pronosticati dagli analisti e in crescita del 53% rispetto all’anno precedente. Secondo uno studio di FactSet, i ricavi sono cresciuti del 22% e hanno toccato i 28,07 miliardi di dollari, contro i 26,36 miliardi previsti.

Anche Apple, dal canto suo, può vantare nuovi record. Come i 111,4 miliardi fatturati nel quarto trimestre del 2020, o il miliardo di iPhone venduti nel mondo da quando Steve Jobs lo lanciò dicendo: “La gente non sa cosa vuole fino a quando non gliela dai”.

Perché, allora, questa improvvisa invettiva di Mark Zuckerberg contro Apple? Il motivo non è ideologico, ma riguarda la montagna di soldi in pubblicità in arrivo su Facebook e sulla controllata Instagram. 

Il nuovo corso di Apple sulla privacy

Per la versione beta del sistema operativo iOS14, in arrivo in primavera, Apple ha imposto agli sviluppatori di aggiungere una funzione che chiede il permesso agli utenti per il targeting pubblicitario. Di fatto, un’opzione per sottrarsi al diabolico sistema della pubblicità ad personam, calibrata su interessi personali e attività di ricerca su internet, che rappresenta la vera forza degli operatori del web.

L’annuncio della nuova policy coincide con la Giornata europea della protezione dei dati personali e il discorso sulla privacy di Tim Cook, ceo di Apple, special guest speaker della conferenza “Computers, privacy and data protection”. Il nuovo requisito che entra a far parte dell’ecosistema iOS si chiama App tracking transparency e segnerà una svolta sul tema della raccolta dei dati e della possibilità di condividerli con altre aziende.

Il sistema che lega pubblicità su Instagram e acquisto, peraltro, funziona in maniera scientifica. L’inserzionista sa esattamente se l’utente ha visto, per esempio, l’annuncio di una bicicletta sulla piattaforma ed è andato poi a comprare sul suo sito di e-commerce tramite Google Chrome. Per Facebook, l’innalzamento del livello di privacy sugli iPhone implica quindi un danno enorme.

Un colpo per Facebook e Instagram

Facebook non offre dettagli sui ricavi pubblicitari di Instagram. Secondo le stime dell’istituto eMarketer, però, la app rappresenta il 36% delle entrate pubblicitarie totali di Facebook, quota che sale quasi alla metà sul mercato americano. 

Nel suo attacco, Mark Zuckerberg ha glissato su questo aspetto e si è concentrato sulle motivazioni di Apple: “Diranno di farlo per aiutare le persone, ma seguono in realtà i loro interessi competitivi”.

Apple afferma che le persone dovrebbero avere un maggiore controllo sui propri dati e nega che la funzione anti-tracking danneggerà il settore degli annunci online. Già a dicembre Craig Federighi, vice presidente senior del software di Apple, che supervisiona i sistemi operativi iOS e macOS, aveva speso parole pesantissime sull’argomento: “Quando il monitoraggio invasivo è il tuo modello di business, tendi a non accogliere la trasparenza e la libertà di scelta del cliente”.

Zuckerberg: “Apple ora è un concorrente”

Facebook ha chiuso il 2020 con 58.604 dipendenti, un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Ma la società è costretta a fare i conti le incertezze sul 2021 e ha affermato che “le sue entrate nella seconda metà dell’anno potrebbero subire una pressione significativa”. In sostanza, nella seconda metà del 2020 le entrate sono cresciute così rapidamente che il social network potrebbe avere difficoltà a mantenere lo stesso ritmo. 

L’introduzione dell’App tracking transparency non è l’unico problema di Zuckerberg, il cui patrimonio è stimato in 99,5 miliardi di dollari. Sempre eMarketer fa notare che il numero di utenti giornalieri di Facebook negli Stati Uniti e in Canada è sceso sensibilmente negli ultimi mesi. Segno che molti si stanno trasferendo su altri social, come TikTok.

Oltre a lamentarsi per l’incremento della privacy, Zuckerberg ha fatto notare anche che Apple sta rapidamente diventando uno dei “maggiori concorrenti” di Facebook, andando a intaccare il suo predominio nella messaggistica su iPhone. Quindi Apple, ha detto Zuckerberg, “ha ogni interesse a utilizzare la propria piattaforma mobile per interferire con il funzionamento delle app dei rivali”.