L’etica del cashmere nella svolta sostenibile di Drumohr

Da destra, Michele Ciocca, Luigi Ciocca e Filippo Ciocca
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Da destra, Michele Ciocca, Luigi Ciocca e Filippo Ciocca

Quando si parla di Drumohr si pensa subito alla storia un’azienda che, negli anni, ha saputo coniugare con successo tradizioni industriali e know-how manifatturiero.

Nata nel 1770 in Scozia con collezioni di maglieria di alto livello, l’azienda nel tempo ha conquistato la più selezionata clientela internazionale, dalla famiglia reale inglese al Re di Norvegia, attori del calibro di Audrey Hepburn e James Stewart e influenti personaggi del jet set. Fu proprio grazie a Gianni Agnelli, infatti, che l’originale motivo del “razor blade” divenne un’icona e prese il nome di biscottino. Nel 2006 il marchio inglese è stato acquisito dal gruppo Ciocca, azienda di riferimento nel settore della maglieria, che ha trasferito la produzione in Italia traducendo i valori della tradizione inglese con il gusto italiano. Ad oggi, il brand conta negozi monomarca in Italia e all’estero e corner nei principali department store.

Quello che oggi vale la pena di evidenziare è anche un altro impegno che la maison oggi parte del gruppo Ciocca sta portando avanti: quello con la sostenibilità ambientale. E che oggi, con la linea “Sustainable Lifestyle” che comprende prevalentemente capi di maglieria, fiore all’occhiello di Drumohr, e capi iconici come il biscottino in cashmere, il garzato Geelong e la famiglia delle lane extrafini, trova la sua migliore espressione.

I filati della maglieria e i tessuti della collezione, una selezione delle più note filature italiane, sono realizzati infatti con materie prime naturali e riciclate, la cui provenienza e filiera sono certificate e garantite, e sono stati studiati e selezionati con elevati standard di qualità, morbidezza ed eccellenza del prodotto finito. Le fibre di cashmere e lambswool riciclate sono inoltre ottenute da ritagli di tessuto industriale selezionati, e conservano le loro caratteristiche qualitative di morbidezza (tutti i filati sono dotati di certificato eco friendly come GRS, e Icea e certificazioni OAIS). Sostenibilità che si riflette anche nel packaging con buste in cotone naturale e carta certificata per tutto il labeling della linea.

Un progetto, quello dall’anima green di Drumohr, che coinvolge anche tutto il gruppo Ciocca, di cui il brand fa parte, e che da anni lavora a un obiettivo ambizioso: elaborare un piano di attività a tutela dell’ambiente che grazie a macchinari sempre più all’avanguardia e nuove tecnologie possa portare a una produzione più etica dei propri prodotti, in modo che l’impresa diventi un sistema chiuso a zero emissioni e in perfetta sintonia con l’ambiente.

    Drumohr_Corner GreenPea
    Drumohr_Corner GreenPea
    Drumohr_Corner GreenPea
    Drumohr Sustainable Lifestyle

Abbiamo chiesto a Michele Ciocca, presidente di Drumohr, quali saranno i progetti futuri dell’azienda.

Quali sono state le esigenze che hanno portato il marchio ad accogliere una svolta eco?
Le esigenze principali sono state di tipo etico ed economico, nell’ottica di un investimento a lunga scadenza e di un piano molto più articolato rivolto a un mercato internazionale e contemporaneo, per rimane coerenti e rispettosi dei valori del brand. A partire dallo scorso maggio, infatti, è stato installato nella sede di Quinzano un impianto di pannelli fotovoltaici, grazie al quale durante le ore diurne, l’intero fabbisogno energetico degli stabilimenti del gruppo è coperto da energia solare. Composto da oltre 1500 pannelli di ultima generazione ad alta efficienza, il nuovo impianto fotovoltaico è in grado di produrre fino a 499KWP. In questo modo annulliamo i consumi di energia prodotta da fonti non rinnovabili e lavoriamo per rendere efficiente anche il consumo di acqua attraverso il recupero e il filtraggio delle acque.

Riuscite a trasmettere i valori green anche ai vostri dipendenti?
Tutte le attività svolte all’ interno della “cittadella” a Quinzano d’Oglio permettono di seguire le attività a km 0, dando la possibilità ai lavoratori stessi di condurre uno stile di vita sano ed equilibrato, e di seguire a stretto giro tutte le operazioni per arrivare al capo finito. L’attenzione verso la ricerca è sempre stata parte del DNA dell’azienda Ciocca; la scelta di materie di eccellenza è un elemento imprescindibile e punto di orgoglio del brand. I filati provenienti da filature italiane, garantiscono il processo di recupero di fibre, la riduzioni dello smaltimento delle scorie di lavorazione con un risparmio di risorse naturali come acqua e energia.

Quanto pensa sia importante parlare, e poi attuare, comportamenti in linea con la sostenibilità nella fashion industry?
A proposito di questo, è arrivato il momento di esporre con orgoglio quanto da sempre e in modo onesto e concreto la nostra attività eco-sostenibile sia stata portata avanti tra i principali valori di Drumohr, il brand stesso non è soggetto a svilimenti dati dal passaggio di mode e tendenze, questo valore intrinseco nasce col brand nel 1770 e ora spetta a noi comunicarlo come punto di forza.

Quali saranno le future strategie del brand?
Tra le principali strategie di Drumhor sarà  importante proseguire in maniera solida l’espansione nel mercato internazionale, parallelamente alla presenza di una selezionata rete di negozi diretti. La collezione eco-sostenibile sarà parte integrante della collezione Drumohr. L’heritage del brand ci facilita nel proseguire coerentemente coi nostri valori, dando loro sempre più visibilità anche grazie ai social.
E quali i futuri investimenti?
L’azienda di cui Drumohr fa parte sta sviluppando concretamente l’implementazione della geotermia e trigenerazione per ridurre CO2 il più possibile fino al 65%.
Come sta crescendo il vostro canale digital?
Stiamo mettendo a punto il nostro canale digital, già attivo e proficuo, e sarà nostra premura incrementare la vendita online, soprattutto in questi momenti, una comunicazione più coerente possibile dell’immagine del brand, insieme alla collaborazione con enti in linea con i nostri valori. Proprio durante i primi mesi della pandemia abbiamo internalizzato completamente le attività digital, ottenendo già da subito buoni risultati.