Un passo decisivo per la Apple Car? Tim Cook cerca sensori per la guida autonoma

Lidar Apple Car
(foto David McNew/Getty Images)
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Lidar Apple Car
(foto David McNew/Getty Images)

Come un fiume carsico che non si mostra ma continua a scorrere sotto terra, il progetto di una Apple Car avanza. Alcune settimane fa, il gruppo sudcoreano Hyundai aveva smentito una trattativa per una joint venture. Nelle ultime ore, anche Nissan ha negato i colloqui. Il progetto della macchina o della piattaforma di guida autonoma in gestazione a Cupertino, però, esiste. E per inquadrarlo bisogna pensare all’iPhone, la grande eredità di Steve Jobs.

A partire dal 13, gli smartphone Apple del futuro saranno dotati della tecnologia lidar, elemento essenziale anche per la guida autonoma. Il sistema funziona, concettualmente, come un normale radar, salvo sfruttare impulsi laser per mappare l’ambiente circostante invece delle onde radio: la distanza di un oggetto viene misurata in base al tempo che passa tra l’emissione di un impulso e la ricezione del segnale riflesso. Quello che molti affermano da anni – ossia che le auto del futuro saranno smartphone su ruote e saranno capaci di guidarsi da sole – potrebbe diventare realtà. 

Come racconta il Los Angeles Times, i manager di Apple stanno valutando l’acquisto di tecnologie lidar già presenti sul mercato, a partire da quella elaborata dalla Luminar Technology, fondata dal giovanissimo miliardario Austin Russell. Luminar, al pari di Velodyne Lidar, altra azienda del settore, ha registrato un sensibile rialzo in Borsa dopo l’interesse mostrato da Apple.

La prova di Austin Russell

Austin Russell, incontrato al web summit di Lisbona per un’intervista, stava compiendo ogni sforzo per abbassare il prezzo della sua tecnologia, il cui impiego faceva crescere di 5mila dollari il costo finale delle auto a guida autonoma. Ne nacque una versione light, che permise a Luminar di stringere accordi con vari giganti dell’industria automobilistica. 

Nel corso della prova su strada a bordo del suo van nero, Russell sottolineò la precisione del suo sistema, che “anche con bassa luminosità o nebbia è in grado di individuare ostacoli come una donna con un passeggino o un cane che spunta da una siepe e attraversa un incrocio”. 

Nessun’altra tecnologia, al momento, riesce a offrire la stessa precisione. In termini di sicurezza, l’impiego del lidar sarà fondamentale per la guida autonoma di livello 4, in cui sarà la macchina stessa a decidere quando girare il volante per svoltare e sorpassare.

La guida autonoma Apple

Pochi sanno che Apple ha già percorso, con il suo sistema di guida autonoma, circa 50mila chilometri nel traffico delle strade californiane, sia pure con a bordo un conducente umano che sorvegliava il funzionamento del mezzo. Un test comunque ancora in fase iniziale, se pensiamo, per esempio, agli 80mila chilometri di Cruise (acquisita da General Motors), e soprattutto al milione e mezzo di chilometri percorsi da Waymo, la piattaforma di Alphabet che nasce dalla esperienza di Google Car.

E mentre Ming-Chi Kuo, analista di Tf International ben informato sui progetti segreti Apple, parla del 2025 come data di lancio della Apple Car, arriva però una notizia che alimenta i dubbi degli scettici. Benjamin Lyon, uomo chiave del progetto ed esperto di sensori, ha infatti lasciato l’azienda per passare ad Astra, startup del settore spaziale e aereonautico. Lyon faceva parte di un gruppo di lavoro che riporta al vicepresidente Doug Field.

Malgrado la Apple Car sia ancora lontana dall’approdo sul mercato, il progetto continua a fare rumore sui media. La ragione è molto semplice: con una base utenti di un miliardo di persone – quelle che oggi usano l’iPhone -, a cui bisogna aggiungere i possessori diPad, Apple Watch, laptop e desktop della mela, l’azienda guidata da Tim Cook potrebbe diventare il game changer nel mercato della guida autonoma.