Dalla creazione della molecola alla sperimentazione clinica: così la toscana Pqe Group supporta le società del pharma

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Articolo tratto dal mese di marzo 2021 di Forbes Italia. Abbonati!
Di Claudia Cavaliere

Tredici Paesi, ventiquattro uffici, quasi novecento dipendenti, oltre diecimila progetti realizzati dal 1998 e una crescita del 10% nel 2020 nonostante la pandemia. Ma in Pqe Group, società di consulenza nel settore del life science, “i numeri sono sempre venuti dopo le persone”, come racconta Gilda D’Incerti, fondatrice e ceo dell’azienda italiana e da febbraio membro ufficiale del Forbes Business Council. La sua storia ci riporta alla fine degli anni Novanta: un licenziamento, il rientro in Italia dalla Spagna e tre settimane per rimettere insieme i cocci e creare una società da quello che lei conosceva del settore farmaceutico in cui aveva sempre lavorato. In quegli anni, infatti, si iniziava a parlare di computer system validation, cioè il controllo della qualità applicato al software utilizzato nel life science. “Esistevano varie pratiche di qualità relative alla gestione dei processi e delle macchine, ma mancava l’implementazione della parte informatica. Il mio unico merito è stato percepire il potenziale di questa idea nel momento in cui si andava sviluppando”.

Da allora Pqe Group offre servizi di supporto alle società farmaceutiche per tutte le fasi del ciclo di vita del farmaco: dalla creazione della molecola alla sperimentazione clinica, dalla produzione alla distribuzione del farmaco autorizzato. Inserita dal Financial Times tra le mille aziende a più rapida crescita, l’azienda con sede nel cuore del Valdarno, tra Firenze e Arezzo, si è sempre sviluppata a immagine e somiglianza degli ideali della sua fondatrice. “Credo che un imprenditore debba creare un’attività che serva la comunità in cui vive. Questo si può esplicitare in tanti modi, il mio è creare nuovi posti di lavoro. Un lavoro dignitoso permette di avere una vita equilibrata, di contribuire alla società e fa di te un migliore cittadino. Penso sia questo il principio guida che mi ha spinto a fare una serie di scelte economiche e finanziarie non sempre sensate”.

Come assumere nuova forza lavoro quando non si aveva bisogno di nuovo organico e avere sempre più persone rispetto a quelle che sarebbero servite, per esempio. Ma questa strategia non ha tradito le aspettative e si è rivelata vincente da due punti di vista: ha consentito all’azienda di crescere velocemente e prosperare e di investire davvero sulle persone. “La mia filosofia è sempre stata di medio-lungo periodo, come quel detto ‘beato il paese che pianta gli alberi non per vederli crescere ma per le nuove generazioni’, che mi ha ispirata”.

Le previsioni di lungo periodo possono aiutare a gestire gli shock del presente, quale è stato la pandemia. Pqe Group per sua stessa struttura aziendale era già abituato all’interazione da remoto dei suoi dipendenti collocati ai più svariati angoli del mondo, ma si è trovato di fronte alla circolazione e alla gestione di una quantità di informazioni più o meno specializzate e veritiere in cui era difficile orientarsi. E di questo ha saputo fare un’opportunità: D’Incerti ha creato un team di ricercatori interni all’azienda e provenienti dai principali paesi colpiti dal Covid-19 come Italia, Spagna, Giappone, India, Stati Uniti, Messico e Brasile, capace di fornire un’informazione quanto più scientificamente corretta e aggiornata sulla pandemia. Oggi, l’azienda è pronta a lanciare una seconda task force che si concentri sui temi che riguardano il secondo tempo della pandemia: vaccini, spillover, epidemiologia, processo di distribuzione e ambiente, sotto il coordinamento interno di Jacopo De Santa e la revisione di Claudio Puglisi, vicepresidente di Pqe Group ed executive committee per le relazioni esterne della Parental Drug Association, e Paolo Baroldi, consulente della filiale americana di Pqe.

In un mondo che procede a velocità sempre più sostenuta, le sfide della digitalizzazione, della sicurezza informatica, dell’applicazione dell’intelligenza artificiale al settore del life science, di un mercato del lavoro che domanda competenze sempre più organiche si moltiplicano e impongono alla società dei cambi di paradigma che consentano di abbracciare un futuro sostenibile che parli anche alle donne. “Penso ci sia un forte pregiudizio verso le donne con figli che va scardinato. Vale proprio il contrario: una donna che organizza la sua vita di madre e di professionista è straordinaria, la rende abituatissima al cambiamento. Ma è anche vero che spesso sono le donne a fare istintivamente un passo indietro perché pensano di non farcela. Invece, devono essere più sfidanti, devono credere di più nel fatto che non è necessario scegliere, che possono avere tutto e che anzi si può fare una forza nell’aver tenuto sia il lavoro sia la famiglia e non una debolezza”. 

Dalla Cina alla Russia, da Israele alla Polonia, passando per la Svizzera, l’azienda da 45 milioni di fatturato nel 2020 ha abbracciato il mondo seguendo i propri clienti e le opportunità di mercato, facendo proprio il tema dell’integrazione e del valore della diversità, nonostante le difficoltà derivanti dalla messa in dialogo di culture così distanti l’una dall’altra. E se guarda al futuro, D’Incerti pensa a consolidare la posizione della sua azienda, incrementando la propria presenza nell’area francese e in America Latina e avviando una serie di acquisizioni di altre aziende per far diventare la sua tra le più grandi al mondo nel settore del life science, ma con numeri più importanti arrivando a quattromila o cinquemila persone. “Mentre la mia battaglia personale sarà concentrarmi sul tema del femminile. Bisogna supportare al massimo le persone, le donne, le mamme single. Mi impegnerò per la società”.