Adattarsi al cambiamento senza costose rivoluzioni: tutti i vantaggi dell’open hybrid cloud

Gianni Anguilletti, VP Med Region, Red Hat
Gianni Anguilletti, VP Med Region di Red Hat
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contributo a cura di Gianni Anguilletti, VP Med Region di Red Hat

L’innovazione è reale solo se condivisa. La storia l’ha mostrato in modo evidente nel corso degli anni, le innovazioni che lasciano il segno sono quelle che estendono i loro benefici a un ampio raggio di soggetti. L’ambiente tecnologico non fa certo eccezione, anzi è forse la conferma più evidente di questo assioma.

Gli ultimi anni hanno portato una profonda rivoluzione nel modo in cui ogni organizzazione opera. Interconnessioni sempre più strette, abbinate a dinamiche di mercato sempre più serrate, ulteriormente amplificate dall’emergenza pandemica, hanno di fatto disegnato uno scenario molto differente. Oggi, flessibilità e reattività non sono più un’opzione. Chi non riesce ad adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente circostante è fuori dal mercato. E ogni rendita di posizione è destinata a cadere, se non alimentata da una continua innovazione.

Non c’è innovazione senza tecnologia

È qui che entra in gioco la tecnologia come fattore abilitante: obiettivi di business in continuo divenire richiedono una base solida, non solamente tecnologica ma anche e soprattutto organizzativa, per assicurarsi che le azioni in essere siano sempre allineate tra loro. Sostenere l’innovazione digitale rispettando i limiti di tempo e di budget richiede la capacità di sfruttare qualsiasi tipo di risorsa disponibile e fornire, gestire o accedere a qualsiasi servizio, sempre e ovunque. Potrebbe sembrare il caso di uso perfetto per il passaggio al public cloud di tutti i carichi di lavoro, ma la realtà di un’azienda non è semplice come potrebbe sembrare.

Il futuro dell’IT è ibrido, ma anche aperto

Non tutte le applicazioni devono per forza finire su un cloud pubblico, e lo stesso vale per i carichi di lavoro. Lo sviluppo cloud-native è ormai un dato di fatto, ma ci sono applicazioni critiche legate a piattaforme specifiche o, più spesso di quanto non si creda, ci sono carichi di lavoro che le aziende preferiscono mantenere in-house, per motivi di sicurezza, conformità o performance.

Alcune piattaforme sono più adatte a certi carichi di lavoro. Ma quello che vale oggi non è detto che valga anche in futuro. Il business oggi è particolarmente dinamico, i team IT devono fornire il loro supporto rispetta a condizioni in continua variazione. Anche per questo, il futuro dell’IT è ibrido, ma è anche aperto. Bisogna assicurarsi che qualsiasi scelta si prenda oggi, sia abbastanza flessibile da non limitare possibili opzioni future.

Open hybrid cloud

Questo è esattamente il motivo per cui la proposta di Red Hat è completamente focalizzata sull’open hybrid cloud. Il più grande vantaggio? Proprio la capacità di scegliere la soluzione ottimale per ogni compito o carico di lavoro, nel segno della massima apertura. Nessun fornitore di cloud o di ambienti on-premise ha tutto quello che serve a un’azienda, e troppo spesso le soluzioni proprietarie possono limitare le scelte e l’adattabilità futura. Per mantenere la capacità di adattarsi al cambiamento senza costose rivoluzioni, la scelta di una piattaforma aperta e basata su standard è necessaria e imprescindibile.