Il calcio europeo ha perso quasi 4 miliardi di ricavi: la Serie A è la più colpita

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Cristiano Ronaldo mentre esulta per la vittoria della Juventus contro l’Atletico Madrid all’Allianz Stadium, 12 marzo 2019. (Tullio M. Puglia/Getty Images)
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La creazione – poi ritirata – della SuperLeague aveva scoperchiato il vaso di pandora e aveva fatto emergere un aspetto che in molti provavano ancora a nascondere: l’industria del calcio europeo è in sofferenza. Soprattutto in termini di ricavi.

Secondo l’ultimo “Annual Review of Football Finance 2021” di Deloitte, il mercato del calcio europeo – colpito duramente nell’ultimo anno dalla pandemia – ha visto diminuire di 3,7 miliardi di euro i suoi ricavi complessivi, per un totale di 25,2 miliardi di euro: il 13% in meno rispetto alla stagione 2018/2019. Si tratta “della prima riduzione dei ricavi dalla crisi finanziaria globale nel 2008/09”.

Non solo. I 5 top campionati europei (Italia, Inghilterra, Spagna, Francia e Germania) – che rappresentano una quota record del 60% dell’industria del calcio europeo – sono quelli che hanno subito l’impatto finanziario più significativo. Nella stagione 2019/20 le entrate si sono attestate a 15,1 miliardi di euro, l’11% in meno rispetto ai 17 miliardi fatti registrare l’anno precedente. Un vero e proprio crollo considerando che i costi salariali totali sono rimasti stabili, nonostante alcune defezioni nei momenti clou della pandemia.

“Ci vorranno diversi anni prima che si conosca l’intero impatto finanziario della pandemia di Covid-19 sul calcio europeo. Ma ora stiamo iniziando a vedere la portata dell’impatto finanziario che la pandemia ha avuto sui club europei”, ha dichiarato Dan Jones, partner e capo dello Sports Business Group di Deloitte. “Va notato che mentre sono passati 16 mesi dalla pandemia che ha colpito l’Europa, l’analisi in questo rapporto si concentra sull’anno finanziario 2019/20 e quindi rappresenta solo, nella maggior parte dei casi, tre mesi di impatto del Covid-19. La sospensione dei campionati ha portato al disallineamento del completamento della stagione e dei periodi di rendicontazione finanziari tipici in Inghilterra, Spagna e Italia. Ciò porterà al riconoscimento di alcuni elementi di entrate e costi relativi alla stagione 2019/20 nell’anno finanziario che termina nel 2021, e quindi nell’edizione del prossimo anno della revisione annuale della finanza calcistica di Deloitte”.

Il calcio europeo è in sofferenza: la Serie A ha subito il colpo peggiore

La Bundesliga tedesca è stato il campionato che ha registrato, in termine di entrate totali, il minor calo in assoluto (4%, 137 milioni di euro) – diventando al contempo la seconda lega di calcio europea più redditizia (con entrate pari a 3,2 miliardi, più dei 3,7 della Liga spagnola). La Serie A, invece, risulta il campionato europeo che ha sofferto di più in assoluto a causa della crisi. 

Infatti, avendo registrato ricavi totali per 2,1 miliardi di euro – comunque più degli 1,6 miliardi di euro della Ligue 1 francese (l’unica tra i big five ad aver annullato la stagione) – ha messo a segno una performance negativa pari al 18%, cioè 443 milioni di euro.  E anche se è stata l’unica lega a ridurre la spesa salariale totale nel 2019/20, con salari aggregati che sono scesi di 147 milioni di euro (-8%) a 1,6 miliardi di euro, tuttavia, la riduzione dei ricavi causata dal Covid-19 ha portato il rapporto salari/entrate a salire al +78%, il livello più alto in 16 anni, poiché tre club hanno speso più per gli stipendi di quanto hanno prodotto in termini di entrate. Infine, le perdite operative aggregate dei club di Serie A sono notevolmente peggiorate nel 2019/20, da 17 a 274 milioni di euro, il peggior risultato dal 2001/02. Le perdite operative combinate di Milan e AS Roma hanno rappresentato quasi i due terzi di tale importo. 

“Da quando il Covid-19 ha cambiato il panorama del calcio europeo di alto livello, abbiamo assistito a sviluppi nel mercato dei diritti di trasmissione in una serie di “cinque grandi” campionati. La Premier League ha scelto di rinnovare i propri accordi con i partner nazionali esistenti secondo quanto riferito allo stesso valore in quella che potrebbe rivelarsi una decisione astuta, mentre la Serie A secondo quanto riferito ha concordato una riduzione del valore del 5% nel nuovo accordo nazionale. Altri campionati, inclusa la Ligue 1, hanno sperimentato più turbolenze”, ha aggiunto Dan Jones. “Nonostante le incertezze dell’anno passato, il calcio – e l’interesse pubblico nei suoi confronti – ha mostrato grande resilienza. Siamo fiduciosi che la stagione 2021/22 sarà un passo verso la normalità, determinando un forte recupero in termini di entrate nelle prossime stagioni”, ha concluso.

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