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Classifiche 15 Settembre, 2020 @ 3:53

I 10 calciatori più pagati del mondo nel 2020

di Forbes.it

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Lionel Messi è il calciatore più pagato del mondo quest’anno. (Photo by David Ramos/Getty Images)

Articolo di Christina Settimi apparso su Forbes.com

Quando si tratta di valutare i più grandi giocatori nel gioco più bello del mondo, l’attenzione si sposta inevitabilmente su una coppia di rivali dai nomi familiari e con la particolarità di  essere gli unici atleti di uno sport di squadra ad aver guadagnato $ 1 miliardo durante la loro carriera. Ma potrebbe essere arrivato il momento di fare spazio a un terzo contendente.

Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sono di nuovo in cima alla classifica Forbes dei calciatori più pagati anche quest’anno, dopo che Messi ha trovato l’accordo  contrattuale, ottenendo così il primo posto con $ 126 milioni, spingendo indietro l’attaccante della Juve, che arriva al secondo posto con $ 117 milioni. Ma gli appassionati di calcio hanno un nuovo oggetto d’attrazione in Kylian Mbappe, l’attaccante del Paris Saint-Germain che arriva al quarto posto con 48 milioni di dollari.

Mbappe è la stella nascente sia del club di Parigi che della nazionale francese, avendo accumulato 103 gol in tutte le competizioni da quando è diventato professionista cinque anni fa. All’età di 19 anni, è diventato il giocatore più giovane a segnare un gol nella Coppa del Mondo (da quando il leggendario Pelé lo fece nel 1958 all’età di 17 anni) mentre contribuiva alla vittoria del secondo titolo della Francia. È in vantaggio sugli altri due campioni quando avevano la sua età: a 21 anni il due volte capocannoniere della Ligue 1 francese ha già 12 gol in più in carriera rispetto a Messi e 76 in più di Ronaldo.

Sta anche guadagnando molto di più. Il ragazzo di Bondy, un sobborgo povero di Parigi, è diventato l’adolescente più costoso dello sport quando il Paris Saint-Germain ha sborsato 215 milioni di dollari al suo ex club Monaco per i suoi diritti nel 2017 e gli ha firmato un contratto da 28 milioni di dollari in questa stagione. Nike e il produttore di orologi di lusso Hublot lo hanno assoldato entrambi, ed EA Sports lo ha annunciato come il suo ragazzo copertina per Fifa 21, rendendolo uno dei più giovani in assoluto ad essere finito sulla cover del gioco.

Il 21enne è preceduto ancora una volta quest’anno dal compagno di squadra Neymar (n. 3, $ 96 milioni), ma la graduatoria è pronta a cambiare poiché Mbappe dovrebbe ottenere un nuovo contratto nel 2022 quando il suo attuale contratto scadrà.

In tutto, i primi dieci giocatori al mondo dovrebbero raccogliere $ 570 milioni di stipendio, bonus e sponsorizzazioni nella prossima stagione, salvo ulteriori pause pandemiche che hanno portato a tagli salariali dal 30% al 70% la scorsa primavera in tutti i campionati europei. Il bottino complessivo dell’elenco è aumentato dell’11% rispetto alla stagione 2019-20.

1. Lionel Messi, Barcelona
Guadagni totali: $126 milioni
Stipendio: $92 milioni
Endorsements: $34 milioni
Ci sono voluti 105 anni all’FC Barcelona per vincere 64 trofei prima che Messi si unisse alla squadra nel 2005. Negli ultimi 16 anni, ha portato la squadra a vincere 34 trofei, una prestazione che gli ha fatto guadagnare un nome tra i grandi dello sport e gli ha fatto guadagnare 1 miliardo di dollari al lordo delle tasse in tutta la carriera. Quest’anno, ha fatto stare il mondo del calcio col fiato sospeso mentre combatteva con il club per un ulteriore anno di contratto. Alla fine è rimasto e sta per raccogliere $ 92 milioni per farlo, ma sono tutti con gli occhi aperti per raccogliere indizi su dove andrà l’anno prossimo.

2. Cristiano Ronaldo, Juventus
Guadagni totali: $ 117 milioni
Stipendio: $ 70 milioni
Endorsements: $ 47 milioni

Ronaldo è l’atleta più popolare del pianeta con 457 milioni di follower sui social media. È anche il più impegnato, secondo Hookit. Mostra regolarmente il suo 0% di grasso corporeo e il suo bell’aspetto da poster. Per il suo stile di vita CR7 è sponsor di marchi di salute e benessere come Herbalife e Clear shampoo, ed è sponsor a vita di Nike. A luglio ha pubblicato un video mentre mostrava una lettera d’incoraggiamento scritta al prodigio del calcio brasiliano di 10 anni Julia Rosado, che mentre la riceveva scoppiava in lacrime di gioia. È il secondo uomo nella storia, dopo l’iraniano Ali Daei, ad aver segnato più di 100 gol in nazionale, traguardo superato di recente nella partita della Uefa Nations League del Portogallo contro la Svezia.

3. Neymar Jr., Paris Saint-Germain
Guadagni totali: $ 96 milioni
Stipendio: $ 78 milioni
Endorsements: 18 milioni di dollari

L’attaccante brasiliano di 28 anni, uno dei giocatori più discussi per i suoi giochi dentro e fuori dal campo, ha quadruplicato lo stipendio e le critiche quando ha lasciato il Paris Saint-Germain ad agosto 2017 per giocare al fianco di Messi al Barcellona. Il Psg sta spendendo più di 600 milioni di dollari per mantenerlo nella capitale francese. Questa estate, Nike ha concluso i suoi accordi con Neymar, permettendogli di firmare con Puma. Ha aperto la stagione 2020-21 della Ligue 1 con un cartellino rosso per aver colpito Alvaro Gonzalez del Marsiglia, sostenendo che era in risposta a discriminazioni razziali.

4. Kylian Mbappe, Paris Saint-Germain
Guadagni totali: $ 42 milioni
Stipendio: $ 28 milioni
Endorsements: 14 milioni di dollari

Per il secondo anno consecutivo, Mbappe ha vinto la Scarpa d’Oro della Ligue 1, assegnata al giocatore con il maggior numero di gol in campionato. Il suo club si è anche ripetuto come campione, con il titolo assegnato in base ai punti per partita dopo che la stagione è stata interrotta a causa della pandemia da coronavirus. È stato costretto a trascorrere in quarantena l’apertura della stagione 2020-21 della Ligue 1 dopo essere risultato positivo al Covid-19, ma è rimasto asintomatico, secondo il suo avvocato.

5. Mohamed Salah, Liverpool
Guadagni totali: $ 37 milioni
Stipendio: $ 24 milioni
Endorsements: $ 13 milioni

Salah ha raggiunto il traguardo dei 20 gol in tutte le competizioni in ciascuna delle ultime tre stagioni al Liverpool, contribuendo a spingere il club al suo primo titolo di Premier League in 30 anni nel 2019-20. Ha la più alta percentuale di vittorie di qualsiasi giocatore nel campionato ad aver giocato in più di 100 partite. Nella debutto della stagione 2020-21 del Liverpool, ha segnato una tripletta. A febbraio, il 28enne ha collaborato con lo sponsor a lungo termine Vodafone per diventare ambasciatore di un programma delle Nazioni Unite che porta strumenti di apprendimento digitale ai rifugiati nel suo nativo Egitto.

6. Paul Pogba, Manchester United
Guadagni totali: $ 34 milioni
Stipendio: $ 28 milioni
Endorsements: $ 6 milioni

L’attuale accordo di Pogba scade la prossima estate, anche se il Manchester United ha la possibilità di prorogarlo di un altro anno. Il centrocampista francese ha spaventato i fan all’inizio di agosto pubblicando sui social media che aveva firmato per il Verdansk FC. Si è rivelato essere un club immaginario e una trovata dello sponsor Activision per promuovere Call of Duty: Warzone, Stagione 5. Il 27enne è apparso anche con Messi e Salah nella campagna “Play Never Stops” della Pepsi.

7. Antoine Griezmann, Barcellona
Guadagni totali: $ 33 milioni
Stipendio: $ 28 milioni
Endorsements: $ 5 milioni

Dal deludente debutto del francese al Barcellona la scorsa stagione, sono circolate voci secondo cui il club starebbe negoziando per venderlo al PSG in cambio di Neymar, su richiesta di Messi. Griezmann è un appassionato fan dei Brooklyn Nets, e spesso si reca negli Stati Uniti per guardare le partite e testimonia il suo tifo sui social media. La star dei Nets Kevin Durant ha anche aiutato il Barça a svelare il cambio di maglia di Griezmann dal n. 17 al n. 7 in vista della stagione 2020-21. A gennaio, ha lanciato Grizi Esports per competere a FIFA, Fortnite, CS:Go e Rainbow Six.

8. Gareth Bale, Real Madrid
Guadagni totali: $ 29 milioni
Stipendio: $ 23 milioni
Endorsements: $ 6 milioni

Bale continua a scontrarsi con l’allenatore Zinedine Zidane ed è lo “scalda panchina” più costoso negli sport in questo momento. Ha giocato solo in due delle ultime 11 partite della Liga del Real Madrid e poi è stato escluso dalla rosa di 24 uomini della Champions League del club all’inizio di agosto. Il gallese è un appassionato di golf e ha lanciato i prodotti e gli eventi TaylorMade sui social media.

9. Robert Lewandowski, Bayern Monaco
Guadagni totali: $ 28 milioni
Stipendio: $ 24 milioni
Endorsements: $ 4 milioni

A causa della pandemia da coronavirus, France Football, l’organizzatore del Pallone d’Oro, ha deciso di annullare il premio 2020 per il miglior giocatore del mondo. In tal modo sta derubando Lewandowski, che era il chiaro favorito per la vittoria. In tutte le competizioni, l’attaccante polacco ha contribuito direttamente ai 65 gol per il Bayern Monaco la scorsa stagione: 55 gol e dieci assist in 47 partite. In Champions League, ha segnato in ogni partita fino alla finale contro il PSG, che la sua squadra ha vinto con un unico gol del compagno di squadra Kingsley Coman. Fuori dal campo, è uno degli atleti più apprezzati su TikTok, con 2,4 milioni di follower.

10. David De Gea, Manchester United
Guadagni totali: $ 27 milioni
Stipendio: $ 24 milioni
Endorsements: $ 3 milioni

Lo stipendio da 24 milioni di dollari di De Gea lo rende il portiere più pagato al mondo. A luglio, ha fatto la sua 400esima presenza in porta nel suo nono anno con il Manchester United e ha battuto il record del club per il maggior numero di partire senza subire gol. È sposato con sua moglie, la famosa cantante e attrice spagnola Edune, dal 2010 promuove spesso il suo lavoro sui suoi account sui social media.

Business 10 Settembre, 2020 @ 4:07

La Serie A dice sì ai fondi di investimento: cosa cambierà?

di Massimiliano Carrà

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serie a fondi di investimento
Photo by Paolo Bruno – Getty Images

Cambiare per crescere, non rimanendo ancorati a un modello di business non più redditizio. È con questa convinzione che la Lega di Serie A ha deciso di dire di sìcome riporta una nota ufficialeal mondo del private equity e alla cordata di fondi di investimento affascinati dall’ipotesi di poter annoverare nel loro portafoglio tutto ciò che orbita attorno al massimo campionato di calcio italiano.

Diritti tv, ricavi commerciali e strutture. Sono questi i tre principali obiettivi che ruotano intorno a questa nuova grande fusione sportiva-finanziaria e che subiranno una trasformazione, sia dal punto di vista prettamente economico, sia dal punto di vista di ammodernamento.

Come cambia la Serie A con i fondi di investimento

Anche se ancora la Lega Serie A non ha deciso a quale fondo di investimento tendere la mano, visto che da una parte c’è l’offerta del trio Cvc-Advent-Fsi da 1,625 miliardi e dall’altra quel del duo Bain-Nb Renaissance da 1,35 miliardi (entrambe con meccanismo di minimi garantiti da 1,5 miliardi di ricavi annui, anche se con modalità diverse), una cosa certa: il massimo campionato di calcio italiano, con tutti i suoi interessi economici (e non) annessi, darà vita ad una nuova media company.

Questo, senza dubbio, è il più grande cambiamento che la Serie A si avvia a realizzare in un momento molto delicato per l’industria del pallone che a causa della crisi innescata dal Covid-19 ha subito e sta subendo importanti perdite economiche. La chiusura degli stadi, la diminuzione dei trasferimenti, la lotta economica sui diritti tv e la svalutazione economica delle rose, solo per citarne alcuni esempi, lo dimostrano.

Proprio il Covid-19 è stato, forse, il fattore che inevitabilmente ha convinto tutti i presidenti di Serie A a prendere questa decisione. Decisione che, grazie alla creazione di una nuova media company, porterà il massimo campionato italiano a dover stravolgere il sistema legato ai ricavi commerciali, in particolare quello dell’assegnazione dei diritti tv. Infatti, se da una parte questa newco manterrà una faccia sportiva, dall’altra sarà lei stessa (al cui interno sarà molto rilevante la decisione dei fondi di investimento) a trattare il rapporto con i broadcasters e vendere i diritti tv (di conseguenza sarà eliminato il canale della Lega).

E, quindi, se in un campo si sta giocando la partita che porta alla costituzione di una nuova società (il cui valore si attesterebbe a circa 10 miliardi di euro) in cui far confluire i diritti tv di 10 anni, in un altro stadio la Serie A sta affrontando un altra sfida imminente: l’accordo per la commercializzazione del triennio dei diritti tv 2021-2024, forse uno dei più difficili della sua storia.

Business 21 Agosto, 2020 @ 3:54

Dopo Ronaldo anche Messi può diventare miliardario

di Forbes.it

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Leo Messi
Leo Messi (Shutterstock)

Articolo di Christina Settimi apparso su Forbes.com

Basta pochissimo a Lionel Messi per diventare il prossimo calciatore miliardario. Se la stella del Barcellona scenderà in campo al Camp Nou a settembre, concluderà automaticamente la stagione 2020-2021 con più di 1 miliardo di dollari guadagnati in carriera, un traguardo che soltanto tre atleti hanno raggiuto prima di lui.

Ma occorre aspettare. Al termine di un anno di tira e molla con la dirigenza, infatti, l’icona argentina starebbe meditando di lasciare il club dopo 16 anni, rinunciando all’ultimo anno di un contratto che potrebbe trasformarlo nel calciatore più pagato in quello che è diventato lo sport più redditizio al mondo.

“La globalizzazione ha trasformato il calcio, da sempre lo sport più popolare al mondo, anche in quello più redditizio in assoluto”, dice Stefan Szymanski, autore di Soccernomics nonché professore di sport management all’Università del Michigan. “Nel calcio vige una prossoché totale libera concorrenza su scala globale, non c’è il draft per scegliere i giocatori, non c’è il salary cap e di solito sono i migliori offerenti ad aggiudicarsi i giocatori più forti”.

Un tipo di libero mercato che è proprio dei liberi professionisti. Tiger Woods è stato il primo atleta a raggiungere il miliardo di dollari di guadagni in carriera: è accaduto nel 2009 grazie a un monte premi complessivo di 10,5 milioni e più di 100 milioni di ricavi principalmente dovuti all’accordo di sponsorizzazione con Nike.

Leggi anche: Perché è giusto che Cristiano Ronaldo guadagni molto più di un operaio

Floyd Mayweather ha raggiunto il medesimo traguardo nel 2017, scommettendo tutto sul licenziamento del leggendario promoter Bob Arum, allontanato dal suo angolo, e grazie a una serie di incontri autopromossi e trasmessi in pay per view che hanno fruttato più di 25 milioni di dollari 12 volte, compreso quello da 275 milioni di dollari contro Conor McGregor.

Cristiano Ronaldo, il rivale di una vita per Messi, è diventato il primo atleta di uno sport di squadra a guadagnare un miliardo grazie ai 105 milioni di dollari della stagione 2019-2020.

Michael Jordan, che ha incassato 550 milioni di dollari in carriera durante i suoi 15 anni da giocatore con le maglie dei Chicago Bulls e dei Washington Wizards, rimane l’unico atleta miliardario al mondo, la cui fortuna è dovuta principalmente all’investimento dal timing perfetto nella franchigia Nba degli Charlotte Hornets.

Cristiano Ronaldo mentre esulta per la vittoria della Juventus contro l’Atletico Madrid all’Allianz Stadium, 12 marzo 2019. (Tullio M. Puglia/Getty Images)

L’ingresso di Messi nel club dei miliardari rappresenta il capitolo finale dello spettacolo più costoso del calcio moderno, da quando, a partire dal 2009, lui e Ronaldo hanno cominciato a sfidarsi in team rivali nella Liga, il campionato spagnolo. Il pettoruto, spesso senza maglietta, Ronaldo ha incarnato perfettamente il ruolo di primo attore in questo sport, il timido Messi, invece, è considerato il più modesto dei due, la spalla, il più interessato al controllo della palla che alle calzature che porta, prolifico goleador, nonché esemplare uomo squadra.

Ronaldo, che ha due anni in più di Messi, è divenuto la celebrity più popolare al mondo con 443 milioni di follower sui social attraverso le varie piattaforme, Facebook, Instagram e Twitter, ma anche uomo marketing più redditizio al mondo. Secondo Hookit, che calcola il valore delle sponsorizzazioni sui social media, da gennaio a luglio 2020, Ronaldo ha generato un valore pari a 28 milioni di dollari per i brand che ha promosso con 275 post complessivi e 873 engagement. Ha un accordo a vita con Nike, una partnership a lungo termine con Herbalife, e una linea d’abbigliamento che è nata con la collezione di intimo per uomo CR7 nel 2013 e che oggi comprende scarpe, profumi, jeans, hotel, palestre e gli ultimi arrivati questo mese, gli occhiali da sole. L’anno scorso Ronaldo ha guadagnato 45 milioni di dollari per le prestazioni sul campo e altri 105 li ha guadagnati fuori dal rettangolo di gioco.

Nemmeno Messi disdegna le sponsorizzazioni, avendo guadagnato 33 milioni in un anno grazie all’accordo a vita con Adidas e a quelli con Lays, Mastercard, il produttore di orologi Jacob & Co, la telecom qatarina Ooredoo e alla nuova linea di abbigliamento per tutti i giorni lanciata l’anno scorso insieme a Ginny Hilfiger, sorella di Tommy, sul sito The Messi Store. Sempre secondo Hookit, da gennaio a luglio di quest’anno Messi ha collezionato 117 post sui social che hanno raccolto 235 milioni di like, commenti o condivisioni generando un valore pari a 22 milioni di dollari per i brand che ha promosso.

Il Barcellona potrebbe pagare fino a 92 milioni di dollari la sua stella nella prossima stagione, un terzo dei quali in premi in base ai risultati raggiunti. Obiettivi che Messi ha sempre conseguito per 12 stagioni consecutive segnando sempre non meno di 31 gol all’anno, raggiungendo i 700 in carriera lo scorso giugno, raggiungendo Ronaldo come unico calciatore ancora in attività ad aver segnato tanto.

Fino a settimana scorsa gli appassionati di calcio si aspettavano che il campione argentino firmasse un nuovo contratto che lo avrebbe legato al club fino a fine carriera. Invece è stato scontro con il Barcellona. La trattativa per il rinnovo, durata un anno si è arenata, l’incontro ha metà stagione con il manager, che poi è stato lincenziato, non ha prodotto i risultati attesi, poi la campagna diffamatoria che ha coinvolto Messi e la moglie e infine l’imbarazzante sconfitta per 8 a 2 patita contro il Bayern Monaco che ha interrotto le speranza di vincere la Champions League. È la prima volta in 12 stagioni che Messi non vince alcun trofeo e come se non bastasse il suo stipendio ha subito un taglio del 70% – 11 milioni di dollari – per via della pandemia che ha fermato le partite per tre mesi.

Dove giocherà Messi l’anno prossimo – e quanto guadagnerà – è da vedere, quel che è certo è che nessun club al mondo è in grado di pareggiare l’importo che gli assicura il Barcellona. Certo, l’idolo argentino potrebbe fare come Ronaldo, che ha lasciato il Real Madrid per la Juventus, in Italia, accettando una perdita lorda nei ricavi ma avvantaggiandosi di un trattamento fiscale favorevole che di fatto gli ha assicurato un’entrata netta al pari con quella della stagione precedente.

Un’eventualità che forse potrebbe scongiurare il nuovo manager Ronald Koeman, se solo riuscirà a portare pace a Barcellona. “È il miglior giocatore del mondo che vorresti avere in squadra, non vorresti mai che giocasse contro di te”, ha detto Koeman mercoledì in conferenza stampa.

Quale che sarà la scelta di Messi, solo lui può perdere il traguardo del miliardo di dollari. Il terzo calciatore più ricco è Neymar con 450 milioni di dollari in carriera, poco meno di 100 milioni di dollari quest’anno. Il suo compagno al Psg, Kylian Mbappe, guadagnerà meno della metà.

Michael Jordan (Jordan Brand via Getty Images)
Leader 17 Agosto, 2020 @ 10:57

Così Tommaso Giulini ha rilanciato azienda di famiglia e Cagliari Calcio

di Forbes.it

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Tommaso Giulini
Tommaso Giulini (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Articolo tratto dal numero di agosto di Forbes Italia. Abbonati.

Tommaso Giulini, industriale, imprenditore, presidente del Cagliari, faceva il portiere. E aveva un modello: Walter Zenga. L’Uomo Ragno, al quale non ha mai confessato che era il suo idolo – “ma immagino che lo sappia”, dice – è adesso il suo allenatore. Nell’anno del centenario del club sardo, in quello del cinquantenario dallo scudetto, quello di Giulini è il viaggio di un uomo che ha perseguito i suoi obiettivi con costanza, voglia di rischiare e consapevolezza. Nato a Milano nel 1977, è il numero uno della Fluorsid, fondata nel 1969 dal padre, il conte Carlo Enrico Giulini. Nel 2002 ha assunto il ruolo di direttore commerciale e nel giro di diciotto anni l’azienda è diventata leader nel mondo per la produzione di fluoruro di alluminio. La storia parte da lontano, dopo un’esperienza lavorativa in Francia. “Iniziai a mandare curriculum e feci, tra gli altri, un colloquio con Cartier. Fu quello che andò meglio”, racconta Giulini. Il padre, 85 anni, gli mise davanti la prima sliding door della sua vita. “Voleva che vedessi dall’interno la sua azienda, la Fluorsid. E mi piacque, da subito, per la possibilità di viaggiare. Ero l’unico della famiglia a lavorare nella parte sarda dell’azienda. Quando ebbe dei problemi, con l’aiuto di mia madre, delle banche e grazie a un briciolo di follia, decisi di fare un aumento di capitale”. La strada fu quella giusta, tutto sul rosso. Andata. “Insieme all’attuale direttore commerciale e all’ad del gruppo, che erano compagni di università in Bocconi, con un lavoro di squadra, siamo riusciti a far conoscere a tutto il mondo un’azienda sarda”.

Integrità, ambizione, perseveranza. Sono le qualità che hanno portato Fluorsid a diventare riferimento mondiale nella produzione e vendita di fluoroderivati con un forte impegno nel perseguire qualità e rispetto per l’ambiente. Oggi raggiunge i cinque continenti e il 95% dei prodotti vengono esportati in tutto il mondo. Negli ultimi anni, spiega Giulini, “abbiamo comprato un competitor in Norvegia, una miniera di fluorite in Inghilterra, che è poi fondamentale per la lavorazione dell’alluminio”. La miniera è nel secondo parco naturale più visitato al mondo e nel corso degli ultimi anni, Fluorsid ha diversificato tanto in Paesi come questi, ma anche in Svizzera. Inoltre ha rilevato il polo di Porto Marghera, l’ex Montedison da Solvay. E ora sogna una Sardegna diversa, più rivolta al futuro. “Produrre alluminio in Italia ha costi energetici insostenibili ma si può essere innovatori: in quest’isola ci sono tante cose su cui puntare, come la possibile riconversione dell’Alcoa di Portovesme”. Basta guardare al futuro e pensare in positivo, con una strategia vincente, come quella che ha portato Fluorsid a essere un riferimento globale, anche in Medio Oriente, dove è arrivata a fornire sette Paesi del Golfo.

Poi c’è il calcio. E il Cagliari. “Una società unica, che rappresenta un popolo. Il legame col territorio è forte, per questo puntare sui giovani come è stato per Barella, come è per Carboni, è bello e importante”. Giulini pensa anche alle infrastrutture e allo stadio. A maggio è stato siglato un accordo con Sportium per l’assegnazione dell’incarico inerente alla progettazione definitiva del nuovo stadio. Non sarà un impianto di proprietà, ma metteranno a bando il progetto; il sogno “è di giocare nello stadio la stagione 2023/2024”. Piedi per terra e niente proclami, però. “Siamo nell’anno del centenario, dei cinquant’anni dallo scudetto. Però volo basso: ho preso il club nel 2014 e lo shock della retrocessione al primo anno è stata forte”. Nelle sue aziende ha delegato molto ai suoi uomini di fiducia che hanno contribuito al successo di Fluorsid e ora si definisce “al 50% uomo d’azienda e al 50% presidente di un club di calcio”.

Industriale e presidente al tempo del Covid-19, milanese con la Sardegna nel cuore, ammette che la diversificazione globale negli investimenti fatta in dieci anni ha aiutato l’azienda. Da proprietario di un club di calcio è invece difficile garantirne l’economicità; i problemi non mancano, dai diritti tv, al ticketing assente. Poi tutto è successo in una stagione dove con arrivi importanti, da Nainggolan a Nandez a Rog, il monte ingaggi si è alzato. La preoccupazione non è mancata, “per la stabilità finanziaria”, ma il Cagliari è società virtuosa e, incalza Giulini, “l’obiettivo primario è stato da subito mettere in sicurezza il club”.

Oggi e domani, il progetto stadio lo dimostra, l’idea di puntare sui ragazzi lo conferma e per questo la società sarda è presente sul territorio con numerose Academy, per cercare i futuri Barella. Ed è anche per questo che Giulini dice di no a progetti come la Superlega europea: “Competere è dura con società con un budget di tre, quattro, cinque volte superiore. Però l’Atalanta è l’esempio che, se sai progettare, i sogni si realizzano”. Con passione. In una vita da sliding doors. Con l’energia dell’alluminio. E coi sogni grandi come la Sardegna intera.

Cagliari Progetto Stadio
A maggio il Cagliari ha siglato un accordo con Sportium per il nuovo stadio
Forbes Italia 10 Agosto, 2020 @ 2:23

Le due nuove grandi d’Europa insieme: Intesa Sanpaolo diventa sponsor dell’Atalanta

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Atalanta

Mentre l’Atalanta si appresta a giocare la partita più importante della stagione e probabilmente della sua storia, i quarti di finale contro il Paris Saint Germain, arriva la notizia dell’accordo di partnership tra la squadra bergamasca e Intesa Sanpaolo: la banca sarà a fianco della Prima squadra e legherà il suo nome in qualità di Main Sponsor alle squadre che ne formano il settore giovanile.

La storica tribuna dello stadio di Bergamo, a cui si accede da Viale Giulio Cesare, verrà denominata RINASCIMENTO per dare continuità al programma varato da Intesa Sanpaolo assieme al Comune per fronteggiare l’emergenza Covid-19. L’operazione – che ha visto Intesa Sanpaolo sostenere la città e il suo territorio, sin dalle fasi più complesse dell’emergenza sanitaria – supporta le micro e piccole attività d’impresa, i piccoli esercizi commerciali e artigianali, le start up e le organizzazioni del terzo settore di Bergamo che hanno la volontà o la necessità, anche a causa del repentino cambiamento delle condizioni lavorative e di vita causato dall’emergenza Covid, di realizzare progetti di adeguamento, innovazione e riorganizzazione della propria attività.

Intesa Sanpaolo, assieme all’Istituto per il Credito Sportivo – principale finanziatore degli impianti sportivi italiani – ha inoltre sottoscritto un finanziamento pari a 40 milioni di euro, dedicato al progetto di riqualificazione del Gewiss Stadium.

Leggi anche: Antonio Percassi, l’imprenditore con un passato in Serie A che ha creato il miracolo Atalanta

Atalanta Bergamasca Calcio ed il Comune di Bergamo hanno, infatti, avviato il progetto di riqualificazione dello stadio per restituire alla città un’infrastruttura strategica e allo stesso tempo uno spazio nuovo, inclusivo e sostenibile, in grado di ospitare attività sportive ma anche servizi commerciali e altre iniziative culturali. Con la realizzazione di questo nuova infrastruttura Bergamo porta il suo esempio di orgoglio italiano in Europa, aumentando la capienza dello stadio e la qualità dei servizi offerti. Il completamento degli interventi è previsto per la fine del 2021 con la riqualificazione della Curva Sud Morosini, la realizzazione di un parcheggio interrato di 285 posti e di impor-tanti opere di urbanizzazione.

“Siamo davvero orgogliosi di presentare oggi questo accordo, così da contribuire fattivamente ad un progetto che consentirà, tra l’altro, all’Atalanta Calcio e alla città di Bergamo di giocare e vincere in uno stadio all’avanguardia, più funzionale, più grande, da mostrare con orgoglio in Europa”. Ha dichiarato Gaetano Miccichè, Consigliere Delegato e Direttore Generale di UBI Banca. “Questa partnership vuole essere un segnale tangibile dell’impegno della nuova realtà che sta nascendo dall’integrazione tra Intesa Sanpaolo e UBI Banca per i propri territori di riferimento, che fa della pre-senza accanto alle imprese, alle famiglie, ai propri dipendenti e ai propri azionisti il punto di forza del nostro Gruppo bancario”.

“Stringere una partnership con il maggiore gruppo bancario italiano, nonchè uno dei principali dell’area Euro, non può che renderci orgogliosi”. Ha dichiarato Luca Percassi, Amministratore Delegato Atalanta B.C. “Un acco-do così importante, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo a livello mondiale, conferma e rafforza la volontà della nostra Società di voler continuare il suo percorso di crescita. Completare il progetto di riqualificazione del Gewiss Stadium significa non solo offrire ai nostri tifosi una struttura più comoda e moderna, ma restituire a Bergamo ed ai bergamaschi un’area interamente riqualificata, più vivibile e a dimensione di famiglia”.

Business 30 Luglio, 2020 @ 8:36

Messi e CR7 di nuovo insieme? Ecco quanto varrebbe per l’industria del calcio italiano

di Massimiliano Carrà

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lionel messi inter, vantaggi per la Serie A con Cristiano Ronaldo
Lionel Messi e Cristiano Ronaldo (Philipp Schmidli – Getty Images)

Dal sogno di portare a Torino Cristiano Ronaldo, a quello di far sbarcare Lionel Messi a Milano. La Serie A si prepara a vivere una nuova avvincente sessione di calciomercato che, quest’anno, a causa della pandemia da coronavirus, sarà meno calda in termini di temperature (dato che si concluderà il 5 ottobre), ma altrettanto bollente, vista l’ipotesi di vedere il fuoriclasse argentino con la maglietta nerazzurra.

In molti l’hanno definita un’operazione impossibile, in primis Beppe Marotta e Antonio Conte, rispettivamente amministratore delegato e allenatore dell’Inter, altri, come l’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti, “un sogno che può diventare realtà”. Proprio quest’ultima ipotesi è quella più cavalcata dai tifosi interisti e da chi ama la Serie A, visto che in effetti un sogno si è già realizzato: l’arrivo in bianconero di Cristiano Ronaldo, l’eterno rivale della pulce.

È vero, la strada che porta a Lionel Messi è molto tortuosa soprattutto per motivi economici, in quanto si parla di un’operazione di circa 500 milioni di euro, tra ingaggio, cartellino del giocatore e commissioni, così suddivisi:

  • Ingaggio: qualora l’Inter dovesse decidere di sottoporre all’argentino un quadriennale (un po’ come fece la Juventus con Cristiano Ronaldo) dovrebbe garantire a Messi circa 50 milioni di euro netti a stagione (quasi 80 lordi, già usufruendo del cosiddetto decreto crescita che agevolerebbe anche lo stesso fuoriclasse).
  • Cartellino e costi di commissione: sulla base dei dati disponibili sul sito Transfermarkt, il club nerazzurro dovrebbe sborsare circa 114 milioni di euro per il cartellino (che potrebbero essere ridotti visto che il contratto di Lionel Messi è in scadenza nel 2021). A questi, andrebbero aggiunti i costi delle varie commissioni (che ovviamente vedrebbe al tavolo anche l’entourage del talento argentino)

Lionel Messi all’Inter: i vantaggi per la Serie A

Tralasciando il ritorno economico e d’immagine che avrebbe l’Inter con Lionel Messi, aspetto evidenziato in tutti gli ambiti dal precedente di CR7 (dalle sponsorizzazioni ai social media), il campione di Rosario sarebbe un importante acquisto per tutta la Serie A, sia intesa come competizione che come lega.

Partendo proprio dal valore delle rose che compongono al momento il massimo campionato di calcio italiano, Lionel Messi (analizzando sempre i dati di Transfermarkt) innalzerebbe il valore totale della Serie A, portandolo da 4,57 miliardi di euro a 4,8 miliardi di euro. Ciò significa, per esempio, che l’Inter diventerebbe il club di maggior valore, in termini di rosa, in Serie A, rubando lo scettro alla Juventus. 

E non è finita qui, anzi. L’arrivo di Lionel Messi e l’ipotesi di rivederlo nuovamente nello stesso campionato con Cristiano Ronaldo sarebbe uno dei desideri più ambiti dagli sponsor e dalle stesse emittenti nazionali e internazionali che sarebbero disposte a sborsare di più alla lega e ai club per i diritti tv. Lo stesso Andrea Agnelli, presidente della Juventus, in un’intervista di qualche mese fa a Radio 24 è stato il primo ad ammetterlo: “Se tutti in Serie A avessero un campione come Ronaldo e Messi, sarebbe ideale per riposizionare il campionato italiano a livello internazionale. Il nostro problema è l’estero, dove provare a vedere il campionato di Serie A è una via crucis”.

Una via crucis, tra l’altro, divenuta interminabile anche in questi mesi in cui il Covid-19 ha colpito inevitabilmente anche il mondo del calcio e in particolare il mondo dei diritti tv, finito in una querelle giuridica tra la Lega Serie A e Sky. Dire che Cristiano Ronaldo e Messi insieme potrebbero risolverla è, forse, un’ipotesi troppo azzardata, ma in fondo non è proprio lontana dalla realtà, visto che i due fuoriclasse attrarrebbero su di loro, come già hanno fatto, altre piattaforme pronte ad accaparrarsi le loro sfide. E l’ascesa di Amazon nel mondo del calcio potrebbe essere un esempio.

Infine, oltre al fatto che indiscutibilmente gli stadi italiani diventerebbero delle cornici ancora più affascinanti e piene (in modo graduale vista l’emergenza), la Serie A acquisirebbe maggior potere di contrattazione nei confronti di tutti quei fondi di investimento che sono pronti a mettere nel loro portafoglio frammenti del massimo campionato di calcio italiano. È vero, Messi all’Inter è un sogno, ma l’immagine della pulce sul Duomo di Milano, è tutt’altro che un’ombra. 

Business 7 Luglio, 2020 @ 3:03

Serie A, l’impatto del Covid-19 sul calciomercato secondo EY

di Massimiliano Carrà

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serie a, impatto covid-19 su calciomercato
Photo by David Ramos – Getty Images

Il mondo del calcio continua e continuerà a risentire degli effetti economici scaturiti dalla pandemia da Covid-19. Se da una parte i club, in questi mesi, sono andati incontro a una svalutazione dei cartellini dei giocatori in rosa e a una diminuzione dei ricavi, dall’altra l’industria del pallone rischia di dover fronteggiare, in particolare la Serie A (finita nel mirino di diversi fondi di investimento), una delle sessioni di calciomercato tra le meno scoppiettanti degli ultimi anni, soprattutto in termini di operazioni e di spesa. 

Infatti, secondo quanto evidenziato da un’analisi condotta dalla società di consulenza EY, il valore complessivo delle sessioni 2020/2021 (che comprende la finestra estiva ed invernale) sarà di 830 milioni di euro, ossia il 40% in meno rispetto agli 1,4 miliardi di euro fatti registrare dal massimo campionato italiano nel calciomercato 2019/2020.

A calare, ovviamente, sarà anche il numero di trasferimenti. Secondo la società di consulenza, infatti, passeranno da 355 a 291.

Calciomercato, Serie A e Covid-19: i fattori critici

Partendo dal presupposto che – come evidenzia EY – il calciomercato “è vitale all’interno del business calcistico, sia da un punto di vista tecnico (per alzare il livello qualitativo delle squadre), sia finanziario (come fonte di finanziamento per le squadre minori che vendono i giocatori di valore)”; la società di consulenza ha evidenziato un problema fondante che si è riscontrato negli ultimi anni: “i club non sono in grado di ripagare i propri acquisti attraverso le cessioni”.

Infatti, prendendo a riferimento le attività di calciomercato dei 5 top campionati europei (Inghilterra, Italia, Spagna, Germania e Francia) EY ha potuto evincere che dal 2015/16 al 2019/2020, la cifra spesa per gli acquisti ha nettamente superato gli incassi delle cessioni: 5 miliardi contro 3,8 miliardi di euro. Ciò significa che si è andati incontro a un minus di 1,2 miliardi di euro. 

Detto ciò, è indubbio – sottolinea EY – che “la crisi economica legata al Covid-19 avrà un ulteriore impatto negativo sulla possibilità di spesa delle squadre” per due motivi principali:

  • diminuiranno le fonti accessorie per finanziare il calciomercato (quali surplus della gestione operativa derivante da ricavi operativi superiori ai costi operativi. Questo, tra l’altro, è un problema molto rilevante in Serie A, visto che già molti club hanno fatto ricorso a debiti verso banche e istituti creditizi e a versamenti da parte dei soci.
  • le squadre di Serie A subiranno una riduzione di cassa nella stagione 20/21 (circa 400 milioni di euro) principalmente imputabile alla contrazione dei ricavi da ticketing e da sponsor.

A causa di ciò, il Covid-19 – oltre ad impattare sul numero dei trasferimenti e sugli investimenti – creerà una vera e prova svalutazione. Tant’è che, secondo EY, i club saranno costretti a concentrarsi prioritariamente sugli acquisti necessari, offrendo eventualmente anche prezzi inferiori in base alle disponibilità finanziarie. Il valore medio sarà infatti inferiore del 23% rispetto al prezzo medio delle operazioni della stagione 19/20.

Investimenti 26 Giugno, 2020 @ 5:59

Perché i fondi di investimento puntano il calcio e la Serie A

di Massimiliano Carrà

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serie a, fondi investimento e calcio
Francesco Pecoraro – Getty Images

Investire nel calcio e in particolare nella Serie A, il massimo campionato italiano. Sembra essere questo il nuovo obiettivo dei fondi di investimento di private equity, da sempre alla ricerca di nuove opportunità e soprattutto di guadagni.

Nelle ultime settimane, come riporta anche il sito calcioefinanza, sono tante le offerte che sarebbero arrivate sul piatto della principale lega calcistica italiana: partendo da Cvv Capital Partners, fino ad arrivare a Bain Capital e ad Advent International.

Proprio quest’utlimo, che vede al suo interno tra le figure di spicco l’italiano Mattia Ambrosini, sarebbe l’ultimo, in ordine tempo, ad aver messo nel mirino la Serie A con un’offerta notevolmente più sostanziosa rispetto ai suoi competitor: 13 miliardi di euro (Bain Capital avrebbe messo sul piatto 3 miliardi per una quota del 25% del campionato di calcio italiano, mentre Cvv Capital Partners 2 miliardi di euro per il 20%).

Fondi di investimento a caccia della Serie A: i motivi

Investire in un asset svalutato per farlo crescere e rivenderlo a un prezzo superiore. Sembra essere questo il fil rouge che lega il mondo del private equity e quello del calcio. Ma andiamo con ordine.

L’industria del pallone, come ogni altro settore, sta vivendo un periodo molto difficile: entrate in calo (gli stadi a porte chiuse lo dimostrano), nuovi attori all’interno dei diritti tv, che risultano in discesa (l’avanzata delle piattaforme di video streaming, come Amazon, e l’ultimo accordo per il quadriennio 2021/2025 della Bundesliga, massimo campionato di calcio tedesco, ne sono un esempio), deprezzamento dei cartellini dei calciatori e delle rose e, infine, problemi di liquidità e conseguenti debiti crescenti.

Proprio quest’ultimo, sarebbe il motivo principale che sta spingendo i fondi di investimento di private equity ad addentrarsi nel mondo del calcio. Ma perché la Serie A? Difficile rispondere, ma anche qui i motivi che si celano dietro questa scelta sarebbero prettamente frutto di un calcolo di costo-opportunità. 

Infatti, secondo l’Annual Review of Football Finance 2020 redatto da Deloitte, il massimo campionato di calcio italiano è la quarta lega calcistica più ricca d’Europa, dietro a Inghilterra, Spagna e Germania. Quindi, anche se rientra tra i top campionati del vecchio continente, tuttavia rimane tra i meno fruttuosi e di conseguenza tra i meno “cari” dal punto di vista degli investimenti.

Questo permette agli attori in gioco di sborsare una cifra meno esosa rispetto agli altri 3 top club europei e rispetto alla normalità (vista la crisi innescata dal covid-19) e di puntare comunque su un campionato che negli ultimi anni sta tornando in auge non solo in termini di appeal, ma anche di investimenti. E l’acquisto di Cristiano Ronaldo, insieme alla successiva introduzione del decreto crescita, ne sono una dimostrazione. 

Business 28 Maggio, 2020 @ 4:18

I club di calcio di maggior valore al mondo. Delusione Juve, rivalsa Inter

di Massimiliano Carrà

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Gareth Bale, gallese in forza al Real Madrid, la squadra di maggior valore in Europa

Quali sono le squadre di calcio europee che valgono di più al mondo. È questo il focus della quinta edizione del report “Football clubs’ Valuation: The European Elite 2020” redatto, come di consueto, da Kpmg.

Prima di entrare nel vivo del report, è importante precisare – come sottolinea la stessa società di consulenza – che, essendo riferita al 1° gennaio 2020,  la classifica non tiene conto della crisi scatenata dal coronavirus e dei suoi effetti sui conti dei singoli club.

La pandemia, infatti, oltre ad aver mandato in picchiata i valori dei cartellini dei giocatori e le entrate delle principali leghe calcistiche, “ha abbattuto – secondo Andrea Sartori, partner e global head of Sports di Kpmg – i valori del settore calcio in media del 20-25%”. Inoltre, aggiunge Sartori “anche se l’impatto immediato del Covid-19 non può ancora essere quantificato, la perdita di valore può oscillare dal 15% per squadre ben patrimonializzate e con una buona liquidità, come Manchester United e City o Bayern, fino a picchi del 30% o più per squadre medie che fanno affidamento sulla vendita di calciatori”. 

Calcio: il Real Madrid si conferma in testa

Nuova edizione, diverse novità, ma una sola certezza: anche per quest’anno il Real Madrid si conferma la squadra di calcio europea che vale di più al mondo. Il club di Florentino Perez, secondo quanto evidenziato dal report di Kmpg, ha registrato un valore d’impresa (“enterprise value”) di quasi 3,5 miliardi di euro, con esattezza 3,47 miliardi di euro, facendo tra l’altro segnare un incremento del 20% rispetto alla scorsa edizione.

Tra l’altro, bisogna ricordare che il valore d’impresa viene calcolato da Kpmg grazie a un algoritmo che tiene in considerazione cinque fattori: popolarità sui social media, potenziale sportivo espresso dal valore di mercato della squadra, diritti tv, proprietà dello stadio.

Tornando alla classifica, anche al secondo posto non vi sono sorprese rispetto alla precedente edizione, visto che con un valore d’impresa pari a 3,34 miliardi di euro (in crescita del 15%) troviamo il Manchester United. I Red Devils, quindi, nonostante le ultime annate non proprio entusiasmanti, si confermano ancora una volta ai vertici del mondo del calcio. 

La novità, però, arriva guardando la terza piazza. Grazie a un valore d’impresa di 3,19 miliardi di euro, il Barcellona scavalca il Bayern Monaco (che scende in quarta posizione) e permette alla Spagna di posizionare due club sul podio delle squadre europee che valgono di più al mondo. 

Italia: Juventus fuori dalla top ten, Inter in crescita costante

Se la Spagna e l’Inghilterra possono esultare, visto che la prima ha piazzato due squadre tra le prime tre posizioni e la seconda ne ha classificate sei in totale tra le prime dieci, l’Italia, invece, è andata incontro a una vera e propria débâcle

La Juventus, per esempio, anche se ha fatto registrare una crescita del valore d’impresa del 12%, che si è attestato a 1,6 miliardi, (poco meno della metà rispetto al Real Madrid) è uscita ufficialmente dalla top ten e si è classificata all’undicesimo posto. Il motivo va ricercato nella redditività e nei conti bianconeri che sono in profondo rosso. Tra l’altro, il rapporto stipendi e ricavi è il peggiore tra i primi dieci club della classifica: 71%.

A differenza dei bianconeri, può invece esultare l’Inter. La società di Suning, infatti, in un solo anno è andata incontro a un incremento del valore d’impresa del 42% (il terzo più elevato in Europa), attestandosi così a 939 milioni di euro e quindi in 14esima posizione. Inoltre, a partire dal 2016 il club nerazzurro ha fatto registrare un aumento del valore d’impresa del 146%. Tra le altre squadre di calcio italiane, cresce anche il valore d’impresa della Roma (+12%) del Napoli (+4%) e della Lazio (+11%). Brutte notizie, invece, per il Milan che fa registrare un decremento pari al 5%. 

La top 10

  1. Real Madrid: 3,47 miliardi di euro
  2. Manchester United: 3,34 miliardi di euro
  3. Barcellona: 3,19 miliardi di euro
  4. Bayern Monaco: 2,87 miliardi di euro
  5. Liverpool: 2,65 miliardi di euro
  6. Manchester City: 2,60 miliardi di euro
  7. Chelsea: 2,21 miliardi di euro
  8. Tottenham: 2,06 miliardi di euro
  9. Paris Saint Germain: 1,91 miliardi di euro
  10. Arsenal: 1,85 miliardi di euro
Lifestyle 12 Maggio, 2020 @ 12:32

Cristiano Ronaldo può essere il tuo personal trainer, con il suo nuovo account Instagram

di Massimiliano Carrà

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cristiano ronaldo allenamenti instagram cr7fitnessbycrunch
Photo by Carlos Alvarez – Getty Images

Dal campo a Instagram il risultato non cambia: altra doppietta per Cristiano Ronaldo. Approfittando della quarantena e dello stop forzato del campionato di calcio di Serie A, il fuoriclasse portoghese ha deciso di lanciare, meno di una settimana fa, un nuovo account sul social di Mark Zuckerberg: CR7fitnessbycrunch.

Come si nota dal nome, il nuovo profilo Instagram di Cristiano Ronaldo è totalmente incentrato su un solo tema: palestra e allenamenti, due parole d’ordine per il numero 7 della Juventus che, giorno dopo giorno, gli permettono di essere ancora tra gli dei del calcio – oltre che tra gli sportivi più pagati al mondo – nonostante i suoi 35 anni.

Allenarsi come Cristiano Ronaldo

Hotel, linee d’abbigliamento, profumi, sono tanti i settori in cui il brand CR7 è presente, eppure l’attaccante cinque volte pallone d’oro non si ferma. Da calciatore diventa così un vero e proprio personal trainer da cui imparare i trucchi del mestiere. 

In sintesi, adesso allenarsi come Cristiano Ronaldo è possibile e basta seguire CR7fitnessbycrunch, che ha già raggiunto 464 mila follower con soli 16 post (senza dimenticare che il suo personale è il più seguito su Instagram con 218 milioni di follower, tant’è che è tra gli influencer più pagati al mondo per un suo singolo post).

“Un nuovo concetto di palestra è arrivato”. È questo il motto del sito internet https://www.cr7fitnesscrunch.com/en lanciato, ovviamente, in contemporanea con la creazione del suo profilo instagram dedicato agli allenamenti.

Allenarsi come Cristiano Ronaldo, significa anche essere un mix “di forza, velocità, disciplina e impegno”, sono queste le parole che l’asso portoghese ha svelato in uno dei primi post di questo nuovo profilo. Inoltre, in un video pubblicato 2 giorni fa, CR7 ha spiegato quali sono per lui i 7 esercizi alla base di ogni allenamento: affondi frontali, poi prosegue con quelli laterali, flessioni, addominali prima di passare a glutei, gambe e dorsali.