Non solo Carrefour: Bernard Arnault lascia anche la holding di Lagardère

Bernard Arnault
Bernard Arnault, presidente e ceo di LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton (Pascal Le Segretain/Getty Images)
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Tempo di riorganizzare gli investimenti per Bernard Arnault. Ieri è stato il turno di Carrefour, quando Agache group, braccio finanziario del miliardario francese a capo di Lvmh, ha venduto il 5,7% rimanente di azioni della catena, per un valore di oltre 700 milioni di euro. Oggi tocca invece a Lagardère. La casa editrice ha fatto sapere infatti che Financière Agache, la holding di proprietà di Arnault, ha deciso di vendere la sua intera partecipazione in Lagardère Capital, in cambio di azioni Lagardère Sa.

Bernard Arnault e l’investimento in Lagardère

Quello che si sa, per ora, è che la transazione dovrebbe essere finalizzata entro l’inizio di ottobre e, in base all’accordo, Financière Agache riceverà 3,9 milioni di azioni Lagardère Sa. In questo modo, Arnault potrà portare la sua partecipazione nella holding a quasi il 10%, rispetto all’8% attuale.

Nel 2020 il magnate del lusso, divenuto per qualche giorno ad agosto l’uomo più ricco del mondo dopo aver guadagnato oltre 100 miliardi di dollari durante il primo anno della pandemia, aveva acquistato il 25% della holding di Arnaud Lagardère, venendo in aiuto del collega di fronte all’ascesa di Vivendi, società francese dei media e delle comunicazioni. La vicenda si era però complicata quando Vincent Bolloré, imprenditore e produttore televisivo francese, era diventato il primo azionista di Lagardère, con una quota del 27%.

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Come riporta il Financial Times, i legami tra le famiglie Lagardère e Arnault risalgono a decenni fa. Arnault ha giocato a tennis con il padre di Lagardère, Jean-Luc, e ha fatto parte del consiglio di amministrazione di Lagardère dal 2004 al 2012. Arnaud Lagardère è stato inoltre nel consiglio di amministrazione di Lvmh dal 2003 al 2009.

La Qatar investment authority (Qia) detiene l’11,5% dell’azienda, mentre Amber capital, che aveva fatto campagna per una ristrutturazione della governance, controlla il 18,5%.