Torna il sereno tra AstraZeneca e l’Ue: la multinazionale consegnerà altre 200 milioni di dosi

AstraZeneca, Ue
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Astrazeneca e l’Unione Europea tornano a viaggiare nella stessa direzione e pongono fine al contenzioso attivato il 21 aprile a Bruxelles per “violazione dell’accordo di acquisto anticipato” di vaccini anti-Covid. A renderlo noto è la stessa multinazionale anglo-svedese in una nota ufficiale odierna, in cui annuncia che entro la fine del primo trimestre 2022 consegnerà agli stati membri 200 milioni di dosi del suo vaccino Vaxzevria, più volte finito sotto i riflettori negli ultimi mesi.

Nel dettaglio, AstraZeneca – che ha visto schizzare i suoi ricavi proprio grazie al vaccino – si impegnerà a consegnare 60 milioni di dosi entro la fine del terzo trimestre del 2021, 75 milioni entro la fine del quarto trimestre 2021 e 65 milioni entro il primo trimestre del 2022. Con l’obiettivo di “andare avanti e lavorare in collaborazione con la Commissione Europea per aiutare a superare la pandemia e di supportare ulteriormente Covax” (lo strumento messo a disposizione dall’Ue per garantire un’ampia distribuzione dei vaccini in tutto il mondo), come annunciato dallo stesso Ruud Ruud Dobber, executive vice president, BioPharmaceuticals Business Unit di AstraZeneca. Anche in considerazione del fatto che, a oggi, la società e i suoi partner hanno fornito più di 1,1 miliardi di dosi di vaccino in oltre 170 paesi. E di queste, circa due terzi sono andati a paesi a reddito basso e medio-basso.

Il precedente tra l’Ue e AstraZeneca

L’accordo stipulato in data odierna tra la Commissione Ue e AstraZeneca fa seguito alla sentenza di primo grado del tribunale di Bruxelles. Il quale, il 18 giugno scorso, ha disposto la consegna di 80,2 milioni di dosi del vaccino Vaxzevria entro il 27 settembre 2021. La sentenza ha così accolto solo in parte le richieste della Commissione Ue, che invece voleva 120 milioni di dosi di vaccino anti covid entro la fine di giugno e un totale di 300 milioni entro la fine di settembre.

“Tutte le altre misure richieste dalla Commissione europea sono state respinte”, aveva dichiarato Astrazeneca nel comunicato a commento della sentenza. “In particolare la Corte ha rilevato che la Commissione europea non ha esclusività o diritto di priorità su tutte le altre parti contraenti”. Nella stessa nota la società farmaceutica aveva di nuovo teso la mano alla Ue, dicendosi disposta a collaborare ancora per combattere la pandemia. Un invito che alla fine è stato raccolto fino all’epilogo odierno.