Scelte responsabili per ridurre l’impatto ambientale: la strategia del player milanese Wemanage

Da sinistra: Paolo Ruggiero, Alessandro Manzi, Leonardo Arienti, Alessandra Airò, Matteo Patalano, Francesco Ferrari, Marina Piano.
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Articolo tratto dal numero di ottobre 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Per una società di consulenza, essere in linea con le best practice rappresenta un’esigenza primaria. Quando nel 2013 fa nasceva a Milano Wemanage, i suoi tre fondatori, Leonardo Arienti, Matteo Patalano e Paolo Ruggiero, insieme alla manager di lungo corso Marina Piano, avevano già le idee chiare sull’importanza di fare business in modo responsabile e negli anni hanno introdotto in diversi progetti il tema dell’economia circolare, sia nelle fasi di progettazione sia in quelle di costruzione della supply-chain. Il gruppo è nato con l’intento di offrire a startup e pmi della moda e del lusso servizi di consulenza in outsourcing focalizzati al loro posizionamento e promozione sul mercato globale. Negli anni ha costituito diverse società specializzate e complementari quali K-448 e Arebour, con la direzione creativa di Alessandro Manzi e l’expertise digitale di Francio Ferrari, e 1984/PR, nata dalla sinergia tra Wemanage e la professionalità di Alessandra Airò, influencer e consulente con oltre dieci anni di esperienza sul campo. 

Ha preso così forma la nuova Wemanage Group, agenzia one-stop-shop che offre servizi di consulenza e outsourcing per la market strategy, creatività digitale, comunicazione e design di prodotto e pubbliche relazioni. Wemanage Group offre tra i suoi servizi la capacità di sviluppare e gestire reti Whl a livello internazionale per marchi del settore moda con un posizionamento premium/luxury (nel loro network player come Net-a-porter, Matchesfashion, Yoox, Luisaviaroma, La Rinascente, Harrods, Bergdorf and Goodman, gruppo Altayer), e la strategia e-commerce, servizio che ha permesso al gruppo di supportare realtà come WP Lavori in Corso, Rubinacci e Spotti Milano. 

Ma torniamo alla sostenibilità, perché se dall’inizio c’è stato un progetto chiaro per l’azienda è stato quello di diventare una società responsabile. “In Wemanage Group lavoriamo per diventare una realtà multidisciplinare cercando con un approccio olistico di operare a livello internazionale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile Esg2”, spiega Arienti. Obiettivi di sostenibilità aziendale, ai quali si riferisce l’imprenditore, legati agli ambiti environment, society, governance e culture, che fanno parte della loro cultura aziendale e vengono perseguiti attraverso report annuali, obiettivi condivisi e collaborazioni con enti specializzati.

Lo studio di Wemanage Group

In particolare, a questo proposito la società ha raggiunto una partnership con il dipartimento di ricerca del Politecnico di Milano per fornire seminari di aggiornamento a tutto lo staff di Wemanage Group e per progettare una serie di servizi specifici come audit e compliance in tema sostenibilità per i clienti attivi e potenziali. Il risultato di questo sodalizio è stata la creazione del Wemanage Group Manifesto, che racchiude le riflessioni e gli obiettivi intesi come prioritari  nell’ottica di un approccio in linea con l’ecosistema. Wemanage Group Manifesto è comune alle quattro società del gruppo ed è stato creato dopo un’attenta riflessione, sostenuta anche da un ciclo di formazione sulla sostenibilità, curato dal laboratorio di ricerca Fashion in Process del Politecnico di Milano, a cui hanno avuto accesso tutti i membri di Wemanage Group. Il motivo dell’intesa tra le due realtà lo ha spiegato bene Arienti: “Abbiamo sentito l’esigenza di intraprendere un percorso solido e strutturato per rendere ognuna delle nostre società sempre più consapevole, critica e attenta ai principi di un business sostenibile”.

Ridurre l’impatto ambientale generato sia dall’attività aziendale sia dall’organizzazione del gruppo è quindi un vero e proprio obiettivo morale per la società. “Le nostre operazioni e produzioni sono prevalentemente digitali, paperless e con una forte attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale”, prosegue Arienti. “È nostro diktat comprendere gli effetti che le nostre attività, come agenzia di consulenza, hanno sul pianeta e di conseguenza impegnarci per minimizzarne l’impatto attraverso un consumo consapevole delle risorse e un utilizzo adeguato dei trasporti”. 

Poiché la sostenibilità è diventata un ingrediente chiave in qualsiasi proposta di marchio, messaggio e modello di business, Wemanage Group si è specializzata in progetti di audit e reporting per la valutazione e la conformità di un’azienda ai più recenti temi di sostenibilità, attraverso l’intero ciclo aziendale. Con l’obiettivo di trasmettere poi questi stessi valori nel rapporto coi clienti e gli azionisti, migliorare i loro processi e accrescere il valore delle operazioni, cercando di restituire con opportunità di formazione e supporto il tempo speso dagli individui nel lavoro quotidiano. Una catena di valori, insomma, dove nelle attività di fashion design e produzione, i vettori principali risultano essere i principi di circolarità, trasparenza e tracciabilità. Wemanage Group è poi una società al 70% composta da donne, e attraverso il suo lavoro di consulenza si è sempre impegnata per influenzare positivamente le questioni relative all’uguaglianza di genere, alla diversità e all’inclusione.

“Vogliamo garantire che non solo tutti i nostri collaboratori ma anche i fornitori con cui lavoriamo seguano i nostri standard e condivano i nostri valori, supportandoci nel raggiungere gli obiettivi comuni”, sottolinea Manzi. Costruire un’organizzazione multiculturale, che preserva l’identità dell’individuo, contraddistinta da una solida cultura aziendale orientata all’eccellenza professionale in riferimento al settore in cui il gruppo opera è diventata per il gruppo una necessità: “Vogliamo che il nostro impegno sia in tal senso tangibile, reale e concreto: da qui il desiderio di rendere sempre più numerose le iniziative come quella intrapresa a Natale insieme alla onlus 1Caffe, che ci ha visto realizzare e consegnare 150 pacchi per il pranzo di Natale. Crediamo infatti che la solidarietà, in tutte le sue forme, sia un atto di fiducia e gratitudine ancora più urgente in questi ultimi tempi”, conclude Airò.