Nasce Fabri, l’associazione che racconta e scopre i ‘campioni nascosti’ tra le imprese familiari

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Promuovere, stimolare e raccontare le imprese familiari, riconoscendo e valorizzando il loro dna come bene prezioso. Con l’obiettivo di individuare “campioni nascosti” all’interno dell’economia nazionale. È con questo scopo che è nata, nella giornata di ieri, FABRI: Family Business Risorse per l’Italia, l’associazione no profit di imprese familiari, costituita su iniziativa e impulso del socio promotore Nexta STA.

Considerando che le imprese familiari virtuose compongono per la maggior parte il tessuto economico del Paese, contribuendo in termini di modelli di business, cultura d’impresa, creazione di valore aggiunto, occupazione e pil, FABRI opera con la convinzione che queste realtà siano da valorizzare, anche perché sono in costante evoluzione e al contempo mantengono una forte identità.

Le finalità di FABRI

Entrando nel merito, le finalità di FABRI sono quindi diverse:

  • Promuovere ed elaborare studi scientifici e ricerche su molteplici temi legati alle imprese familiari, attraverso collaborazioni con illustri docenti di cinque Università italiane.
  • Organizzare degli eventi dove mostrare a imprenditori e interessati, partendo dai dati emersi dalle ricerche, gli scenari futuri sul mondo delle Imprese Familiari, nonché individuare i comportamenti individuali e collettivi da mettere in atto per farvi fronte.
  • Creare occasioni di incontro, confronto e condivisione delle proprie esperienze nelle imprese familiari, che possano offrire a tutte le parti spunto e ispirazione reciproca, nonché favorire il networking e la nascita di possibili collaborazioni virtuose. 

Due gli strumenti messi in campo: 

  • Il Festival#Impresefamiliari. All’apice degli obiettivi di FABRI, il Festival intende esplorare i cambiamenti attuali e futuri delle imprese familiari, con uno sguardo agli scenari economici, imprenditoriali, ambientali, sociali, finanziari e tecnologici. Il tutto, muovendo dalle attività di ricerca svolte durante l’anno.
  • I talks. Per garantire la costanza del focus sulle imprese familiari, il Festival sarà accompagnato, durante l’anno, da una serie di #Talks, sotto forma di dirette streaming, che saranno il terreno di coltura delle idee e della presa di coscienza dell’opinione pubblica e degli stessi imprenditori che guidano le imprese familiari, del fatto che esse sono un bene prezioso per l’economia nazionale ed europea. Un vero e proprio salotto web con la partecipazione in diretta di esponenti, studiosi e professionisti delle imprese familiari.

Le imprese familiari in numeri:

 Le imprese familiari costituiscono l’ossatura del sistema economico italiano. La percentuale di tali imprese varia ovviamente al variare della definizione di family business adottata, ma in base ad una ricerca condotta dal Centro per il Family Business Management della Libera Università di Bolzano e ad un articolo sulla rivista Tharawat magazine (2014) è possibile stimare che esse rappresentino circa il 93% delle imprese del settore privato e impieghino il 94% della forza lavoro.

Dunque, applicando la percentuale del 93% al numero totale delle imprese italiane in base agli ultimi dati Istat disponibili, che è pari a 1.033.737 imprese nel 2018, otteniamo una percentuale stimata di circa 961.000 imprese, considerando tutti i settori e tutte le classi dimensionali incluso le imprese con 3-9 addetti. Eliminando il numero di imprese microscopiche con 3-9 addetti (821.341 secondo i medesimi dati Istat), il numero totale delle imprese italiane scende a 212,396 ed il numero stimato delle imprese familiari è dunque pari a circa 197.000 imprese.

Inoltre, dagli studi e dalla ricerche di alcuni membri del comitato scientifico di FABRI (che ha coinvolto 43 paesi, inclusa l’Italia), è stato dimostrato jhe le imprese familiari crescono del 2% in più ogni anno rispetto alle imprese in cui non esiste una governance familiare. 

Passaggio generazionale 

Il passaggio generazionale è particolarmente drammatico in Italia. Infatti, secondo un’indagine del Centro per il Family Business Management di Unibz del 2019, solo il 30% delle imprese sopravvive nel passaggio dalla prima alla seconda generazione, solo il 12% in quello dalla seconda alla terza generazione e solo un 4% arriva alla quarta generazione.

In questo senso, la crisi generata dal Covid-19 ha accelerato i processi di successione rendendo ancora più urgente l’attenzione sul problema del passaggio generazionale, già di per sé drammatico, non solo perché ha decimato la categoria demografica dei “senior” ma anche perché, a livello psicologico ed emotivo, ha fatto acquisire ai leader aziendali una maggiore consapevolezza della loro vulnerabilità.

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