Escludere la Russia dallo Swift: cosa significa e quali sarebbero le ricadute della cosiddetta “opzione nucleare”

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Questo articolo è apparso su Forbes.com

articolo di Alison Durkee apparso su Forbes.com

Mentre gli Stati Uniti e l’Unione Europea rispondono all’invasione russa dell’Ucraina con sanzioni economiche, l’ipotesi di escludere la Russia dal sistema internazionale di transazioni, ossia lo Swift, è stata considerata una possibile “opzione nucleare”. Ecco cosa significherebbe e perché l’Europa non è convinta di impedire alla Russia di utilizzarlo.

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Fatti principali

  • Swift, acronimo di Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, è una società con sede in Belgio che gestisce richieste di pagamento e messaggi tra 11.000 istituzioni finanziarie in tutto il mondo, consegnando 42 milioni di messaggi al giorno nel 2021.
  • Il Washington Post paragona il sistema al “Gmail delle banche globali” e il Financial Times osserva che anche se la Russia e altri paesi possono ancora realizzare transazioni bancarie con altri paesi senza Swift, tuttavia è molto più complesso e costoso.
  • Tagliare fuori la Russia dallo Swift avrebbe un impatto economico significativo. Nel 2014, gli Stati Uniti avevano applicato questa sanzione contro la Russia per l’annessione della Crimea. L’ex ministro delle finanze russo Alexei Kudrin aveva stimato che il pil del paese, proprio a causa dell’esclusione dallo Swift, avrebbe subito un calo del 5%. L’allora primo ministro Dmitry Medvedev ha paragonato questa mossa a una “dichiarazione di guerra”.
  • Il FT evidenzia inoltre che la mossa danneggerebbe la capacità della Russia di trarre profitto dalle esportazioni di petrolio e gas che costituiscono il 40% delle entrate del paese.
  • La Russia ha dato vita a un sistema di pagamento alternativo, così come la Cina, che potrebbe mettere a disposizione il suo. Tuttavia, il Consiglio Atlantico sottolinea che entrambe le piattaforme sono significativamente più piccole dello Swift. E quindi, non riuscirebbero a compensare in modo adeguato il taglio.
  • L’espulsione della Russia dallo Swift danneggerebbe la capacità dell’Ue di pagare per le importazioni di petrolio e gas russi su cui fa affidamento. Al FT un alto dirigente definisce questa mossa ipotetica come “l’apertura del vaso di Pandora”.

Citazione cruciale

“Non sarò diplomatico su questo. Chiunque ora ha ancora dubbi sul fatto che la Russia debba essere bandita dallo Swift, deve anche ricordarsi anche il sangue di uomini, donne e bambini ucraini innocenti sarà nelle loro mani”, ha twittato giovedì il ministro degli Affari esteri ucraino Dmytro Kuleba. “BANNIAMO LA RUSSIA DA SWIFT”.

In cifre

1,5%. Questa è la quota delle transazioni Swift nel 2020 che provenivano dalla Russia, secondo i dati citati del FT.

Quello che non sappiamo

alcuni leader mondiali, come il primo ministro britannico Boris Johnson, hanno esortato a prendere questa decisione, ma Reuters riferisce che i funzionari dell’Ue non sono molto convinti di fare un passo del genere in questa fase, a causa delle potenziali implicazioni. “Si creerebbe un gran casino in Russia, ma anche per i servizi di pagamento transfrontalieri”, ha detto al FT un alto dirigente di un creditore straniero. “L’Europa come pagherebbe la bolletta del gas senza lo Swift?”. Inoltre, giovedì, il presidente Joe Biden ha affermato che tagliare la Russia dallo Swift è ancora un’ “opzione”. Tuttavia gli Stati Uniti non la stanno ancora prendendo realmente in considerazione. “In questo momento non è la scelta che vuole prendere il resto dell’Europa”.

Background

Dopo settimane in cui si vociferava di un attacco imminente, alle prime ore di giovedì, la Russia ha invaso l’Ucraina. Scatenando reazioni di condanna diffuse da parte di funzionari di tutto il mondo. Gli Stati Uniti e altri governi stranieri hanno finora scelto di rispondere alle aggressioni della Russia attraverso sanzioni economiche, con Biden che si rifiuta di mandare truppe americane in Ucraina perché ciò potrebbe innescare “una guerra mondiale”.

Alcuni paesi, tra cui proprio gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Australia, il Canada, il Giappone e l’Ue avevano già annunciato alcune sanzioni, dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha deciso lunedì di riconoscere formalmente indipendenti le regioni ribelli di Donetsk e Luhansk nell’Ucraina orientale. Aprendo di fatto la strada all’attacco nel paese. Dopo aver imposto, martedì, una “prima tranche” di sanzioni contro la Russia, tra cui il “blocco completo” di due banche russe dall’accesso ai mercati finanziari occidentali e sanzioni rivolte alle “élite russe e ai loro familiari”, Joe Biden ieri ha svelato di avere pronte ulteriori sanzioni.

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