Da youtuber alla classifica degli sportivi più pagati: la storia di Jake Paul, il pugile odiato da tutti

Jake Paul
Jake Paul è il 46esimo sportivo più pagato al mondo (foto Sarah Stier/Getty Images)
Share

Questo articolo di Justin Birnbaum è apparso su Forbes.com

È la sera prima dell’incontro più importante nella storia della boxe femminile, ma il centro dell’attenzione è Jake Paul. È il padrone del palco all’Hulu Theater del Madison Square Garden, vestito in un completo beige in pieno stile Gen Z e scarpe da ginnastica con lacci rosa. Siede di fronte al manager di boxe Eddie Hearn. Sebbene Hearn abbia lavorato con alcuni dei più grandi nomi dello sport – Canelo Álvarez, Anthony Joshua e Gennady Golovkin – il pubblico è più interessato a ciò che Paul ha da dire. In particolare, a sapere con chi ha intenzione di combattere.

Un fan tira fuori i nomi di alcuni potenziali avversari. “Non so chi siano queste persone, nessuno di loro”, dice Paul. “Ma dovranno mettersi in fila. Penso che tutti vogliano combattere con me per poter essere quello che mette ko Jake Paul e fare un mucchio di soldi”.

Senza dubbio c’è una lunga fila di persone che vorrebbe mandare Paul al tappeto, e alcuni lo farebbero gratis. Membro di spicco della prima ondata di personalità che hanno guadagnato notorietà esclusivamente online, l’arrogante e sfacciato Paul, 25 anni, è detestato per una lunga serie di motivi. È stato accusato due volte di violenza sessuale, negando pubblicamente la prima accusa e definendola “falsa al 100%” (i rappresentanti di Paul hanno rifiutato di commentare eventuali accuse e non c’è mai stata una causa legale). L’Fbi ha fatto irruzione nella sua casa nel 2020 dopo un video che lo mostrava in un centro commerciale che veniva saccheggiato (le accuse sono state ritirate). Ha detto che il Covid-19 è “una bufala”.

Le sue buffonate su internet, che includevano appiccare fuochi in una piscina vuota e gareggiare con le moto da cross per le strade, hanno attirato un certo tipo di fan e respinto altri, tra cui Disney, che lo ha messo fuori dal suo show televisivo Bizaardvark. Il “Team 10” di Paul, un progetto di reality con influencer che vivono nella stessa casa, ha suscitato una lista di lamentele, tra cui quello di sfruttamento dei partecipanti, un’accusa che Paul nega. Nel 2017, il fratello maggiore di Paul, Logan, anch’egli un controverso youtuber, ha caricato il famigerato video “Suicide Forest”, in cui si voleva mostrare un cadavere impiccato nel bosco, e Jake è stato travolto da ciò che è seguito. “Nessuno voleva lavorare con noi”, ha detto Paul a un programma di interviste su YouTube . “La mia vita era praticamente rovinata”.

Niente di tutto ciò lo ha fermato. Paul è la prova che essere un ragazzaccio può pagare. Sembra che abbia trovato la sua nicchia. Meno di tre anni dopo il suo primo incontro professionistico, si è trasformato da star di internet dai contenuti scioccanti in una forza della boxe. E, vorrebbe farvi credere, nel futuro di questo sport.

Che lo si odi molto o solo un po’, quello che fa, comunque, funziona: Paul, che vive a Porto Rico, è il 46esimo atleta più pagato al mondo secondo Forbes e ha guadagnato 38 milioni di dollari al lordo delle tasse negli ultimi 12 mesi. I suoi ultimi due combattimenti gli hanno fruttato circa 30 milioni di dollari, anche se non ha mai combattuto con un pugile professionista.

“Non ha alcun senso, ma ehi, le cose stanno così, giusto?,” dice Paul dei suoi guadagni astronomici. “La gente vuole vedere i combattimenti, immagino, e i soldi sono una conseguenza”.

Per una volta è stato modesto. Con oltre 60 milioni di follower sui social e una propensione a lanciare insulti che attirano l’attenzione ai più grandi nomi della boxe, Paul ha iniettato il tipo di attenzione virale disperatamente necessario in uno sport che cerca di sfondare tra i fan più giovani. Ora, in collaborazione con l’ex cfo della Ufc Nakisa Bidarian, sta usando la sua azienda, Most Valuable Promotions, per cambiare il mondo della boxe.

I suoi sforzi stanno già portando risultati. Paul ha collaborato con Hearn per organizzare quello che sarebbe diventato il combattimento femminile di maggior successo di sempre: la sfida tra Amanda Serrano e Katie Taylor, che ha registrato il tutto esaurito al Garden in aprile e ha fruttato alle due combattenti più di un milione di dollari a testa.

Il cattivo comportamento non è un ostacolo per fare carriera nella boxe. Se Jake Paul si rivelerà essere esattamente ciò di cui lo sport ha bisogno – e sembra che lo sia – non sarà nonostante la sua arroganza e la sua maleducazione. Sarà proprio grazie a esse.

Il fatto che Paul sia diventato famoso come sgradevole burlone e casinista su internet potrebbe essere una delle ragioni per cui la comunità di pugilato è stata così riluttante ad accettarlo. “Sicuramente molte persone lo vedono ancora come una macchietta, qualcosa di finto”, dice Will Harvey, capo della boxe alla 258 Management, che lavora con pugili come Joshua e il campione dei pesi massimi leggeri Wbo, Lawrence Okolie. “Ci sono un sacco di pugili che hanno molto più talento di Jake e hanno bisogno di anni di duro lavoro, o a volte decenni, per emergere. Penso che questi atleti non sopportino il fatto che Paul sia stato in grado di arrivare in cima e guadagnare così tanti soldi così rapidamente”.

Sebbene non sia impossibile, è insolito che un pugile professionista inizi a praticare questo sport a 20 anni. La boxe richiede anni di allenamento mentale e fisico e parecchi incontri. Anche se Paul è migliorato, gli esperti rimangono divisi su quanto lontano possa andare. Oscar De La Hoya e Joe Rogan hanno entrambi definito Paul “il tipo giusto”. Hearn non è così convinto.

“Non è pessimo, ma non è neanche molto bravo”, dice Hearn, presidente della società britannica di promozione sportiva Matchroom. “Non sarà mai un campione del mondo, non sarà mai un combattente di livello mondiale, non sarà mai in grado di competere contro nessuno che sia anche solo vicino al livello mondiale. Ma ho visto di peggio.”

L’ingresso di Paul nella boxe non è avvenuto per amore dello sport, ma per opportunismo. La sua carriera su internet era agli sgoccioli quando, nel 2018, la youtuber britannica Ksi e suo fratello, Deji, hanno sfidato Paul e suo fratello, Logan. Senza avere alcuna esperienza di pugilato, Paul ha sconfitto Deji per ko tecnico e, dice, “si è innamorato di questo sport.” È diventato professionista 17 mesi dopo e ha battuto un altro youtuber, AnEsonGib. In seguito ha raggranellato altre quattro vittorie, di cui tre contro ex combattenti mma, con borse a otto cifre. Un sondaggio di Espn Ringside ha definito il suo combattimento più recente, contro l’ex campione Ufc dei pesi welter Tyron Woodley a dicembre, il “ko dell’anno”.

“Questo è solo l’inizio, e mi piace dimostrare che avete tutti torto, e continuerò a dimostrare che avete tutti torto. Perciò salite sul treno o toglietevi dal cazzo, altrimenti il treno vi passerà sopra”, dice Paul. “Sono affamato e motivato e non c’è niente che qualcuno possa fare per fermarmi”.

Paul non avrebbe potuto programmare meglio il suo arrivo sulla scena del pugilato. Secondo un rapporto di IBISWorld, il pugilato ha subito un duro colpo a causa della pandemia, che ha fatto crollare i ricavi degli organizzatori del 47% nel 2020, riducendoli a soli 236 milioni di dollari. Grandi nomi come Mayweather Promotions, Golden Boy Promotions e Top Rank hanno tutti dovuto richiedere finanziamenti al governo per non chiudere.

Per anni, il modello pay per view ha limitato l’esposizione ai nuovi fan, al punto che nel 2018 il calo degli ascolti ha spinto la Hbo a cessare la trasmissione della boxe dopo 45 anni. Ma l’emergere di nuove piattaforme mediatiche desiderose di rimodellare il business e un pubblico globale in crescita hanno dato nuova vita alla boxe. Lo sport sta guadagnando terreno con i fan più giovani grazie all’incrocio con la cultura pop. Come nel caso di Jake Paul, che è più riconoscibile per i nuovi fan della boxe rispetto a megastar come Álvarez, Joshua e Golovkin, secondo un sondaggio di Harris Poll del 2021. La boxe è anche un terreno fertile per contenuti internet condivisibili e di breve durata. La sfida di Paul con Conor McGregor un anno fa ha generato quasi cinque milioni di visualizzazioni su YouTube, cifra più che raddoppiata dal ko inflitto a Woodley.

Un’incredibile capacità di attirare l’attenzione ha poi creato un’altra opportunità per Paul. In precedenza aveva assunto Bidarian come consulente sia per la sua carriera di pugile che per altri affari. Quando le vittorie hanno iniziato ad accumularsi e il denaro ad aumentare, lui stesso ha pensato di poter portare lo stesso tipo di attenzione ad altri pugili. La coppia ha fondato così Most Valuable Promotions (Mvp) nel 2021.

Dopo aver conosciuto Serrano al suo debutto da professionista, Paul l’ha ingaggiata come prima combattente della Mvp (al di fuori di se stesso). In seguito ha aggiunto la stella nascente Ashton Sylve. Mvp ha avuto risultati contrastanti, a livello di pay per view, nella promozione degli ultimi due combattimenti di Paul, ma l’incontro di Serrano con Taylor è stato un successo eclatante: 19.187 spettatori hanno riempito il Garden e Dazn ha annunciato 1,5 milioni di spettatori a livello globale. Non è certo merito suo al 100%, ma è dura mettere in dubbio l’abilità di Paul per il marketing. “Quell’incontro non sarebbe mai stato così popolare se Jake Paul non fosse stato coinvolto”, afferma Harvey di 258 Management. “Non si può ignorare il suo impatto positivo”.

Eppure, nonostante quello che Paul stesso afferma, la boxe non è il suo unico obiettivo. Gioca a fare il venture capitalist, con un fondo da 15 milioni di dollari con investimenti in Alchemy, Blocktopia (gioco ambientato nella blockchain) e Synthesis, la startup delle tecnologie educative di Elon Musk. In cantiere ha un altro fondo, vicino ai 50 milioni di dollari, e un’impresa di scommesse sportive su cui mantiene un religioso silenzio. Poiché ha un grave disturbo da deficit di attenzione/iperattività, Paul dice: “Fare un sacco di cose è meglio per me”.

Jake Paul prevede di combattere due volte l’anno e punta a tornare sul ring il 13 agosto, ma il suo avversario è ancora da annunciare. Sarà un banco di prova sia per le sue capacità nel combattimento, sia per quelle nella promozione. L’incontro di Paul a dicembre ha deluso a livello commerciale: risulta avere attirato solo 65mila spettatori in pay-per-view, dopo che Woodley ha sostituito all’ultimo momento l’avversario previsto all’inizio. Continuare a camminare verso l’obiettivo di diventare “campione del mondo, solo per ridere in faccia a tutti” significa continuare ad alzare la posta.

“Se non vinco gli incontri e tutto quanto, questa roba non conta”, dice Paul. “Quindi questo viene prima di tutto.”

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it Iscriviti