Il prezzo del cambiamento climatico: 120 miliardi di dollari da disastri ambientali nei primi sei mesi del 2023

alluvione Emilia Romagna
Due operatori della Croce Rossa durante i soccorsi dopo l’alluvione in Emilia-Romagna (Foto Antonio Masiello/Getty Images)
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Alluvioni, incendi, ondate di calore. Sono solo alcuni dei disastri naturali che ogni anno colpiscono con un’intensità sempre maggiore. Durante l’estate, gli Stati Uniti e la Cina nord-occidentale sono stati investiti da masse d’aria roventi. Le condizioni secche e i forti venti hanno aggravato gli incendi in molte isole greche, mentre la Nuova Zelanda è stata colpita in rapida successione nel primo trimestre da gravi inondazioni a Auckland e dai resti del ciclone Gabrielle.

Arriva un momento in cui il cambiamento climatico presenta il conto: 120 miliardi di dollari (109,5 miliardi di euro) di danni dovuti ai disastri naturali nei primi sei mesi dell’anno, con un +46% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Sono i numeri che emergono da un report di Swiss Re, società di riassicurazioni, che evidenzia come il cambiamento climatico abbia incrementato i conti dei disastri negli ultimi anni.

Dall’urbanizzazione al maggiore valore dei beni assicurati

Secondo l’indagine, il conto delle calamità nel mondo cresce con una media costante tra il 5% e il 7% ogni anno, mentre nel primo semestre del 2023 i disastri ambientali sono costati il 46% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.

“Gli effetti del cambiamento climatico si manifestano in eventi meteorologici sempre più estremi e ne vediamo le conseguenze nelle ondate di calore o nei periodi di siccità, come nelle forti piogge e nelle inondazioni”, ha dichiarato Jérôme Jean Haegeli, group chief economist Swiss Re.

Va precisato che la crescita dei danni non è dovuta solo al riscaldamento climatico, ma anche all’urbanizzazione e al maggiore valore dei bene assicurati. “Pesano la modifica dei territori delle aree costiere e fluviali e l’urbanizzazione verso territori prima naturali, che formano una combinazione difficilmente reversibile, contro la quale è necessario avere prodotti assicurativi economici. Dobbiamo investire di più per adattarci al clima e dobbiamo farlo ora”, ha continuato Haegeli.

10 miliardi di dollari di danni per l’alluvione in Emilia-Romagna

Il conto di Swiss Re include le tempeste negli Stati Uniti, i terremoti in Siria e Turchia e l’alluvione in Emilia-Romagna. E proprio in questa regione si è verificato l’evento meteorologico che è costato di più nel nostro paese dal 1970 a oggi: 10 miliardi di dollari (9,1 miliardi di euro) di danni, di cui solo il 6% era assicurato.

Con il 94% delle perdite non assicurate in Italia, diventa importante il ruolo dell’assicurazione. “Il gap andrebbe colmato per aiutare famiglie e imprese a rafforzare la propria resilienza contro le catastrofi naturali”, si legge nel report. In particolare, Swiss Re individua nelle forti tempeste il 70% delle perdite assicurate a livello globale, pari a 35 miliardi di dollari. Una cifra quasi doppia rispetto ai 18,4 miliardi di dollari di media degli ultimi dieci anni.

“I forti temporali causano le maggiori perdite e questi eventi, che noi definiamo ‘secondari’, sono uno dei principali driver dell’aumento dei danni”, ha concluso Martin Bertogg, head of catastrophe perils di Swiss Re.

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