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Nel 2023 la ricchezza dei milionari di tutto il mondo ha superato gli 86.000 miliardi di dollari

Nel 2023 la ricchezza dei milionari di tutto il mondo ha raggiunto un nuovo record: 86.800 miliardi di dollari, grazie a una crescita annuale del 4,7% fatta registrare “per il miglioramento delle prospettive economiche globali”. È questo uno dei dati più importanti evidenziati dal Capgemini Research Institute nel World Wealth Report 2024, che copre 71 paesi (Italia inclusa), che rappresentano oltre il 98% del reddito nazionale lordo a livello globale e il 99% della capitalizzazione dei mercati azionari mondiali.

Oltre alla ricchezza, anche la popolazione dei High Net Worth Individual (individui con un patrimonio investibile pari o superiore a 1 milione di dollari Usa) è aumentata del 5,1%, raggiungendo i 22,8 milioni di  persone a livello globale, e sta continuando a crescere nonostante l’imprevedibilità del mercato.

La ricchezza dei milionari cresce soprattutto nel Nord America

Nel 2023 è il Nord America ad aver registrato il più alto recupero degli HNWI a livello mondiale, con una crescita annua del 7,2% per la ricchezza e del 7,1% per la popolazione. Secondo il report, la solida tenuta economica, l’allentamento delle pressioni inflazionistiche e il formidabile recupero del mercato azionario statunitense hanno dato impulso alla ripresa. Questo trend si conferma nella maggior parte dei mercati, sia in relazione al patrimonio che alla popolazione, ma in misura minore: 

  • nelle regioni Asia-Pacifico (4,2% e 4,8%) ed Europa (3,9% e 4,0%) hanno registrato una crescita più modesta in termini di ricchezza e popolazione. 
  • L’America Latina e il Medio Oriente hanno registrato una crescita limitata dei milionari, con un aumento della ricchezza rispettivamente del 2,3% e del 2,9% e della popolazione rispettivamente del 2,7% e del  2,1%. 
  • L’Africa, invece, è stata l’unica regione in cui la ricchezza degli HNWI (-1,0%) e la popolazione (-0,1%)  sono diminuite per effetto del calo dei prezzi delle materie prime e della riduzione degli investimenti  esteri. 

Cambia l’asset allocation

Come evidenziato da Capgemini, la crescita degli HNWI sta portando a un cambiamento in ottica di asset allocation: si sta infatti passando dalla preservazione della ricchezza a una logica di incremento della stessa. I dati dei primi mesi del 2024 evidenziano una normalizzazione delle disponibilità liquide pari al 25% del totale del portafoglio, in netto contrasto con i massimi pluridecennali del 34% registrati nel gennaio 2023. Il report indica che due milionari su tre pianificano di investire maggiormente nel private equity nel 2024, in modo da sfruttare le possibilità di sviluppo future. 

Gli effetti del trasferimento di ricchezza

Secondo le previsioni, nei prossimi vent’anni le generazioni che invecchiano trasferiranno oltre 80.000 miliardi di dollari. E questo determinerà un aumento della domanda di servizi a valore aggiunto di tipo finanziario (gestione degli investimenti e pianificazione fiscale) e non finanziario (filantropia, servizi di concierge, investimenti per passione3 e opportunità di networking), rappresentando un’opportunità remunerativa per le  società di wealth management.

In questa direzione, il report rivela che il 78% degli Ultra High Net Worth Individual (coloro che hanno un patrimonio di almeno 30 milioni di dollari) considera essenziali i servizi a valore aggiunto e che oltre il 77% conta sulla propria società di wealth management per essere supportato nelle proprie esigenze di trasferimento di ricchezza intergenerazionale. Peraltro, è importante evidenziare gli UHNWI detengono oltre il 34% della ricchezza totale degli HNWI e rappresentano poco più dell’1% della popolazione HNWI totale.

“I clienti chiedono di più ai loro wealth manager e la posta in gioco non è mai stata così alta. In questo momento di grandi trasferimenti di ricchezza e di crescita degli HNWI, le aziende possono adottare misure concrete per  coinvolgere e fidelizzare i clienti attraverso un’esperienza personalizzata e multicanale”, ha dichiarato Dario Patrizi, financial services director di Capgemini in Italia, che aggiunge: “Sebbene il sistema tradizionale di profilazione dei clienti sia ormai onnipresente, sarebbe opportuno prendere in considerazione l’applicazione di strumenti di finanza comportamentale basati sull’intelligenza artificiale e sull’utilizzo di dati psicografici. Tali strumenti  possono offrire un vantaggio competitivo grazie alla comprensione del processo decisionale dei singoli individui, che consente di ottenere un maggior grado di conoscenza del cliente”. 

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La maggioranza dei milionari desidera una guida per gestire i propri bias 

Oltre il 65% degli milionari rivela che i bias influenzano le proprie decisioni di investimento, soprattutto in occasione di avvenimenti importanti della vita come matrimonio, divorzio e pensionamento. Di conseguenza, il 79% vorrebbe che i relationship managerli aiutassero a gestire questi bias inconsapevoli. Integrando la finanza comportamentale con l’intelligenza artificiale, le società di wealth management possono analizzare il modo in cui i clienti reagiscono alle fluttuazioni del mercato e prendere decisioni basate sui dati che sono meno  suscettibili ai bias di tipo emotivo o cognitivo. Il report sottolinea che i sistemi basati sull’intelligenza artificiale sono in grado di analizzare i dati e rilevare modelli difficilmente riconoscibili dagli esseri umani, il che consentirebbe ai gestori patrimoniali di adottare misure proattive nella consulenza ai clienti. 

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