Cooper Hefner ha avanzato una proposta non vincolante per acquisire tutti gli asset del marchio Playboy al consiglio di amministrazione di PLBY, guidato dal presidente Suhail Rizvi. L’offerta prevede che Hefner crei una nuova entità per acquistare gli asset del marchio Playboy da PLBY, con un pagamento in contanti di 100 milioni di dollari e una partecipazione azionaria del 10% nella nuova entità.
La famiglia Hefner non detiene azioni di Playboy dal 2018. A meno di un anno dalla morte di Hugh, infatti, il suo 33% è stato venduto per un valore di 35 milioni di dollari, a Icon Acquisition Holdings LP. Denaro che è stato diviso tra la vedova di Hefner e i suoi quattro figli. Negli anni le azioni di PLBY hanno registrato una flessione di circa il 99% rispetto al picco di 57,70 dollari per azione nel maggio 2021, quando furono coinvolte nella crescita dei titoli meme, dopo il ritorno in borsa tramite fusione con una società di acquisizione a scopo speciale. PLBY, che ha riportato un calo dei ricavi, ha annunciato ad agosto che rilancerà la rivista Playboy in un’edizione annuale a partire da febbraio 2025.
La reazione del titolo
Dopo la pubblicazione dell’indiscrezione il titolo di Playboy a Wall Street ha chiuso in rialzo del 15,32% a 0,84 dollari, dopo aver toccato anche gli 1,02 dollari (a +57%). Attualmente l’azienda ha una capitalizzazione di 62,5 milioni di dollari.
La storia di Cooper Hefner
Nel 2018, Cooper Hefner è stato inserito tra i 30 Under 30 di Forbes nella categoria Media. Dopo essere stato allontanato da Playboy per disaccordi con l’allora Scott Flanders, Cooper è tornato come chief creative officer nel 2016 e nel 2017 ha reintrodotto la nudità nel periodico, ha limitato le collaborazioni del marchio a poche ma più redditizie partnership, e ridotto le spese. Dopo aver lasciato Playboy nel 2019, Hefner ha deciso di arruolarsi nell’Aeronautica degli Stati Uniti. Come si legge nella pagina Wikipedia a lui dedicata, Hefner è stato impiegato in una base militare nel New Jersey, la Joint Base McGuire–Dix–Lakehurst, per l’Operazione Allies Welcome, che ha supportato il reinsediamento di circa 130.000 rifugiati evacuati dall’Afghanistan dopo il ritiro delle truppe statunitensi nel 2021.