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26 gennaio 2026

Carburanti del futuro: come Dks Fuels Solution sta ridisegnando la transizione energetica europea

Massimo Romagnoli racconta l’evoluzione della filiera dei carburanti, il ruolo strategico dell’HVO e la sfida della sostenibilità
Carburanti del futuro: come Dks Fuels Solution sta ridisegnando la transizione energetica europea

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Articolo tratto dal numero di gennaio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

In un’Europa che corre verso la decarbonizzazione e cerca nuovi equilibri energetici, le aziende capaci di innovare nella logistica e nei carburanti alternativi stanno ridefinendo le regole del gioco. Tra queste c’è Dks Fuels Solution, guidata dal 2024 da Massimo Romagnoli, manager italiano con oltre 30 anni di esperienza internazionale. In questa intervista Romagnoli racconta come si sta trasformando la filiera europea dei carburanti e perché l’hvo e i bio-prodotti potrebbero cambiare la mobilità nei prossimi anni.

Dks sta accelerando sulla transizione verso carburanti rinnovabili. Quali sono le principali opportunità e resistenze nella diffusione di questi prodotti in Europa?

L’Europa è entrata in una fase matura della transizione energetica: la domanda di carburanti rinnovabili non è più teorica, ma reale e crescente. L’hvo, un biocarburante avanzato ricavato da oli vegetali o scarti, rappresenta una grande opportunità, perché è un carburante ‘full drop-in’: in sostanza, è utilizzabile al 100% in sostituzione del diesel tradizionale, senza modifiche ai motori o alle infrastrutture. Il Fame, un altro tipo di biocarburante, non può invece essere usato nella sua forma pura: può essere impiegato solo in miscela, come avviene per il B7, la miscela standard europea che contiene il 7% di Fame. Le proporzioni sono stabilite per legge dai produttori di veicoli, perché il Fame puro potrebbe creare problemi ai motori. Nonostante queste differenze tecniche, entrambi i prodotti permettono una riduzione significativa delle emissioni lungo l’intero ciclo e rispondono alla crescente pressione normativa nel settore dei trasporti.

Quali sono le priorità per il triennio 2025–2027 per l’azienda?

Vogliamo crescere in modo sostenibile, consolidando la nostra presenza sul mercato tedesco secondo tre direttrici. Innanzitutto, stiamo rafforzando la nostra rete logistica e di stoccaggio per garantire continuità e affidabilità nelle forniture. Collaboriamo con partner internazionali e operatori riconosciuti per offrire un servizio stabile e puntuale. Inoltre puntiamo alla piena conformità normativa e a ottenere le autorizzazioni per ampliare gradualmente i nostri servizi. L’obiettivo non è correre, ma costruire basi solide per operare a lungo termine. Infine, stiamo sviluppando soluzioni innovative come il programma GreenFuel+, che permette ai clienti di conoscere con precisione la carbon footprint del loro consumo energetico e, se desiderano, di compensarla. In sintesi, vogliamo integrarci in modo serio, trasparente e responsabile, portando valore aggiunto a tutta la filiera dell’energia in Germania.

Il suo percorso personale: energia, agricoltura, difesa e tutela dell’ambiente. Come è arrivato a guidare Dks?

Nella mia vita professionale mi sono sempre occupato di tre settori: energia, agricoltura e difesa. Sono ambiti che richiedono visione, responsabilità e capacità di leggere i cambiamenti globali. Anche il mio percorso politico ha contribuito: ho sempre difeso l’ambiente, l’energia pulita e la sostenibilità. Ad esempio, da presidente dell’Eim (Ente italiano della montagna), ho seguito progetti di riforestazione, tutela delle aree alpine e appenniniche e sviluppo delle energie rinnovabili nei territori più fragili. Lavorare con la montagna ti insegna una cosa: la sostenibilità non è uno slogan, è un dovere. Queste esperienze mi hanno portato naturalmente al settore energetico, dove oggi, con Dks, posso unire logistica, innovazione e responsabilità.

Come vede l’evoluzione del mercato dei carburanti nei prossimi anni?

Il diesel fossile continuerà ad avere un ruolo, ma sarà affiancato sempre più da soluzioni a basse emissioni, come l’hvo e il Fame evoluto. In parallelo crescerà un’altra esigenza: la tracciabilità e la misurazione precisa della carbon footprint dei carburanti. Non parliamo di un nuovo tipo di prodotto, ma di un servizio ormai richiesto da flotte, logistica e grandi aziende: il carburante viene usato normalmente, ma la sua carbon footprint viene calcolata, certificata e, se richiesto, compensata attraverso strumenti riconosciuti a livello europeo. È in questa direzione che Dks sta investendo con GreenFuel+, un servizio che fornisce ai clienti dati chiari, trasparenti e verificabili sulle loro emissioni. Chi non offrirà soluzioni a basse emissioni e strumenti di sostenibilità rischia di restare fuori dal mercato molto presto, soprattutto in Germania.

Qual è il ruolo di Dks in questo nuovo scenario energetico?

Il ruolo è duplice: garantire oggi energia affidabile, e al tempo stesso costruire un percorso chiaro verso la transizione. Accanto alla distribuzione di carburanti, stiamo sviluppando progetti nel settore della sostenibilità. Attraverso partnership e investimenti internazionali partecipiamo a grandi coltivazioni di bambù in Etiopia e Serbia, che generano carbon credit certificati e sono gestiti secondo standard internazionali. Questi progetti hanno un duplice valore: promuovono la riforestazione e la rigenerazione dei territori e offrono ai clienti strumenti per compensare le loro emissioni attraverso il programma GreenFuel+.

Qual è la sua visione personale per il futuro dell’energia?

Il futuro sarà ibrido: un mix intelligente di responsabilità ambientale, innovazione, biocarburanti avanzati e logistica. Dks vuole essere parte attiva di questa trasformazione. Non è solo business: è un modo per contribuire a un’Europa più moderna, più efficiente e più sostenibile.

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

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