Heineken si prepara a una fase di ristrutturazione: il colosso olandese della birra ha annunciato il taglio fino a 6mila posti di lavoro a livello globale, mentre rivede al ribasso le aspettative di crescita degli utili per il 2026.
Una decisione che riflette le difficoltà dell’intero settore, alle prese con consumi in calo, pressioni sui prezzi e una domanda sempre più debole nei principali mercati, dall’Europa agli Stati Uniti.
Perché Heineken taglierà fino a 6mila posti di lavoro
Nel dettaglio, il gruppo ha spiegato che la spinta alla produttività porterà a risparmi significativi e a una riduzione dell’organico globale compresa tra 5mila e 6mila posizioni nei prossimi due anni, pari a circa il 7% degli 87mila dipendenti complessivi. L’obiettivo è semplificare la struttura organizzativa, rendere più efficienti i processi e liberare risorse da destinare alle aree considerate strategiche.
“Lo facciamo davvero per rafforzare le nostre operazioni e per poter investire nella crescita”, ha dichiarato il direttore finanziario Harold van den Broek durante la conferenza stampa sui risultati annuali. I tagli si concentreranno in parte in Europa e nei mercati ritenuti non prioritari, con minori prospettive di sviluppo, ma riguarderanno anche la rete di distribuzione, la sede centrale e le unità commerciali regionali, nell’ambito di iniziative di efficienza già annunciate. Il management ha sottolineato che il piano sarà attuato gradualmente e in linea con le normative locali.
Le previsioni per il 2026
Sul fronte finanziario, per il 2026 Heineken prevede una crescita più contenuta degli utili, stimata tra il 2% e il 6%, in rallentamento rispetto all’incremento atteso tra il 4% e l’8% nel 2025. Nonostante il quadro prudente, il gruppo ha chiuso l’ultimo esercizio con un utile operativo organico annuo superiore alle attese: nel 2025 la crescita si è attestata al 4,4%, leggermente sopra le stime degli analisti ferme al 4%, segnale di una resilienza operativa in un contesto ancora complesso.








