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9 marzo 2026

Questa startup usa l’intelligenza artificiale per aiutare le aziende a gestire i rischi negli appalti

La piattaforma analizza i documenti dei fornitori con IA e consulenza specialistica per prevenire irregolarità e ridurre i rischi
Questa startup usa l’intelligenza artificiale per aiutare le aziende a gestire i rischi negli appalti

Mattia Gibin

Forbes.it
Scritto da:
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Contenuto tratto dal numero di febbraio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Nel sistema degli appalti italiani, il confine tra regolarità e rischio è spesso sottile. Basta un documento mancante, un cedolino non correttamente elaborato o una verifica fatta in ritardo perché un’azienda si trovi esposta a sanzioni, contenziosi e danni reputazionali difficili da quantificare. È in questo spazio grigio, dove la complessità normativa incontra la mole crescente di dati da controllare, che si inserisce Miraia, startup tecnologica che punta a ridisegnare il modo in cui le imprese governano il rapporto tra committente e fornitore.

L’origine del progetto

Miraia è operativa dall’inizio di dicembre, ma il suo sviluppo è pensato su una traiettoria di medio periodo, con il 2026 indicato come l’anno della piena accelerazione. “L’idea è nata da un’esigenza molto concreta”, racconta il fondatore, Mattia Gibin. “Negli ultimi anni c’è sempre più attenzione da parte degli organi competenti sul corretto funzionamento del rapporto tra cliente e fornitore. Il rischio contributivo, retributivo e reputazionale è diventato centrale e non tutte le aziende riescono a gestirlo in autonomia”. Alla base del progetto c’è anche un’esperienza personale. “Mio padre è un imprenditore: conosciamo bene il rapporto con i fornitori, così come le difficoltà operative che comporta”, aggiunge Gibin.

La complessità dei controlli documentali

La sfida è innanzitutto quantitativa. Ogni appaltatore è tenuto a produrre un volume significativo di documenti di natura retributiva, contributiva, assicurativa e legale, che devono essere verificati in modo puntuale e continuo. Un’attività che, se svolta manualmente, richiede tempo, competenze specialistiche e risorse dedicate. “Molte aziende non riescono a ricevere, raccogliere e controllare tutta questa documentazione nei tempi richiesti. Da qui nasce la nostra piattaforma”.

Il cuore di Miraia è un sistema che combina intelligenza artificiale e supporto umano per garantire affidabilità nell’analisi dei dati, conformità operativa e rapidità di esecuzione. Attraverso una dashboard proprietaria, la piattaforma confronta i documenti caricati dal fornitore con quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di riferimento. Il risultato è una mappatura immediata dello stato di conformità: luce verde se il documento è corretto, luce rossa in caso di assenza o anomalie, luce gialla quando il file è in fase di analisi e verifica. “L’IA ci permette di leggere e incrociare grandi volumi di dati in tempi compatibili con le esigenze delle imprese”, sottolinea Gibin.

Analisi dei rischi e sviluppo futuro

Ma la tecnologia, da sola, non basta. Accanto all’automazione opera il team di professionisti di Miraia, che analizza i risultati, individua le criticità e restituisce alle aziende clienti report dettagliati. “Forniamo sia un feedback qualitativo, che evidenzia i problemi riscontrati, sia una valutazione economica dei rischi a cui l’azienda può andare incontro”, precisa Gibin. Un passaggio chiave, perché consente alle imprese di comprendere non solo dove si annida il problema, ma anche quale potrebbe essere il suo impatto finanziario.

Le anomalie più frequenti riguardano inadempienze retributive, assicurative e contributive da parte degli appaltatori, oltre a ritardi nelle scadenze e documentazione incompleta. In alcuni casi, il controllo di un singolo documento può avvenire anche a distanza di mesi dall’emissione. “Pensiamo ai cedolini: possono essere centinaia e richiedono verifiche tecniche molto puntuali”, osserva ancora Gibin. “Il nostro obiettivo è intercettare le irregolarità prima che si trasformino in sanzioni o contenziosi, generando un elaborato dove analizziamo il tipo di rischio, lo quantifichiamo e lo mettiamo a disposizione della committenza”.

Crescita e tecnologia: la strategia di sviluppo di Miraia

La visione di Miraia è quella di diventare un punto di riferimento nella consulenza hr applicata agli appalti. “Vogliamo essere un pilastro nel controllo dei fornitori, affiancando le aziende in modo trasparente e tempestivo”, dice Gibin. L’ambizione è gestire tutti i contratti collettivi nazionali previsti in Italia, estendere l’attività al supporto nell’elaborazione degli accordi di secondo livello e alla stesura di documenti della sicurezza, posizionandosi come interlocutore credibile per le imprese che operano in settori ad alta complessità normativa.

Il 2026 sarà l’anno decisivo anche sul fronte dello sviluppo tecnologico. Miraia sta lavorando a uno sviluppo della piattaforma che renderà i processi ancora più automatici e valuta l’introduzione di un assistente virtuale capace di guidare gli utenti nella gestione quotidiana delle verifiche. “Tutto il software è sviluppato internamente”, sottolinea Gibin. “Abbiamo scelto di investire su programmatori e sviluppatori in house, coordinati da un ingegnere responsabile di ricerca e sviluppo, per mantenere il pieno controllo sullo sviluppo del prodotto”.

Oggi il team ha una quindicina di persone, ma gran parte della forza lavoro entrerà a regime nel corso del prossimo anno, con l’ingresso di nuove figure tecniche, consulenti e professionisti dedicati allo sviluppo commerciale e alla compliance. La sfida, dice Gibin, è anche culturale: “Vogliamo far capire alle aziende che il controllo non è un costo, ma uno strumento di tutela e di crescita”. In un contesto in cui la trasparenza è diventata un asset strategico, Miraia punta a trasformare un obbligo normativo in un vantaggio competitivo.

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