L’operazione sostiene l’industrializzazione della tecnologia e l’ingresso sul mercato previsto all’inizio del 2027
La startup italiana Capsule Corporation, attiva nello sviluppo di sistemi di propulsione a base d’acqua per piccoli satelliti, ha chiuso un round seed da 800mila euro. L’operazione sostiene l’industrializzazione della tecnologia e l’ingresso sul mercato previsto all’inizio del 2027.
Al round hanno partecipato Cdp Venture Capital Sgr tramite Takeoff Accelerator, kopa ventures, Moonstone Venture Capital e un gruppo di business angel.
Il contesto
Oggi sono attivi oltre 9mila satelliti, con stime che superano i 60mila entro il 2030. L’aumento del traffico accresce il rischio di collisioni e la produzione di detriti, con possibili effetti a cascata e impatti economici rilevanti. In questo scenario, i sistemi di propulsione restano componenti essenziali, ma comportano ancora costi elevati e tempi lunghi di integrazione e logistica.
Tra i progetti principali dell’azienda c’è WaterCube, sistema di propulsione a base d’acqua per CubeSat e Smallsat. Capsule punta a completarne la qualifica e a realizzare una missione dimostrativa in orbita entro il quarto trimestre del 2026, a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, come passaggio verso la commercializzazione.
Parallelamente, è in corso lo sviluppo di WaterCube+, la versione ad alte prestazioni del sistema, con l’obiettivo di raggiungere il Trl 5 entro il primo trimestre del 2027. Parte dei fondi del round sarà inoltre destinata alla costruzione di una catena produttiva scalabile basata su processi di assemblaggio standardizzati, per rispondere alla crescente domanda globale di sistemi di propulsione pronti all’uso per piccoli satelliti.
L’obiettivo
“Questo investimento rappresenta una tappa fondamentale per Capsule”, ha dichiarato Francesco Marino, ceo e co-fondatore dell’azienda. “Ci consente di accelerare l’industrializzazione dei nostri sistemi di propulsione e portare sul mercato una soluzione semplice, sostenibile e scalabile per la mobilità in orbita. Crediamo che l’uso dell’acqua possa definire un nuovo standard per la propulsione dei piccoli satelliti, rendendo le operazioni a terra e nello spazio più accessibili, efficienti e soprattutto più rapide”.
“Il supporto ricevuto dai nostri investitori ci dà grande motivazione. Siamo sempre più convinti che la propulsione a base d’acqua diventerà una delle soluzioni principali per la mobilità spaziale e il dispiegamento rapido delle missioni future”, ha dichiarato Ivan Nizzola, coo e co-fondatore.