Ahmet Bolat: “Abbiamo raggiunto 24,1 miliardi di dollari di fatturato, con un’espansione sostenuta soprattutto dalla domanda passeggeri"
Turkish Airlines chiude il 2025 con risultati in crescita in un contesto ancora complesso per il settore del trasporto aereo. La compagnia ha aumentato la flotta del 5% su base annua, raggiungendo 516 aeromobili, e ha trasportato 92,6 milioni di passeggeri, oltre a 2,2 milioni di tonnellate di merci.
I ricavi totali si sono attestati a 24,1 miliardi di dollari (+6,3%), sostenuti in particolare dal traffico passeggeri, che ha registrato un incremento del 7,4%. Più articolato il contributo del cargo: il calo dei rendimenti unitari, legato al rallentamento del commercio globale, è stato compensato da una crescita dei volumi trasportati (+16,6%), per ricavi pari a 3,4 miliardi di dollari.
“Il 2025 si è chiuso con una crescita costante dei ricavi e una solida performance operativa, mentre la redditività si è normalizzata rispetto ai livelli eccezionali del 2024”, ha commentato il presidente del board ed executive committee, prof. Ahmet Bolat. “Abbiamo raggiunto 24,1 miliardi di dollari di fatturato, con un’espansione sostenuta soprattutto dalla domanda passeggeri e dalla crescita della capacità”.
Nel corso dell’anno, Turkish Airlines ha aumentato la capacità del 7,5%, raggiungendo circa 273 miliardi di posti-chilometro disponibili. Il traffico passeggeri è cresciuto dell’8,8%, con un coefficiente di riempimento salito all’83,2%.
“Abbiamo pianificato l’espansione in modo mirato, concentrandoci sui mercati con domanda più dinamica, in particolare sulle rotte internazionali”, ha spiegato Bolat. “Nonostante l’aumento dell’offerta, siamo riusciti a migliorare il load factor, segno che la capacità aggiuntiva è stata assorbita in modo efficiente”.
Sul fronte della redditività, l’utile delle attività principali si è attestato a 2,2 miliardi di dollari, mentre l’utile netto ha raggiunto 2,9 miliardi, in calo di circa il 15% rispetto al 2024. “Il contesto operativo è rimasto sfidante, con pressioni sui costi legate a personale, tariffe aeroportuali e altri fattori. Nonostante questo, abbiamo confermato la solidità del nostro modello e la capacità di generare risultati consistenti”.
L’Ebitdar ha raggiunto i 5,7 miliardi di dollari, con un margine del 23,7%, superiore al valore mediano degli obiettivi di lungo periodo. Nel solo quarto trimestre, i ricavi sono cresciuti del 12% a 6,3 miliardi, mentre l’utile operativo è salito del 23% a 534 milioni. Secondo il management, la crescita è stata sostenuta da tre fattori principali: espansione del network, aumento della capacità e partnership strategiche. “L’espansione del network resta uno dei nostri principali driver. Ogni nuova destinazione è pensata per rafforzare la connettività complessiva e generare traffico di connessione attraverso Istanbul”.
Un ruolo chiave è stato giocato anche dalla scala operativa. “Nel nostro settore, ampliare capacità e network mantenendo elevati coefficienti di riempimento consente di distribuire i costi su una base più ampia e aumentare i ricavi complessivi. Nel 2025 abbiamo seguito un approccio disciplinato: crescita sì, ma mirata”.
Anche il cargo ha contribuito alla performance. “Abbiamo registrato una crescita dei volumi dell’8,4% e livelli record di cargo load factor. In un contesto globale più debole, questo dimostra la resilienza del segmento”.
Sul fronte patrimoniale, gli attivi consolidati hanno raggiunto i 46,6 miliardi di dollari, mentre il numero complessivo dei dipendenti ha superato le 101 mila unità. Gli investimenti nel 2025 sono stati pari a 6 miliardi di dollari, portando il totale degli ultimi cinque anni a circa 20 miliardi.
Le indicazioni per il 2026 restano positive. “I risultati dei primi mesi confermano un andamento solido. Prevediamo un margine Ebitdar compreso tra il 22% e il 24% e continueremo a crescere ampliando il network e rafforzando le partnership”.
Tra le nuove destinazioni previste figurano Timișoara, Monrovia, Bissau, Urumqi e Chengdu, a conferma di una strategia di sviluppo focalizzata su Europa, Africa e Asia.