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20 marzo 2026

Qatar sotto attacco: perdite energetiche per 20 miliardi e allarme su una possibile “guerra folle”

Colpita la capacità di Gnl, Doha denuncia gravi perdite mentre cresce il rischio di escalation regionale dopo gli attacchi iraniani
Qatar sotto attacco: perdite energetiche per 20 miliardi e allarme su una possibile “guerra folle”

Qatar Energy’s operating facilities on March 3, 2026 in Ras Laffan Industrial City, Qatar. Qatar Energy announced a complete halt to liquefied natural gas (LNG) production at its Ras Laffan and Mesaieed facilities on March 2, 2026, after Iranian attacks targeted energy facilities. (Photo by Getty Images)

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Il Qatar avrebbe perso circa 20 miliardi di dollari di entrate annuali dopo che attacchi iraniani hanno compromesso la capacità di esportazione di gas naturale liquefatto del Paese. Intanto il miliardario ed ex primo ministro qatariota Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani ha avvertito che gli attacchi dell’Iran servono soltanto gli interessi di Israele e rischiano di trascinare l’intera regione in una “guerra folle”.

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Fatti principali

  • Saad al-Kaabi, amministratore delegato di QatarEnergy, ha dichiarato giovedì a Reuters che circa il 17% della capacità di esportazione di Gnl del Qatar è stato messo fuori uso dagli attacchi iraniani, causando una perdita stimata di 20 miliardi di dollari all’anno.
  • Le riparazioni agli impianti del Qatar — che forniscono risorse a ExxonMobil, Shell e ad altre società energetiche globali — ridurranno la produzione di circa 12,8 milioni di tonnellate annue di Gnl per un periodo fino a cinque anni, ha affermato al-Kaabi.
  • Poche ore dopo che l’Iran ha colpito mercoledì i siti di gas naturale qatarioti in risposta all’attacco israeliano al giacimento di South Pars, condiviso con il Qatar, Al Thani ha scritto su X: “Non siamo mai stati vostri nemici, ma ciò che state facendo oggi è un atto respinto e ingiustificato”.
  • Al Thani ha aggiunto che l’attacco iraniano ai siti del Qatar “serve” e “realizza” gli obiettivi di Israele e minaccia di spingere la “regione verso l’abisso di una guerra folle”.

Approfondimento

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha rilasciato giovedì una dichiarazione congiunta con i suoi omologhi di Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone, invitando l’Iran a cessare gli attacchi ai siti energetici e nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 20% delle forniture mondiali di petrolio. I leader hanno affermato che l’interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico “costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”.

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Valutazione Forbes

Al Thani ha un patrimonio netto stimato di 4,5 miliardi di dollari (dato aggiornato a giovedì), che lo colloca al 912º posto tra le persone più ricche al mondo. È stato primo ministro del Qatar dal 2007 al 2013 e ministro degli Esteri dal 1992 al 2013. Possiede circa il 4,5% di Deutsche Bank tramite Paramount Services Holdings, la sua maggiore partecipazione quotata.

Contesto

Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi il mese scorso, l’Iran ha reagito colpendo alleati statunitensi in Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi. Questi attacchi hanno preso di mira infrastrutture energetiche cruciali, suscitando timori di una perturbazione del mercato energetico globale.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato mercoledì sera che gli Stati Uniti non erano a conoscenza dei piani israeliani di colpire il giacimento di gas South Pars e ha affermato che non ci sarebbero stati ulteriori attacchi. Trump ha inoltre avvertito l’Iran che, qualora il Paese continuasse ad attaccare le strutture di gas naturale del Qatar, definite “del tutto innocenti”, gli Stati Uniti “distruggerebbero massicciamente” l’intero giacimento di South Pars con una forza e una potenza “che l’Iran non ha mai visto né sperimentato prima”.