
di Alice Iadecola
Quando si parla di Nude Project, non si parla solo di abbigliamento, ma di un caso studio su come la coerenza generazionale possa trasformare un piccolo esperimento in un impero culturale. Fondato a Barcellona nel 2019 con un investimento iniziale di soli 600 euro per produrre 15 t-shirt, il brand ha saputo colmare un vuoto nel mercato: la mancanza di una voce autentica per i giovani europei. Oggi, il co-fondatore Bruno Casanovas – insieme ad Alex Benllock – , annuncia un nuovo traguardo strategico: l’apertura del secondo store italiano a Roma, in Via Frattina 101.
“Spagna e Italia sono cugini di primo grado, ma gli italiani sono i cugini più cool”, ha commentato Casanovas, sottolineando come la spontaneità e la moda italiana siano da sempre fonte di ispirazione. Per il brand, Roma non è solo una piazza commerciale di prestigio, ma un ritorno a casa in un “museo a cielo aperto” che incarna perfettamente i valori di bellezza e connessione umana che Nude Project vuole promuovere. L’espansione internazionale del marchio punta infatti a un obiettivo ambizioso: mostrare al mondo che la Spagna, proprio come l’Italia, è una fucina di talenti e creatività capace di esportare non solo prodotti, ma un intero stile di vita.
In un’epoca in cui l’e-commerce garantisce velocità e comodità, Casanovas è convinto che il retail fisico debba evolversi o morire: “Il modello di vendita tradizionale è obsoleto,” spiega il co-fondatore. Infatti, lo store di Roma è stato concepito come uno spazio ibrido dove arte e architettura si fondono per creare un’esperienza stratificata. Ispirato al concetto de “La Dolce Vita”, il negozio invita i visitatori a rallentare e riscoprire il valore della socialità.

“Vogliamo creare templi che siano la viva incarnazione del nostro messaggio,” continua Casanovas. “Se parliamo di connetterti con il tuo scopo, voglio che quando entri nel mio negozio tu ne sia ispirato. Per questo, per esempio, abbiamo la storia del brand su una parete e molti artisti che ammiro.”
L’ambiente è un’opera d’arte immersiva: le pareti sono state dipinte a mano in dieci giorni dall’artista Mago Dovjenko, mentre all’ingresso spiccano iconiche ciliegie oversized retro-illuminate. All’interno, ogni dettaglio è pensato per favorire il dialogo: dalle aree relax con tavoli da backgammon fino all’inedita “Wine Experience”. Grazie a un dispenser integrato, i membri della community possono godersi un bicchiere di vino semplicemente scansionando la propria membership, trasformando lo shopping in un momento di ospitalità e convivialità.
l segreto del successo di Nude Project, che ha già generato code storiche in piazze competitive come il Miami Design District, risiede in quello che Casanovas definisce “marketing onesto”. L’anima dell’azienda è la ricerca di uno scopo: “Mi ha sempre scioccato vedere quante persone facciano un lavoro che non amano. Volevo dimostrare che, con costanza e passione, si può costruire qualcosa di vero partendo da zero.” Questa trasparenza si riflette nello storytelling del brand, che documenta ogni passo della propria crescita senza filtri. “Si lavora meglio sorridendo che con la paura. Volevo uno spazio che incarnasse tutto questo”, aggiunge.

Il legame profondo con la propria community è testimoniato anche dalla dimensione umana del progetto. Per l’apertura a Roma, il co-fondatore Alex Benllock ha coinvolto sua nonna Malú, storica soprano di Burgos, nel suo primo “tour internazionale”, trasformando un traguardo aziendale in un’emozione collettiva.
Nude Project si conferma così molto più di un’etichetta di moda: è un movimento che unisce Spagna e Italia sotto l’insegna della creatività, del talento e, soprattutto, della gioia di fare impresa e farla fatta bene. Con dieci negozi fisici già attivi in capitali come Amsterdam, Berlino e Lisbona, la marcia di Nude Project verso la leadership del retail esperienziale sembra appena iniziata.



