Documenti in arrivo alla Sec: possibile raccolta fino a 75 miliardi, con forte interesse anche da parte dei piccoli investitori
La quotazione di SpaceX entra nella fase decisiva. La società aerospaziale fondata da Elon Musk si prepara infatti a presentare i documenti alla Securities and Exchange Commission (Sec), primo passo formale verso quella che potrebbe diventare la più grande Ipo della storia.
Secondo quanto riportato da Reuters, il filing (l’atto formale di deposito dei documenti necessari presso le autorità di vigilanza) potrebbe arrivare “già questa settimana o la prossima”, segnalando un’accelerazione concreta del processo di quotazione. Le indiscrezioni convergono anche sulla valutazione: il debutto potrebbe avvenire su livelli prossimi a 1.700-1.750 miliardi di dollari, una soglia che porterebbe SpaceX direttamente nell’élite globale delle big tech.
La più grande Ipo di sempre
Se le stime saranno confermate, l’operazione supererebbe ogni precedente storico, sia per raccolta sia per capitalizzazione iniziale. Le proiezioni indicano una raccolta potenziale fino a 75 miliardi di dollari, numeri mai raggiunti prima sui mercati azionari. L’Ipo si inserisce in un contesto di forte ripresa del mercato delle quotazioni: Goldman Sachs stima che nel 2026 il valore complessivo delle Ipo negli Stati Uniti possa raggiungere livelli record, trainato proprio da aziende tecnologiche e legate all’intelligenza artificiale come SpaceX.
Uno degli elementi più innovativi dell’operazione riguarda la composizione dell’offerta. Secondo Reuters, Musk starebbe valutando di destinare fino al 30% delle azioni agli investitori retail, una quota significativamente superiore agli standard di mercato. Una scelta che riflette il forte appeal del brand SpaceX anche tra i piccoli investitori: il dibattito sull’Ipo è già molto acceso sui social e sulle piattaforme di trading, con scommesse su ticker e valutazioni ancora prima del deposito ufficiale.
Starlink e il dominio nei lanci
A sostenere una valutazione così elevata sono soprattutto due asset chiave. Da un lato Starlink, la costellazione satellitare per la connettività globale, oggi uno dei principali driver di ricavi. Dall’altro il dominio nel mercato dei lanci spaziali, dove SpaceX è leader mondiale grazie ai razzi riutilizzabili e a una frequenza di missioni senza precedenti. Non a caso, l’Ipo è vista dagli analisti come un passaggio cruciale per finanziare le ambizioni future del gruppo, che spaziano dall’espansione delle infrastrutture satellitari fino allo sviluppo di data center nello spazio e integrazioni con l’intelligenza artificiale.
Restano però alcune incognite. In primo luogo, la trasparenza: come molte società private, SpaceX non ha mai pubblicato bilanci completi, e il prospetto informativo sarà il primo vero banco di prova per gli investitori. In secondo luogo, il tema delle valutazioni. Alcuni operatori segnalano già rischi legati alla corsa agli investimenti pre-Ipo, con mercati secondari opachi e potenziali criticità sulla reale titolarità delle quote.
Al di là dei numeri, la quotazione di SpaceX rappresenta un passaggio simbolico: l’ingresso definitivo della space economy nei mercati pubblici. Se l’operazione andrà in porto alle condizioni attese, non sarà solo la più grande Ipo di sempre, ma anche un test per la capacità dei mercati di assorbire valutazioni estreme in un contesto ancora segnato da volatilità e incertezza macroeconomica.
La valutazione Forbes
Elon Musk, con un patrimonio di 809 miliardi di dollari, è di gran lunga la persona più ricca del pianeta. Da quando ha riconquistato la vetta della classifica annuale dei miliardari di Forbes, strappandola al magnate francese del lusso Bernard Arnault di LVMH lo scorso anno, Musk ha trascorso gli ultimi 12 mesi ad aumentare il suo patrimonio. Ha guadagnato 497 miliardi di dollari – la maggiore ricchezza mai accumulata in un solo anno.
A febbraio, ha superato la soglia degli 800 miliardi di dollari, dopo che SpaceX ha acquisito xAI, in un’operazione che ha portato la valutazione della società combinata a 1.250 miliardi di dollari. La fusione ha valutato xAI 250 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 113 miliardi di dollari dichiarati da Musk quando ha unito la sua startup di intelligenza artificiale con la sua società di social media X (ex Twitter) lo scorso marzo.