L’operazione riunisce due aziende controllate da Musk e punta allo spazio per rafforzare la competizione con OpenAI, Google e Meta
SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk, ha acquisito la startup di intelligenza artificiale xAI fondata dallo stesso miliardario. L’operazione, annunciata lunedì, consolida sotto un’unica struttura due aziende controllate da Musk, mentre xAI punta a costruire un vantaggio competitivo basato sullo spazio rispetto a rivali come OpenAI, Google, Meta e altri.
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Punti chiave
- Musk ha dichiarato che l’acquisizione rappresenta il primo passo verso la realizzazione di data center nello spazio, necessari per l’addestramento e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Secondo Musk, la domanda di elettricità richiesta dall’AI sulla Terra “non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri, nemmeno nel breve periodo, senza imporre costi eccessivi alle comunità e all’ambiente”.
- La fusione porta xAI e la sua controllata, la piattaforma social X, sotto l’ombrello di SpaceX. Musk è già amministratore delegato sia della società aerospaziale sia della startup di intelligenza artificiale.
- Musk ha stimato che entro due o tre anni il modo più conveniente in termini di costi per costruire potenza di calcolo per l’AI sarà nello spazio, sostenendo che l’utilizzo di energia solare quasi costante comporterebbe “costi operativi e di manutenzione molto ridotti”.
- Un recente report di Reuters ha riferito che, nell’ambito dell’operazione, le azioni di xAI potrebbero essere convertite in azioni SpaceX, aggiungendo che alcuni dirigenti di xAI potrebbero avere la possibilità di ricevere liquidità invece di titoli SpaceX.
- Secondo Bloomberg, la valutazione di SpaceX dopo la fusione è di 1.25o miliardi di dollari.
Il patrimonio di Elon Musk
Forbes stima il patrimonio netto di Elon Musk in 768,4 miliardi di dollari, rendendolo la persona più ricca del mondo, con un ampio margine rispetto ai cofondatori di Google Larry Page (281,1 miliardi) e Sergey Brin (259,3 miliardi).
Contesto
La fusione rappresenta l’ennesimo caso in cui un’azienda controllata da Musk incorpora un’altra società guidata dallo stesso imprenditore. Lo scorso marzo, xAI aveva acquisito X con un’operazione interamente in azioni da 33 miliardi di dollari, consentendo alle due aziende di unificare dati, modelli di intelligenza artificiale, hardware e talenti.
Con l’ultima fusione tra SpaceX e xAI, quest’ultima si posiziona come la prima azienda di AI pronta a distribuire data center nello spazio. Un’ipotesi che anche il ceo di OpenAI, Sam Altman, avrebbe esplorato valutando una possibile partnership o acquisizione di una società di lanci spaziali, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.
Il piano di Musk di andare oltre i data center terrestri nasce dalla scarsità di offerta rispetto a una domanda in forte crescita. Secondo Deloitte, la domanda di energia dei data center per l’AI negli Stati Uniti potrebbe aumentare di oltre 30 volte tra il 2024 e il 2035, mentre la maggior parte dei nuovi progetti di capacità energetica richiede tempi di realizzazione più lunghi rispetto alla costruzione dei data center stessi.