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14 aprile 2026

Mobile italiano: crescita, distretti e nuove rotte dell’export

Lo studio di Intesa Sanpaolo analizza il settore tra conferma della leadership europea e principali sfide nei mercati
Mobile italiano: crescita, distretti e nuove rotte dell’export

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Forbes.it
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Il mobile e il design Made in Italy si confermano un settore chiave dell’economia nazionale, al centro dell’analisi “Il mobile e design Made in Italy: sfide e opportunità in un mercato in continua evoluzione”, realizzata da Stefania Trenti, responsabile industry & local economies, e Ilaria Sangalli, responsabile industry research del Research Department di Intesa Sanpaolo.

Lo studio evidenzia un comparto solido e resiliente, che nel 2025 registra una crescita dello 0,5% e supera i 26,7 miliardi di euro di fatturato, rafforzando la propria leadership europea grazie a un export dinamico e alla capacità dei distretti industriali di adattarsi rapidamente alle nuove direttrici dei mercati internazionali, anche in uno scenario segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle incertezze sulle rotte commerciali dello Stretto di Hormuz.

Il settore del mobile

Il mobile italiano si conferma primo in Europa per fatturato, con 26,7 miliardi di euro stimati nel 2025, davanti alla Germania (21,7 miliardi). Il settore registra una lieve crescita (+0,5%), a fronte del calo dei principali competitor, con la sola Spagna in accelerazione (+4,7%) ma su volumi inferiori.

Il saldo commerciale resta ampiamente positivo (8,4 miliardi), pur con un lieve calo delle esportazioni (-1,2%). In crescita i mercati di Germania, Regno Unito e Spagna, così come alcuni sbocchi extra-UE, in particolare Turchia (+43,5%) e Canada (+9%), che entra nella top ten. In calo invece Stati Uniti (-8,2%) e Cina (-4,7%).

I distretti industriali sostengono il settore, generando l’83% dell’avanzo commerciale e mostrando una tenuta migliore dell’export complessivo. Performance positive per Pordenone, Murgia, Alto Adige e Bovolone, mentre Brianza e Treviso restano i principali poli, pur con risultati più deboli ma compensati da nuovi mercati.

Il 2026

Le prospettive 2026 restano moderate e condizionate dal contesto geopolitico e dall’energia. La crescita sarà contenuta, con consumi e investimenti influenzati dall’incertezza e dall’inflazione, mentre il mercato interno dovrebbe mantenere un lieve segno positivo grazie a immobiliare e turismo.

In uno scenario incerto, aumenta l’importanza della diversificazione geografica verso mercati emergenti come India, America Latina e Sud-Est asiatico. Il posizionamento del Made in Italy resta forte nell’alta gamma, con quote fino al 25% nel segmento cucine.

Le principali sfide riguardano la doppia transizione digitale ed energetica, con crescente attenzione ad AI e cybersecurity, insieme a sostenibilità, ricambio generazionale e invecchiamento della forza lavoro.

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