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20 aprile 2026

Unconventional Wine Excellences: il futuro del vino a Verona

Unconventional Wine Excellences, l'evento di Forbes Italia a Verona dedicato al futuro del vino tra istituzioni, territori e innovazione.
Unconventional Wine Excellences: il futuro del vino a Verona

Unconventional Wine Excellences

Giulia Zamponi
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Giulia Zamponi

La suggestiva Loggia del Consiglio in Piazza dei Signori a Verona ha ospitato l’evento di Forbes Italia Unconventional Wine Excellences, dedicato alle nuove abitudini di consumo e alle prospettive emergenti che stanno trasformando il panorama del vino secondo nuovi profili e angolazioni. In questa cornice d’eccezione, cuore pulsante del Vinitaly, giunto alla sua 58esima edizione, esperti e istituzioni si sono riuniti per esplorare le nuove frontiere della cultura vitivinicola e premiare le eccellenze capaci di guardare oltre le convenzioni.

L’evento è stato inaugurato dalla giornalista di Forbes Italia Giulia Zamponi, che ha guidato il pubblico in un percorso dedicato alle trasformazioni del panorama del vino contemporaneo. Ad aprire i saluti istituzionali è stato Nicola Formichella, CEO di Forbes Italia, il quale ha sottolineato l’importanza di celebrare chi lotta quotidianamente per dare lustro al Paese: “Forbes non poteva mancare in un momento in cui si celebrano le eccellenze italiane e il vino è sicuramente uno dei settori più importanti del nostro paese”.

Nella prima tavola rotonda dal titolo “Il ruolo delle regioni come supporto alla promozione del vino nel mondo”, Federico Bricolo, Presidente di Veronafiere, ha ribadito la centralità della fiera come hub mondiale, evidenziando come l’unione del sistema Italia, dai ministri alle associazioni, sia la carta vincente per affrontare le sfide globali del mercato. Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), ha poi illustrato le strategie di internazionalizzazione, spiegando che l’obiettivo è sensibilizzare il consumatore verso il vino come vero e proprio ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

Il ruolo delle Regioni nella promozione del vino

La discussione è proseguita con un focus sulle regioni italiane come pilastri della promozione territoriale. Francesco Agus, Assessore all’Agricoltura per la Regione Sardegna, ha rimarcato l’unione tra “il buono e il bello”, sottolineando come il vino sia oggi il miglior simbolo per rappresentare l’Italia all’estero. Emanuele Imprudente, Assessore all’Agricoltura per la Regione Abruzzo, ha invece evidenziato la necessità di rendere il prodotto più accessibile: “Il vino di qualità deve essere alla portata di tutti”, invitando a una comunicazione più fresca che non crei imbarazzi nel consumatore. Gianluca Gallo, Assessore all’Agricoltura per la Regione Calabria, ha concluso ribadendo che l’unica ambizione salvifica per il sistema paese è quella della qualità, da perseguire attraverso l’innovazione e una narrazione capace di valorizzare la straordinaria biodiversità dei borghi italiani.

Eccellenze Unconventional: i protagonisti del cambiamento

Il cuore della serata ha visto la premiazione di figure che hanno saputo interpretare il valore del vino in modi profondamente innovativi. Monsignor Martino Signoretto, biblista e Rettore del Santuario della Madonna della Corona della Diocesi di Verona, è stato insignito del premio per aver promosso una visione culturale e relazionale del vino, celebrando soprattutto il ruolo storico dei monaci nell’esportazione della vite. Attraverso l’iniziativa “La Cena dei 4 Calici, il vino è diventato occasione di incontro tra istituzioni e mondo produttivo”. L’enologa e biologa Graziana Grassini, definendosi uno “scienziato emozionale”, ha commosso la platea sottolineando come l’enologia debba essere al servizio dell’emozione e dell’identità territoriale, perché ogni calice deve saper far emozionare chi lo beve. L’enologa, allieva del maestro Giacomo Tachis, è stata premiata per il suo approccio fondato su rigore tecnico, sensibilità territoriale e profondo rispetto dell’identità aziendale. 

L’imprenditrice calabrese Fulvia Caligiuri, figura di spicco nel panorama agricolo della Calabria, è stata premiata per il suo coordinamento operativo nello sviluppo di Vinitaly and the City nel parco archeologico di Sibari, dedicando il successo al fondamentale lavoro di squadra che ha permesso di valorizzare il parco archeologico calabrese come palcoscenico per l’agroalimentare. Alessio Meda, General Manager di Rossignol Italia, ha portato il vino nel mondo dello sport, ribadendo che dietro l’eccellenza, sia in pista che in cantina, vi sono sempre passione e disciplina, e schierandosi contro la demonizzazione del consumo consapevole negli eventi sportivi. Filippo Manfredi, Direttore della Fondazione Cariverona, ha illustrato il successo di “Calici di Jazz”, un progetto che ha portato la cultura fuori dai teatri tradizionali per essere accolta in ville storiche e parchi secolari, unendo musica e impresa in un’esperienza inclusiva. Calici di Jazz è diventato un format che supera i confini tradizionali della degustazione e trasforma il vino in esperienza culturale. Infine, la wine educator Laura Donadoni è stata premiata per il suo impegno civile, sociale ed economico, in particolare per la fondazione di Grapes of Change, progetto europeo per la prevenzione della violenza di genere nel settore vitivinicolo, dedicando il riconoscimento a tutte le donne che lottano per la parità e l’equità nel settore vitivinicolo.

Rethinking Wine Desirability: il futuro del consumo

L’ultimo panel della serata si è concentrato sulla “desiderabilità” del vino agli occhi dei nuovi consumatori. Cristina Mercuri, Master of Wine, ha sfatato il mito del disinteresse dei giovani, spiegando che questi ultimi cercano vini “golosi e rotondi” e che il desiderio del pubblico va costantemente guidato e istruito attraverso una comunicazione mirata. Vittorio Gentile, Head of Wine di Zuma, ha sottolineato come la ristorazione high-end debba puntare sulla convivialità e sulla snellezza, rendendo il vino un elemento “cool” e divertente, capace di adattarsi a contesti differenti. A chiudere le riflessioni è stata Arianna Nardi, Responsabile Marketing di Generali Italia, la quale ha evidenziato la responsabilità dell’assicuratore nel proteggere l’intera filiera agricola — che rappresenta il 15% del PIL nazionale — accompagnando gli imprenditori verso uno sviluppo sostenibile e consapevole dei rischi atmosferici e operativi.

L’evento si è concluso con l’invito a degustare i vini delle Cantine Todini, suggellando una serata resa possibile grazie alla collaborazione di numerosi partner che condividono la visione di Forbes Italia. Il successo dell’evento è stato possibile grazie alla produzione di Veronafiere, nell’ambito del fuori salone Vinitaly and the City. Un ringraziamento particolare va ai Global Partner Generali, CogitAI e Acqua Chiara Collection, e ai partner VIP Energy, Ploom, Molinari, Serena Wines, Adigeo, Banca Veronese, Consorzio Tutela Lugana, Vitea, Cantine Todini, The House of Maq, Maison Vicedomini e Alberotanza.



Le foto agli ospiti dell’evento:


Le interviste ai protagonisti:


 





 

 

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