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13 maggio 2026

Google e SpaceX collaboreranno in un progetto di data center orbitale

Google valuta accordi con aziende spaziali per portare infrastrutture IA in orbita e superare i limiti energetici terrestri
Google e SpaceX collaboreranno in un progetto di data center orbitale

Antonio Pequeno IV
Scritto da:
Antonio Pequeno IV

Google starebbe discutendo un potenziale accordo con SpaceX per il lancio di razzi, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal: si tratterebbe dell’ultimo possibile accordo tra aziende tecnologiche interessate alla creazione di data center per l’intelligenza artificiale nello spazio.

Punti chiave

  • La proposta vedrebbe Google e SpaceX collaborare anche mentre competono nel settore dei data center orbitali, ha riportato il Journal citando fonti anonime a conoscenza delle discussioni.
  • Il ceo di SpaceX, Elon Musk, ha sostenuto che collocare data center per l’IA nello spazio sarà il modo più conveniente dal punto di vista economico per costruire queste strutture ad alto consumo di risorse.
  • Una delle persone citate dal Journal ha osservato che Google sta anche trattando con altre aziende di lanci spaziali per il progetto del data center.
  • Forbes ha contattato Google e SpaceX per un commento.

Con quali altre aziende di lanci spaziali potrebbe collaborare Google?

Se Google non dovesse raggiungere un accordo con SpaceX, che si è costruita una reputazione come principale fornitore commerciale di lanci spaziali, potrebbe prendere in considerazione collaborazioni con Blue Origin, di proprietà di Jeff Bezos, con Rocket Lab (specializzata in lanci orbitali) oppure con United Launch Alliance. Il report del Journal non nominava esplicitamente le altre aziende con cui Google starebbe trattando per un accordo sui lanci.

Approfondimento

La SpaceX di Musk ha appena annunciato un accordo con Anthropic, che consentirà alla potenza dell’IA di accedere al suo supercomputer “Colossus”. Nell’ambito dell’accordo, Anthropic avrebbe manifestato interesse a collaborare con SpaceX per costruire “molteplici gigawatt di capacità di calcolo orbitale per l’IA”. L’annuncio di SpaceX afferma che la potenza di calcolo necessaria per sviluppare la prossima generazione di IA sta “superando ciò che energia terrestre, spazio fisico e sistemi di raffreddamento possono offrire nei tempi richiesti”, aggiungendo che “il calcolo basato nello spazio offre energia sostenibile quasi illimitata con un minore impatto sulla Terra”.

Contesto

Musk ha previsto che costruire data center per l’IA nello spazio comporterebbe “costi operativi e di manutenzione ridotti” grazie all’energia solare che queste installazioni potrebbero ricavare dal sole. Il ceo di Google, Sundar Pichai, ha dichiarato a Fox News alla fine dello scorso anno che costruire data center orbitali potrebbe diventare la nuova normalità “tra una decina d’anni”, spiegando che Google inizierà a testarne la fattibilità inviando “piccoli rack di macchine” su satelliti lanciati nello spazio “per poi aumentare gradualmente la scala del progetto”.

Le principali aziende tecnologiche guardano alle stelle come soluzione ai limiti che i data center incontrano sulla Terra. Per funzionare correttamente, infatti, i data center consumano enormi quantità d’acqua per raffreddare i server, richiedono grandi quantità di energia — destinate ad aumentare ulteriormente — e possono necessitare di vasti spazi fisici. Tutti fattori che rientrano nelle normative e nelle politiche regolatorie che possono limitare la costruzione o l’espansione dei data center.

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