
L’estate pugliese si distende tra le scogliere bianche dell’Adriatico e le lunghe spiagge dello Ionio, in una regione che ha fatto della campagna coltivata e della costa il proprio doppio orizzonte. Quando la giornata in spiaggia volge alla sera, la tavola raccoglie il meglio di questa terra, tra masserie di lusso, ristoranti gastronomici del Salento e insegne popolari diventate un culto. Dalle grandi dimore di campagna alle pizzerie di mare, ecco i quindici indirizzi da provare quest’estate:
Nel cuore di Borgo Egnazia, il resort di Savelletri di Fasano che ha ridisegnato l’immagine internazionale dell’ospitalità pugliese, Due Camini è la tavola gastronomica della casa, affidata allo chef Domingo Schingaro. La sua cucina mette al centro il mondo vegetale e attinge direttamente all’orto e alla Casa delle Sementi, il progetto di recupero delle varietà antiche portato avanti dall’agronomo Angelo Giordano, custode di semi che salva e riproduce le colture storiche del territorio. Ne nasce una cucina di ricerca radicata nella terra di Puglia, che parte dai prodotti coltivati in proprio per raccontare il Mediterraneo con misura e tecnica. Il legame tra il ristorante e il lavoro nei campi definisce l’identità dell’intera proposta.
Alla Masseria Torre Maizza, l’indirizzo pugliese di Rocco Forte Hotels immerso tra gli ulivi della costa di Savelletri, il ristorante Carosello occupa la terrazza panoramica affacciata sulla campagna e sul mare. La proposta segue la linea gastronomica di Fulvio Pierangelini, Creative Director of Food del gruppo, che rilegge i sapori pugliesi e mediterranei con la sua nota essenzialità. La cena si svolge sul rooftop della masseria, tra ingredienti del territorio e piatti costruiti su quella semplicità apparente che contraddistingue la mano dello chef.

Sul versante di mare della stessa Masseria Torre Maizza, Lido Bambù è il beach club del resort Rocco Forte, dove il pranzo scorre tra il servizio in spiaggia e i tavoli all’ombra. Anche qui la cucina risponde alla direzione di Fulvio Pierangelini, con una carta più leggera dedicata al pesce e ai prodotti dell’orto, pensata per le giornate sul litorale. La proposta unisce la vita balneare all’attenzione gastronomica che il gruppo riserva a ogni suo indirizzo.

Nel centro storico di Ostuni, la Città Bianca, il relais La Sommità occupa un palazzo cinquecentesco affacciato sulla piana degli ulivi che scende verso l’Adriatico. Il suo ristorante, Cielo, unico indirizzo Relais & Châteaux della zona, propone una cucina mediterranea legata al Salento e all’orto della dimora, servita nella corte e nel giardino interno. L’esperienza accosta la raffinatezza dell’ospitalità di charme a una lettura contemporanea dei prodotti del territorio.
A Capitolo, alle porte di Monopoli, Saleblu è il ristorante gastronomico de La Peschiera, boutique hotel cinque stelle affacciato direttamente sull’acqua e inserito nel circuito Small Luxury Hotels of the World. La cucina dello chef Vincenzo Montanaro interpreta il Mediterraneo come un insieme di sapori e memorie di mare, tra pescato locale, erbe marine spontanee e tecniche contemporanee che rispettano la materia prima. La posizione pieds dans l’eau, con i tavoli quasi sospesi sull’Adriatico, ne fa uno degli indirizzi più scenografici della costa.

Sulla costa di Torre Canne, il Canne Bianche Lifestyle Hotel è un cinque stelle a conduzione familiare guidato dai Mangano, parte di Small Luxury Hotels of the World e premiato con una Chiave Michelin. L’albergo raccoglie due tavole distinte: Autentico Wine & Restaurant, dedicato alla cucina pugliese di terra e di mare in un ambiente elegante, e Giùammare Osteria Contemporanea, affacciato direttamente sull’acqua e costruito sul pescato locale, tra crudi, griglia e piatti di pesce. La doppia proposta permette di passare dalla cena gastronomica al pranzo informale in riva al mare.
All’interno di Ethra Reserve, il grande complesso immerso nella Riserva Naturale di Stornara a Castellaneta Marina, il ristorante Al Kalidria interpreta la cucina pugliese in chiave contemporanea. Il menù valorizza le materie prime del territorio con tecniche che ne esaltano gusto e identità, trasformando gli ingredienti della tradizione regionale in piatti curati. L’ambiente elegante del Kalidria Hotel & Thalasso SPA e l’attenzione al servizio completano un’esperienza dedicata all’accoglienza pugliese.

Immerso nella campagna della Valle d’Itria, tra trulli e cummerse recuperati dalla famiglia che dal 1973 ne ha fatto un resort, l’Ottolire di Locorotondo ha ottenuto la Chiave Michelin per la qualità del soggiorno. Il suo ristorante, Vulé, punta su una cucina legata al territorio e all’orto biologico della proprietà, con prodotti selezionati secondo la stagione. La sala, dal design Mid-Century che accosta arredi degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta a linee pulite, crea un’atmosfera sofisticata e raccolta.
Nel centro barocco di Lecce, Atenze è il ristorante con terrazza del Patria Palace, storico albergo della città oggi parte di Ho Collection. La proposta gastronomica è legata al Salento e alla sua identità, riletta con uno sguardo contemporaneo, e accompagna l’ospite dalla colazione al pranzo fino alla cena con la stessa idea di ospitalità misurata. La terrazza affacciata sulla basilica di Santa Croce ne fa uno degli indirizzi più piacevoli del capoluogo salentino.

Nel centro storico di Lecce, Pezzetto è il progetto dedicato al cibo e al vino nato nel 2024 da Diego Melorio e Andrea Carlucci, gli stessi del cocktail bar Quanto Basta, inserito tra i World’s 500 Best Bars. La cucina è affidata allo chef Antonio Amato, tornato nella sua città dopo dieci anni a Berlino, con pochi piatti essenziali che cambiano secondo la stagione e l’ispirazione del momento. Ad accompagnarli una selezione di vini naturali, in un locale informale aperto dal pranzo all’aperitivo fino alla cena.

Nel centro storico di Gallipoli, dentro il seicentesco Palazzo Presta, il ristorante Lazzaro & Caterina propone una cucina di mare regionale in chiave contemporanea firmata dallo chef salentino Vincenzo Stifani. Tra i piatti, il carpaccio di gambero viola di Gallipoli e le linguine con la tartare dello stesso crostaceo, friggitelli e burro d’Isigny, a valorizzare il pescato ionico. Sopra il ristorante, la Terrazza Presta apre sui tetti della città vecchia con una carta di cocktail d’autore per l’aperitivo e le serate.

A Ruffano, nel basso Salento, Farmacia dei Sani è il progetto gastronomico che la famiglia Rizzo porta avanti dal 2005, oggi affidato alla chef Valentina Rizzo. La sua cucina reinterpreta il patrimonio salentino con tecniche contemporanee e una forte identità creativa, partendo dagli ingredienti e dai saperi locali. Il percorso è stato riconosciuto dalla Guida Michelin e dal premio di Miglior Chef Donna d’Italia assegnato da Identità Golose nel 2022, che ne confermano il ruolo nella nuova gastronomia del Mezzogiorno.
Nel centro storico di Corigliano d’Otranto, nel cuore della Grecìa Salentina, Sinòdia occupa un antico frantoio ipogeo del 1350, recuperato come sala di uno dei ristoranti più dinamici del territorio. La cucina dello chef Samuele Toma, classe 1997, racconta il Salento attraverso il pescato, gli ortaggi di stagione e le erbe spontanee, con un percorso degustazione che cambia a ogni stagione. Il suo Spaghetto Benedetto è diventato il piatto simbolo dell’insegna, premiata con le Due Forchette del Gambero Rosso.
A Bari, Urban – Assassineria ha costruito un fenomeno gastronomico attorno a un solo piatto, lo spaghetto all’assassina, il classico barese degli anni Sessanta cotto fino a diventare croccante nel sugo piccante. Nato dall’incontro tra lo chef Celso Laforgia e il socio Michele Salvati, il progetto ha trasformato una ricetta popolare in un caso raccontato da testate internazionali, da Stanley Tucci al New York Times, portando visitatori a Bari per il solo gusto di assaggiarlo. Il menù propone diverse versioni dell’assassina, con abbinamenti che ruotano ogni sei mesi secondo la stagione, in attesa dello sbarco dell’insegna a Milano previsto a breve.
A Monopoli, a pochi minuti dal mare, la pizzeria Il Tronco porta avanti dal 1984 la sua Apulian Pizza, l’impasto ideato da Piero Lococciolo e oggi nelle mani del figlio Michele, terza generazione della famiglia. La pizza, stesa al mattarello e arricchita con olio extravergine pugliese, resta bassa e croccante, con un cornicione contenuto che richiama la tradizione locale dei prodotti da forno all’olio. In carta convivono i classici storici come la Carpaccio e proposte più recenti come la Martinese, con capocollo di Martina Franca, canestrato e riduzione di Primitivo di Manduria, servite tra la veranda e il Borghetto, il giardino di pietra con olivi secolari.

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