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22 luglio 2026

Le 10 città italiane dove il lavoro cresce di più: la classifica LinkedIn che sfida Milano e Roma

Trento guida la graduatoria davanti a Bari e Brescia. Il report mostra dove crescono assunzioni, lavoro qualificato e flessibilità oltre le grandi metropoli.
Le 10 città italiane dove il lavoro cresce di più: la classifica LinkedIn che sfida Milano e Roma

Trento domina la classifica “Città in Crescita” di LinkedIn Notizie

Forbes.it
Scritto da:
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L’intelligenza artificiale non sta solo rivoluzionando il come si lavora, ma anche il dove. Cercando di sfatare uno dei miti più radicati al giorno d’oggi che riguarda la geografia occupazionale italiana: le opportunità di crescita professionale non si trovano solo nelle grandi città come Roma e Milano. A certificarlo il primo report pubblicato da LinkedIn Notizie, Città in Crescita, che per la prima volta in Italia classifica le 10 città – escluse le principali metropoli – in cui le opportunità professionali stanno crescendo più rapidamente in termini di assunzioni e domanda di lavoro.

Il mercato occupazionale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, trainata dall’evoluzione delle competenze richieste, dall’impatto dell’intelligenza artificiale e dalle nuove aspettative dei professionisti, aumentando l’attenzione verso città capaci di coniugare opportunità di carriera e qualità della vita. Sempre più persone guardano infatti oltre i tradizionali grandi centri economici per costruire il proprio percorso professionale, mentre aziende e territori competono per attrarre e trattenere talenti.

Le 10 Città in Crescita 2026
1. Trento
2. Bari
3. Brescia
4. Udine
5. Bergamo
6. Vicenza
7. Verona
8. Treviso
9. Bolzano
10. Modena

“Con la prima edizione italiana di Città in Crescita abbiamo voluto rispondere a una domanda che riguarda tutti i professionisti: quali sono oggi i posti migliori dove far crescere la propria carriera al di fuori dei grandi hub metropolitani?” spiega Michele Pierri, responsabile di LinkedIn Notizie Italia.

“Leggendo l’Italia unicamente attraverso i dati di LinkedIn, la risposta ci porta dentro dieci città medie, da Trento a Modena, dove le assunzioni aumentano, la domanda di lavoro cresce e chi arriva da fuori sceglie di trattenersi o di mettere radici. È una fotografia autentica del nostro Paese: di un’economia fatta soprattutto di piccole e medie imprese, di distretti manifatturieri e di Pmi esportatrici che continuano ad assumere e a innovare lontano dai riflettori, ma anche di realtà radicate sul territorio come università e centri di ricerca. Città in Crescita dimostra anche che le opportunità non vivono solo a Milano o Roma, ma in territori dove stile di vita e crescita professionale possono finalmente coincidere”.

I settori che trainano la crescita

Queste città condividono un tessuto economico caratterizzato da un equilibrio tra manifattura, servizi alle imprese e innovazione tecnologica. Consulenza e servizi aziendali e Servizi e consulenza IT figurano tra i primi cinque settori in tutte le città della classifica, mentre la Produzione di macchinari è presente in nove delle dieci città, confermandosi uno dei principali motori della crescita occupazionale. Un quadro che evidenzia come lo sviluppo economico dei territori derivi sempre più dall’integrazione tra competenze industriali consolidate e servizi ad alto valore aggiunto.

Accanto a questi elementi comuni, emergono specializzazioni che riflettono le vocazioni produttive dei diversi territori: qualità della vita e ricerca a Trento, il settore alberghiero a Bolzano; trasporti e telecomunicazioni a Bari; automotive e meccanica avanzata a Modena. Udine coniuga manifattura ed export nel Nord-Est, Bergamo si distingue per il dinamismo dei servizi e delle costruzioni e Brescia per la manifattura sostenibile e lo sviluppo industriale.

Le città venete presenti nella classifica – Verona, Vicenza e Treviso – confermano la centralità delle esportazioni, affiancata da filiere altamente specializzate e da un tessuto di piccole e medie imprese. Questa varietà di ecosistemi produttivi dimostra come la crescita delle città non dipenda da un unico settore, ma dalla capacità di valorizzare competenze distintive, favorire lo sviluppo di attività complementari e rafforzare la competitività dei territori.

Lavoro ibrido: il modello prevalente

Tra i fattori che accomunano le città in classifica emerge una crescente diffusione del lavoro flessibile, con la modalità ibrida che si conferma prevalente. Bari (34,78%), Trento (25,54%) e Verona (24,22%) guidano la classifica per quota di annunci di lavoro ibrido, a testimonianza di un’organizzazione lavorativa sempre più orientata a modelli che combinano collaborazione, produttività e priorità personali.

Più contenuta, ma comunque significativa, è invece la quota di annunci full remote, che vede ancora Trento, Bari e Verona ai primi posti. Nel complesso, il quadro evidenzia come non esista un’unica declinazione del lavoro flessibile. Mentre il Nord-Est concentra il maggior numero di città presenti nella classifica, seppur con livelli di adozione differenti, Bari si distingue come l’unica città del Mezzogiorno a registrare una presenza significativa sia di annunci hybrid sia full remote, segno di un’evoluzione che assume caratteristiche diverse nei vari contesti economici e sociali del Paese.

Dove guardare per il prossimo passo di carriera

Mentre il costo della vita, le nuove modalità di lavoro e l’evoluzione delle aspettative dei lavoratori stanno ridefinendo il modo in cui le persone costruiscono la propria carriera, comprendere come e dove il mercato del lavoro sta cambiando diventa una scelta sempre più strategica per orientare il proprio percorso e prendere decisioni consapevoli.

La prossima tappa della propria carriera potrebbe trovarsi proprio dove meno ci si aspetta. Conoscere le realtà imprenditoriali più dinamiche del territorio, ampliare la propria rete e individuare gli ecosistemi in cui imprese, competenze e innovazione crescono insieme rappresenta oggi un elemento chiave per intercettare nuove prospettive di crescita.