
Pechino è una città dalle molte anime. È la capitale politica e culturale della Cina, ma negli ultimi anni è diventata anche uno dei laboratori gastronomici più interessanti dell’Asia, dove la tradizione millenaria incontra nuove interpretazioni contemporanee. A guidare questa esplorazione è Yang Guang, vicepresidente per la Cina continentale dell’Accademia dei 50 Best Restaurants, che ha selezionato alcuni degli hotel e ristoranti più rappresentativi della città: luoghi capaci di raccontare il nuovo lusso cinese attraverso ospitalità, cultura e alta cucina.
“Dai ristoranti stellati alle piccole insegne specializzate, dagli antichi cortili agli hotel di design, Pechino dimostra che la cucina cinese contemporanea non è più soltanto custode della tradizione, ma anche terreno di sperimentazione globale. Una città dove ogni tavola racconta una storia diversa: quella di un Paese antico che continua a reinventarsi” racconta Guang.
La capitale cinese raccontata attraverso gli indirizzi più interessanti scelti da uno dei massimi esperti della scena gastronomica asiatica.
All’interno di Xitan Hotel Beijing si trova The House of Rong, ristorante di punta del resort; immerso nel paesaggio montano a ovest di Pechino, il locale interpreta la gastronomia cinese attraverso una ricerca raffinata sulle materie prime e sulle stagioni, in dialogo con il contesto naturale che lo circonda.
A rendere ancora più interessante il progetto è l’apertura verso una cucina contemporanea, con una forte attenzione al mondo vegetale. Xitan ha ospitato anche percorsi gastronomici dedicati alla cucina vegetariana e collaborazioni con chef internazionali, tra cui Rodrigo de la Calle protagonista di una filosofia culinaria che valorizza ingredienti semplici, biodiversità e rapporto con il territorio. Una sensibilità che si integra perfettamente con lo spirito del resort: un luogo dove natura, benessere e alta gastronomia convivono, trasformando il viaggio a Pechino in un’esperienza anche di ricerca e cultura del gusto.
Tra i ristoranti più innovativi della Cina c’è Lamdre, protagonista di una rivoluzione gastronomica a base vegetale. Con un’estetica audace e una forte identità creativa, il ristorante è stato inserito al 17° posto nella classifica dei 50 migliori ristoranti dell’Asia e premiato con due stelle Michelin.
La cucina del Sichuan, famosa per i sapori intensi e speziati, trova una delle sue migliori espressioni lontano dalla regione d’origine. Da 1996 Sichuan Cuisine la tradizione viene reinterpretata con grande raffinatezza: imperdibile l’anatra affumicata al canforo, uno dei piatti simbolo della casa. Il ristorante è stato inserito nella classifica dei migliori ristoranti asiatici.
Considerato uno dei pionieri dell’alta cucina cinese contemporanea, Xinrongji ha ridefinito il concetto di cucina di Taizhou, valorizzando soprattutto i frutti di mare del Mar Cinese Orientale. Un percorso di grande precisione tecnica premiato con tre stelle Michelin.
Guidato dallo chef canadese Talib Hudda, residente a Pechino da oltre dieci anni e fluente in mandarino, Old Tower propone un menu degustazione pescetariano che valorizza i prodotti locali, dai frutti di mare alle materie prime della Cina settentrionale. Un esempio di cucina contemporanea senza confini.
In uno splendido cortile storico si trova Hanlin Shuyuan by Jingyan, uno degli indirizzi migliori per assaggiare la celebre anatra alla pechinese. Il ristorante propone anche un raffinato menu degustazione dedicato all’alta cucina della capitale ed è stato premiato con una stella Michelin.
Nascosto tra gli hutong di Mo Qianmen, Yan Garden offre una cucina cantonese di alto livello in un ambiente raccolto, caratterizzato da un elegante cortile interno. Un indirizzo dove tradizione e atmosfera convivono perfettamente.
Non è comune trovare la cucina di Zhanjiang all’interno di un hotel cinque stelle, il Rosewood Beijing.Lo chef Tan Shiye porta però nella capitale le sue origini, reinterpretando la tradizione del piccolo villaggio di pescatori del Guangdong attraverso piatti al wok e dim sum raffinati. Da provare il suo astice saltato in padella, considerato tra i migliori della città. Il ristorante ha ottenuto una stella Michelin.
Per scoprire la vera cucina tradizionale dei banchetti di Pechino, Jinghualou è un indirizzo fondamentale. Lo chef Zhen custodisce numerose ricette d’autore difficili da trovare altrove. Il consiglio è di andarci in gruppo: la formula ideale è un tavolo da quattro a sei persone per condividere più portate.
Tra le esperienze più autentiche c’è l’hot pot di agnello di Yangdaye Lamb Hotpot, celebre per la qualità della carne e l’atmosfera conviviale. In inverno diventa uno dei luoghi più frequentati della città.
Nel cuore del distretto finanziario di Pechino si trova Zoodle, bistrot dedicato al binomio noodles e vino. Creato dalla moglie di Yang Guang, il locale propone esclusivamente vini cinesi con una cantina di oltre 300 etichette, offrendo uno sguardo privilegiato sulla nuova scena vinicola nazionale.
Tra gli indirizzi più sorprendenti c’è Mo Qianmen, hotel di lusso immerso negli storici hutong di Pechino, che reinterpreta il concetto di ospitalità attraverso la filosofia del “campus aperto”. Un luogo dove gli spazi comuni diventano luoghi di incontro e dove il patrimonio architettonico della città dialoga con un design contemporaneo. Il progetto è entrato nella classifica dei 50 migliori hotel del mondo, raggiungendo il 14esimo posto.
Un’altra tappa imperdibile è Rosewood Beijing, considerato uno dei salotti più vivaci della capitale. Con oltre dieci proposte gastronomiche al suo interno, rappresenta una vera destinazione nella destinazione, capace di unire ospitalità internazionale e cultura locale.
Fuori dal centro urbano, per chi cerca un’esperienza più contemplativa, vale il viaggio verso Xitan Hotel Beijing, rifugio di lusso immerso tra le montagne sacre a ovest della capitale. Un luogo dove il silenzio, la natura e l’architettura tradizionale diventano parte integrante dell’esperienza, lontano dal ritmo frenetico della metropoli.

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