Il 30 luglio 2026, il Giardino Botanico La Cutura, nel cuore del Salento, si è trasformato per una sera in un organismo pulsante di suoni, luci e visioni. Wideyes, la piattaforma curatoriale che da mesi indaga la relazione tra musica elettronica, architettura e percezione, ha scelto questa cornice per la tappa pugliese di Sound Garden, capitolo che segue l’esordio al FuoriSalone milanese e conferma la vocazione del progetto a trasformare luoghi non convenzionali in spazi di narrazione contemporanea.
Una serata, molte voci
Con oltre 35 ettari di collezioni botaniche tra le più significative del Sud Italia e un impianto sonoro e visivo pensato per questo evento unico, ad animare Sound Garden è stata una line-up capace di mettere in dialogo mondi diversi, dalla musica alla cultura pop, dal cinema all’arte.
Tra i talent che hanno preso parte alla serata: Clara Soccini, Bresh, Gabriele Esposito, Dexter Flatcher, Aurora Baruto, Victoria Stella, Chiara di Eugenio, Wax, Alessandro La Cava, Frada, Mayu. I set si sono intrecciati a interventi illuminotecnici e installazioni pensate per esaltare il rapporto tra natura, architettura e arte, per esprimere al meglio l’anima trasversale del progetto, fatto per andare oltre i confini di nicchia, proponendosi come punto di incontro tra pubblico diversificato.
Sul fronte musicale, a guidare il pubblico attraverso la serra al tramonto sono stati Cristina Lazic, dj e producer italiane tra le voci più interessanti della house europea, i Curly Brothers, duo salentino dal groove eclettico, e Gianni Sabato, selector pugliese capace di fondere elettronica contemporanea e sensibilità mediterranea.
I partner che hanno reso possibile il progetto
Dietro la costruzione di un’esperienza di questa complessità c’è una rete di collaborazioni che riflette l’ambizione trasversale di Wideyes. Il progetto è stato sostenuto dal Main Partner Tormaresca, la cantina pugliese della famiglia Antinori che ha accompagnato la serata con una selezione delle proprie e che e, tra cui il nuovissimo Fichimori, un vino rosso da bere freddo, in un connubio naturale tra territorio, vino e cultura.
Al fianco del Main Partner, un ecosistema di realtà che hanno curato gli aspetti tecnici e creativi dell’evento: Imnative, Qeeboo, Bombay e Miradiva come partner tecnici, mentre la produzione è stata affidata a un team composito formato da Look Mi, Sbalzo, Conifer e Fresco. Una filiera che tesmonia come, dietro ogni progetto site-specific di Wideyes, si muova un lavoro corale di competenze diverse, dalla scenografia al lighting design, dalla produzione musicale alla comunicazione.
In questa seconda edizione c’è stata una conferma, quella di Francesco Maria Messina che dopo il grande successo dell’edizione di Design Week, è tornato in Salento per un dialogo creativo ormai consolidato, nato dalla comune volontà di costruire esperienze immersive in cui architettura, arte, musica e collectible design si fondono in una narrazione unitaria.
È in questo contesto che le sculture-opere di collectible design dell’autore trovano la loro naturale collocazione. Più che semplici oggetti, instaurano un dialogo continuo con l’architettura, il paesaggio e la luce mediterranea. Le opere esposte — GORGON, LUNAE, ROMA e ARCO — rappresentano quattro interpretazioni di un’unica ricerca progettuale che attraversa la storia dell’architettura italiana, dall’antichità al Rinascimento fino al Manierismo, traducendone geometrie, proporzioni e simboli in sculture funzionali contemporanee.
Al di là della singola serata, Sound Garden conferma la cifra stilistica di Wideyes: usare la musica come chiave di accesso a territori, capace di raccontare il design non attraverso oggetti statici, ma attraverso esperienze vissute, condivise e, letteralmente, danzate.