
Pietro Gasbarra, presidente del Golf Club Parco di Roma
Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
GOLF CLUB PARCO DI ROMA – BRANDVOICE | PAID PROGRAM
Il golf ha sempre avuto la capacità particolare di trasformare il tempo in una risorsa. Quattro ore trascorse sul campo permettono di osservare persone, condividere conversazioni, prendere decisioni e costruire rapporti con una profondità che pochi altri contesti riescono a offrire. È una caratteristica che accompagna questo sport fin dalle origini e che oggi assume un valore ancora maggiore in un’epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione delle relazioni. A Roma, uno dei luoghi che meglio interpreta questa dimensione è il Golf Club Parco di Roma.
Inserito all’interno del Parco di Veio, tra paesaggi che conservano il carattere dell’Agro Romano e aree di interesse archeologico, il club occupa una posizione privilegiata a pochi minuti dal centro della capitale, in un contesto che unisce accessibilità e qualità ambientale, due elementi sempre più ricercati da professionisti, imprenditori e appassionati che desiderano conciliare attività sportiva e qualità della vita.
Il percorso da 18 buche porta la firma dell’architetto americano P.B. Dye, che qui realizzò il suo primo progetto europeo. Il disegno segue l’andamento naturale del terreno e valorizza le caratteristiche del paesaggio circostante. Fairway, green e ostacoli dialogano con la vegetazione mediterranea, offrendo un’esperienza di gioco varia e coinvolgente. La componente tecnica resta centrale e rappresenta una delle ragioni che hanno consolidato la reputazione del club nel panorama golfistico italiano.
Negli ultimi anni, tuttavia, sotto la presidenza di Pietro Gasbarra, il Parco di Roma ha sviluppato un’identità che supera i confini della disciplina sportiva. Il club ha avviato un percorso di crescita che ha ampliato funzioni e opportunità, attirando aziende, realtà culturali, professionisti e organizzazioni interessate a utilizzare questi spazi come luogo di incontro e confronto. Sempre più eventi trovano qui una collocazione naturale, come incontri aziendali, presentazioni, appuntamenti dedicati alla cultura, che convivono con l’attività sportiva quotidiana creando un ambiente dinamico che mantiene il golf come elemento centrale della propria identità.
Il risultato è un ecosistema in cui persone provenienti da ambiti differenti condividono interessi, esperienze e progetti. La forza di questo modello risiede nella spontaneità delle relazioni che si sviluppano all’interno del club. Una partita, un pranzo in clubhouse o una giornata dedicata a un torneo diventano occasioni per avviare conversazioni e approfondire rapporti professionali. Il golf favorisce naturalmente questo processo grazie ai suoi ritmi e alla durata del gioco: ogni percorso offre il tempo necessario per conoscersi, confrontarsi e costruire fiducia.
In molti mercati internazionali, i golf club più evoluti hanno assunto il ruolo di piattaforme relazionali e anche il Parco di Roma si inserisce in questa tendenza con una proposta che integra sport, ospitalità, benessere e business. La qualità dell’esperienza diventa così un elemento strategico tanto quanto la qualità del campo.
L’attenzione ai dettagli contribuisce a definire il carattere del club con servizi, organizzazione e accoglienza che concorrono a creare un ambiente in cui ogni socio può trovare il proprio spazio. L’atmosfera che si respira rappresenta uno degli aspetti più apprezzati da chi frequenta il Parco di Roma, grazie a professionalità e cordialità che procedono nella stessa direzione, alimentando un senso di appartenenza che rafforza il valore della membership.
Anche il concetto di benessere assume una dimensione più ampia grazie al contatto con la natura, all’attività fisica all’aria aperta e alla possibilità di trascorrere tempo in un contesto di qualità. Tutti elementi che contribuiscono a una percezione diversa delle giornate, con il club che diventa una destinazione da vivere durante tutta la settimana, capace di accompagnare momenti di sport, lavoro e socialità.
Osservando l’evoluzione del Golf Club Parco di Roma emerge una riflessione interessante sul ruolo che i circoli sportivi possono assumere oggi. Le strutture più dinamiche generano valore attraverso la capacità di mettere in relazione persone, idee e competenze. Il golf continua a rappresentare il punto di partenza di questa esperienza, mentre il contesto costruisce occasioni di incontro che si estendono ben oltre il campo.
È proprio in questa combinazione tra sport e relazioni che il Parco di Roma ha trovato il proprio posizionamento. Un luogo in cui il gioco mantiene intatto il proprio fascino e in cui ogni incontro può trasformarsi in un’opportunità. Una formula che riflette le esigenze di una nuova generazione di soci e che racconta l’evoluzione di uno dei club più interessanti della capitale.



