Di PNA
La tanto agognata mossa di Berkshire Hathaway, conglomerata americana fondata da Warren Buffett, ora sotto il controllo del ceo Greg Abel, è finalmente arrivata. Quella montagna di liquidità, nota anche come tesoretto di Buffett, che la holding ha continuato ad accumulare per più di tre anni, balzata al record di $397,4 miliardi alla fine del primo trimestre di quest’anno, è stata infatti impiegata.
La notizia è un ottimo segnale per le azioni, non solo di Berkshire, visto che l’ostinazione con cui il gruppo aveva preservato il proprio cash era stata interpretata come l’assenza, sul mercato, di opportunità di investimento appetibili. Una nota stonata, considerati i continui acquisti che, salvo qualche parentesi ribassista, si sono riversati in questi ultimi anni su Wall Street.
Il tesoretto Buffett torna sul mercato
Ora le cose sono però cambiate: Berkshire è diventata nel secondo trimestre dell’anno acquirente netta di azioni per la prima volta in 15 trimestri, con il valore delle azioni acquistate che ha superato di quasi 20 miliardi di dollari quello delle azioni vendute. Le azioni che Berkshire Hathaway ha deciso di acquistare? Innanzitutto, le proprie, con una operazione di buyback di $4,5 miliardi circa. I riacquisti hanno accelerato il passo in modo significativo rispetto al buyback di appena $235 milioni del primo trimestre.
In dettaglio, nel secondo trimestre del 2026, Berkshire ha acquistato 478 azioni proprie di Classe A per $349,6 milioni e 8,6 milioni di azioni proprie di Classe B per $4,18 miliardi: una prova di fiducia nei confronti dei propri titoli, che non è sfuggita a Macrae Sykes, gestore di portafoglio di Gabelli Funds. Per Sykes, i buyback hanno dato infatti due segnali importanti: la convinzione del management che le azioni Berkshire siano sottovalutate; e “l’aver individuato opportunità per impiegare la liquidità in questo contesto di mercato”.
Risultato: considerando anche le azioni di altre società acquistate e vendute nello stesso periodo, la liquidità di Berkshire Hathaway è così scesa dal record di $397,4 miliardi dei primi tre mesi del 2026 a $365,5 miliardi alla fine di giugno. Tra le azioni acquistate, oltre alle proprie, la Grande Scommessa annunciata a giugno, ovvero l’investimento in azioni Alphabet, la holding a cui fa capo Google, per 10 miliardi di dollari.
I grandi annunci sono giunti con la pubblicazione dei conti di Berkshire Hathaway. Conti, quelli del colosso guidato da Warren Buffett per ben 60 anni – dal 1965 fino al 31 dicembre 2025 – che vengono puntualmente attenzionati dagli investitori per due motivi: non solo per monitorare la redditività della holding, espressione massima del talento dell’oracolo di Omaha, ma anche per misurare il polso dei mercati.
E il messaggio ricevuto è chiaro: Berkshire ha optato stavolta più per gli acquisti, che per le vendite delle azioni.
Delle varie novità hanno beneficiato le azioni della diretta interessata, con i titoli di Classe B che sono saliti ieri dell’1,46%, a $529,42, toccando il record da quando Warren Buffett annunciò, nel maggio del 2025, la decisione di dimettersi dalla carica di ceo (dimissioni avvenute poi alla fine di dicembre).
Non si può dire tuttavia che il 2026 sia stato stellare per le azioni visto che, dall’inizio dell’anno, il trend è stato di un rialzo di poco superiore a +5%, rispetto al +13% dello S&P 500. Proprio per questo motivo, alcuni analisti ora scommettono su ulteriori guadagni dei titoli, soprattutto a seguito della diffusione del bilancio, che ha indicato un utile operativo balzato nel secondo trimestre del 16%, a $12,98 miliardi.
Il giudizio delle azioni Berkshire
I conti comunicati inaugureranno una fase più bullish per le azioni? Interpellata dalla Cnbc, l’analista di Ubs Brian Meredith ha detto di continuare “a considerare Berkshire un investimento difensivo interessante, grazie al solido bilancio, al potenziale rialzo degli utili derivante dai miglioramenti operativi e dall’impiego della liquidità in eccesso per acquisizioni accretive e/o riacquisti di azioni proprie”. Positiva anche la view di TD Cowen, che ha fatto notare come Berkshire abbia “finalmente impiegato la sua liquidità”.
Contrarian invece Michael Burry. L’investitore, ribattezzato Mr. Big Short per aver scommesso contro il mercato immobiliare USA prima della crisi finanziaria del 2008, si è mostrato preoccupato per la nuova era della conglomerata, guidata dall’inizio del 2026 dal ceo Greg Abel (64 anni).
“La mia più grande preoccupazione per Berkshire Hathaway era che, quando Warren si fosse fatto da parte, il suo successore sarebbe stato troppo vecchio e, comunque, non essendoci più Warren, non avrebbe avuto la pazienza di aspettare il momento giusto per investire”, ha scritto Burry in un post pubblicato su X. “Credo che questo timore si sia concretizzato. Non considero Berkshire un investimento interessante per il futuro”.