Una notte di successi, speranze e di scontri con la realtà quella andata in scena ieri a Parigi. La quarta edizione della classifica, (rinominata da The World’s 50 Best Hotels a The 50 Best Hotels) è stata proclamata ieri a Les Salles du Carrousel, sotto il Louvre, per la prima volta fuori Londra. Rosewood Hong Kong conserva il primo posto per il secondo anno consecutivo, dopo il terzo posto del 2024 e il secondo dell’edizione inaugurale: nessuna struttura si era mai ripetuta al vertice. Capella Bangkok è seconda, Four Seasons at Chao Phraya River terzo.
Se è vero che i numeri parlano per chi sa ascoltare, è interessante notare che nella top 50 l’Europa conta ventuno hotel, l’Asia diciotto, contro il rapporto rovesciato dell’anno scorso, venti contro diciassette. Il Nord America ne piazza sei, l’Africa e il Sud America due ciascuno, l’Oceania uno. Le posizioni di testa restano asiatiche, con Bangkok al secondo, terzo e decimo posto, mentre nella parte centrale della graduatoria l’Europa guadagna terreno.
Venendo a noi invece, l’Italia chiude con quindici proprietà nei cento, contro le tredici del 2025, sei delle quali nella top 50 a fronte delle quattro precedenti. Pareggia la Francia nella parte alta, che pure ne colloca sei, e supera il Regno Unito, fermo a quattro. La rotazione interna però è ampia: sei ingressi assenti dalla graduatoria dell’anno scorso, quattro uscite, spostamenti a doppia cifra in entrambe le direzioni.
San Domenico Palace, Taormina, A Four Seasons Hotel
Chi sale
Casa Maria Luigia passa dall’ottantaduesima posizione della lista estesa 2025 al numero 18 assoluto. Sessantaquattro posizioni guadagnate, e il Lavazza Highest New Entry Award, che va alla struttura entrata più in alto nella top 50. Dodici camere in una villa di campagna alle porte di Modena, di Massimo Bottura e Lara Gilmore, con un modello costruito intorno alla cucina e alla collezione privata dei proprietari: il piazzamento è superiore a quello di gran parte dei palace europei storici.
Portrait Milano percorre la stessa strada su scala diversa, dal 99 del 2025 al 39 del 2026. L’ex seminario arcivescovile di corso Venezia, recuperato dalla Lungarno Collection della famiglia Ferragamo e aperto nel dicembre 2022, porta Milano dentro la top 50 per la prima volta da quando la classifica esiste. Il risultato arriva a chiusura di un ciclo cittadino che ha avuto il suo momento di massima esposizione internazionale nelle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, disputate dal 6 al 22 febbraio, e che negli ultimi tre anni ha portato in città una concentrazione di aperture alberghiere di fascia alta senza precedenti recenti.
Nella lista estesa si muove soprattutto Splendido, che a Portofino guadagna ventitré posizioni salendo dall’83 al 60.
Chi entra
San Domenico Palace di Taormina debutta al cinquantesimo posto, primo indirizzo siciliano nella parte alta della graduatoria. Il complesso nasce da un convento domenicano del XIV secolo, cui nel 1896 venne affiancata l’ala Grand Hotel in stile Liberty, riaperto nell’estate 2021 dopo un cantiere integrale, e balzato alle cronache nell’autunno 2022 per via delle riprese della seconda stagione di The White Lotus.
Il San Pietro di Positano entra al 58, miglior nuovo ingresso italiano nella fascia 51-100, risultato ancor più apprezzabile visto che si tratta di una proprietà indipendente, facente parte della prestigiosa associazione Relais & Chateaux. Seguono Castiglion del Bosco a Montalcino al 62, Orient Express La Minerva a Roma al 66, Forestis a Bressanone al 68, Villa Treville a Positano al 91.
Chi scende
Passalacqua cede una posizione, dal quarto al quinto posto, e rimane il miglior piazzamento europeo dell’intera classifica. Conserva entrambi i riconoscimenti dell’anno precedente, miglior hotel d’Europa e Best Boutique Hotel Award, quest’ultimo per la terza edizione consecutiva. La villa settecentesca di Moltrasio è l’unico indirizzo italiano stabilmente nei primi cinque da quando ha vinto l’edizione inaugurale del 2023.
Four Seasons Firenze arretra dal 9 al 12 , Bulgari Roma perde dieci posizioni, dal 22 al 32. Nella fascia bassa i cali sono più marcati: Borgo Santandrea passa dal 53 all’84, Borgo Egnazia dal 63 all’88, Reschio dall’81 al 95. Tutte e tre occupavano la parte superiore della lista estesa nel 2025 e si ritrovano ora nell’ultimo quarto.
Chi esce
Il Pellicano di Porto Ercole che era ventiseiesimo nel 2025 e non compare in alcuna posizione dei cento. Escono anche Cipriani a Venezia, che era 72, Aman Venice, che era 79, e Le Sirenuse di Positano, che era 94.
Venezia sparisce dunque per intero dalla graduatoria dopo avervi collocato due proprietà lo scorso anno. Una città citata abitualmente come riferimento europeo dell’ospitalità di fascia alta esce dai cento nello stesso anno in cui Positano ne piazza due e la Costiera amalfitana tre, considerando anche Borgo Santandrea.
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